Sicurezza
Grosseto Fiere acquista il marchio Game Fair
di Stefano Fabbroni
Troppo impegnativa la gestione, la società titolare ha deciso per la vendita Novità per l’edizione 2018: non si svolgerà più a giugno ma a settembre
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GROSSETO. Grosseto Fiere ha acquisito il marchio di Game Fair, l’evento dedicato allo sport all’aria aperta, a caccia e pesca, addestratori ed esperti cinofili ed equini. Si tratta di un risultato ottenuto con uno sforzo economico notevole profuso dalla società fieristica grossetana: 180mila euro che provengono, spiegano, «esclusivamente da gran parte degli utili scaturiti dalle tre precedenti gestioni di Game Fair» (la differenza tra ricavi e costi per Gf è di oltre 198mila euro).
«Si tratta di un marchio – dice Carlo Pacini, direttore di Grosseto Fiere, che in futuro potremmo affittare o vendere ma che è stato acquistato in totale autofinanziamento, senza ricorrere a risorse esterne».
Tutto parte dal 2015, primo anno di Game Fair al Centro Fiere del Madonnino di Braccagni, quando la Grosseto Fiere si fa avanti: prima come ente ospitante (proprietario dell’area espositiva) in quanto l’evento era organizzato da Fiere Vicenza, poi dal 2017 come partner di una nuova società fieristica titolare del marchio, la Game Fair Italia (controllata da Italian exhibition group che ne deteneva il pacchetto di maggioranza di quote e composta, oltre che dalla stessa, anche da Grosseto Fiere e Comitato nazionale caccia e natura) e adesso come proprietaria del 100%.
«Siamo stati pronti ad acquisirlo dopo aver valutato attentamente la proposta di vendita di Game Fair Italia – continua Pacini – che ha deciso di cedere il marchio per motivi economici e pratici: i costi aggiuntivi, oltre ai nostri affitti, erano lievitati e la gestione a distanza era diventata ormai poco conveniente per la società controllata da Ieg».
Intanto si sta preparando l’edizione 2018 con alcune novità: la prima è il periodo in cui si terrà, non più ad inizio giugno ma da venerdì 7 a domenica 9 settembre sempre al Centro Fiere di Braccagni. Una base di partenza è fornita dai numeri registrati nelle scorse tre edizioni. Eccone alcuni: 140 espositori (molti i celebri nomi del settore come Beretta e Benelli, tutti della ditta originaria e non i singoli concessionari) giunti per l’8% dalla provincia di Grosseto, 15% dalla Toscana, 71% da altre regioni, 6% dall’estero fra produttori di armi, munizioni, ottiche, abbigliamento ed accessori per la caccia ed il tiro sportivo, agenzie per il turismo venatorio, rivenditori di articoli per turismo e sport outdoor.
La provenienza dei visitatori, stimati in 56mila invece, è stata in prevalenza dalla Toscana (25%), provincia di Grosseto (20%), Lazio (18%), altre regioni (37%) con spiccata preferenza verso le prove di attività venatoria (76, 4%, che si sono esibiti in 15 linee di tiro e 20 modelli di fucili)) ed acquisti di prodotti abbigliamento, caccia e pesca (51, 2%); l’indotto diretto generato in Maremma è stato di più di 895mila euro (fra allestimenti, servizi tecnici, ospitalità diretta del personale Ieg, prestazioni professionali e pubblicità) ed indiretto di oltre 11. 900 pernottamenti fra espositori e visitatori.
«Puntiamo sul Game Fair – aggiunge il direttore – insieme alla Fiera del Madonnino per candidarci a polo di riferimento rurale della Toscana».
«Si tratta di un marchio – dice Carlo Pacini, direttore di Grosseto Fiere, che in futuro potremmo affittare o vendere ma che è stato acquistato in totale autofinanziamento, senza ricorrere a risorse esterne».
Tutto parte dal 2015, primo anno di Game Fair al Centro Fiere del Madonnino di Braccagni, quando la Grosseto Fiere si fa avanti: prima come ente ospitante (proprietario dell’area espositiva) in quanto l’evento era organizzato da Fiere Vicenza, poi dal 2017 come partner di una nuova società fieristica titolare del marchio, la Game Fair Italia (controllata da Italian exhibition group che ne deteneva il pacchetto di maggioranza di quote e composta, oltre che dalla stessa, anche da Grosseto Fiere e Comitato nazionale caccia e natura) e adesso come proprietaria del 100%.
«Siamo stati pronti ad acquisirlo dopo aver valutato attentamente la proposta di vendita di Game Fair Italia – continua Pacini – che ha deciso di cedere il marchio per motivi economici e pratici: i costi aggiuntivi, oltre ai nostri affitti, erano lievitati e la gestione a distanza era diventata ormai poco conveniente per la società controllata da Ieg».
Intanto si sta preparando l’edizione 2018 con alcune novità: la prima è il periodo in cui si terrà, non più ad inizio giugno ma da venerdì 7 a domenica 9 settembre sempre al Centro Fiere di Braccagni. Una base di partenza è fornita dai numeri registrati nelle scorse tre edizioni. Eccone alcuni: 140 espositori (molti i celebri nomi del settore come Beretta e Benelli, tutti della ditta originaria e non i singoli concessionari) giunti per l’8% dalla provincia di Grosseto, 15% dalla Toscana, 71% da altre regioni, 6% dall’estero fra produttori di armi, munizioni, ottiche, abbigliamento ed accessori per la caccia ed il tiro sportivo, agenzie per il turismo venatorio, rivenditori di articoli per turismo e sport outdoor.
La provenienza dei visitatori, stimati in 56mila invece, è stata in prevalenza dalla Toscana (25%), provincia di Grosseto (20%), Lazio (18%), altre regioni (37%) con spiccata preferenza verso le prove di attività venatoria (76, 4%, che si sono esibiti in 15 linee di tiro e 20 modelli di fucili)) ed acquisti di prodotti abbigliamento, caccia e pesca (51, 2%); l’indotto diretto generato in Maremma è stato di più di 895mila euro (fra allestimenti, servizi tecnici, ospitalità diretta del personale Ieg, prestazioni professionali e pubblicità) ed indiretto di oltre 11. 900 pernottamenti fra espositori e visitatori.
«Puntiamo sul Game Fair – aggiunge il direttore – insieme alla Fiera del Madonnino per candidarci a polo di riferimento rurale della Toscana».
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