Il dolore
Creatività contro il degrado
di Elisabetta Giorgi
L’insegnante di hip hop: «Apriamo uno spazio nel locale della Provincia»
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Un vecchio fondo della Provincia di Grosseto invenduto e lasciato all’incuria potrebbe far rinascere piazza San Francesco. Grazie all’hip hop.
L’idea è emersa ieri al caffè Oltre nero, il bar preso in gestione da una coppia di coniugi grossetani, Elisabetta Cipriani e Cristiano Renaioli, che tra mille difficoltà stanno facendo di tutto per farlo funzionare.
I continui vandalismi, i danneggiamenti, le pareti imbrattate e gli arredi distrutti sono all’ordine dell’ordine del giorno o quasi, in questo scorcio di centro, nell’assenza di concrete politiche di rilancio dalle istituzioni. Del degrado della piazza si è parlato ieri nel primo appuntamento dei Cantieri di Arte pubblica Piazze Nuove che Clarisse Arte promuove in partnership con il Tirreno. A lanciare la proposta è stato Edoardo Bernardini, 31 anni, grossetano, in arte Xedo, ballerino di break dance e insegnante alla scuola Odissea 2001. Una delle grandi anime dell’hip hop.
Una premessa. In piazza san Francesco c’è un immobile della Provincia abbandonato, preda dell’incuria e che l’ente pubblico non è mai riuscito a vendere. Più volte nel tempo ha cambiato veste. Zombie, Coenobium, Gatto e la volpe... Oggi il fondo non è affittato né venduto: è deturpato di scritte e parolacce. Nessuno lo abita, e i vandali amano accanirsi su quel che è morto. In più il degrado attira il degrado. Attorno a questo locale si concentra di tutto...
Altra premessa: a Grosseto esiste un sensazionale spaccato di cultura hip hop, declinata nelle vesti più diverse: break, writing, rap, djing. L’hip hop ha per sua natura una dimensione di strada. «Il tempio della break – dice Bernardini – sono da sempre gli anfratti di palazzo Cosimini», dove ogni giorno i ballerini si esibiscono in straordinarie evoluzioni. Ma spazi d’arte dove “mettere insieme” competenze e creare interscambi, a Grosseto, non ci sono. La città soffre un’atavica mancanza di “luoghi”. Di qui la proposta di Edoardo, lanciata alla Provincia. «Se il garage, la strada, i sottoscala di palazzo Cosimini saranno sempre “al nostro fianco”, sarebbe meraviglioso guardare oltre e avere uno spazio in cui promuovere interscambi e incontrarci tutti insieme. Far circolare idee, progetti, arte. Uno spazio comune. L’idea che lanciamo alla Provincia è quella di concederci il fondo abbandonato per questo genere di attività». L’utilità sarebbe doppia: avere a disposizione uno spazio in cui dar libero sfogo alla creatività e sottrarre il fondo al degrado. I giovani l’abiterebbero e se ne prenderebbero cura. Tutta la piazza ne trarrebbe beneficio.
Secondo Mauro Papa (direttore Clarisse Arte), «ricreare un presidio naturale sarebbe il miglior deterrente contro il degrado, più di qualsiasi telecamera». La pensa così anche Alessandro Nardini, artigiano della confinante Bottega d’arte. Le idee sono tantissime. Il fondo potrebbe ospitare lezioni, corsi; essere un punto di aggregazione. «I miei studenti di break – dice Bernardini – potrebbero allenarsi lì, incontrare quelli di rap e gli writers, maturare progetti comuni. La piazza di fronte sarebbe il palcoscenico ideale in cui ballare, organizzare spettacoli spontanei. A Grenoble – ricorda – sono stato per 10 giorni in una struttura con esponenti di tante discipline: dipingevamo, ballavamo, sentivamo palpitare l’arte in ogni forma. L’arte ci univa, l’arte combatte il degrado».
Non è chiaro se esista un’altra destinazione per il fondo della Provincia ma «a prescindere da questo - ipotizza Papa - si può pensare a una destinazione provvisoria concedendo gli spazi a questi ragazzi». Idea lanciata. La Provincia batta un colpo.
L’idea è emersa ieri al caffè Oltre nero, il bar preso in gestione da una coppia di coniugi grossetani, Elisabetta Cipriani e Cristiano Renaioli, che tra mille difficoltà stanno facendo di tutto per farlo funzionare.
I continui vandalismi, i danneggiamenti, le pareti imbrattate e gli arredi distrutti sono all’ordine dell’ordine del giorno o quasi, in questo scorcio di centro, nell’assenza di concrete politiche di rilancio dalle istituzioni. Del degrado della piazza si è parlato ieri nel primo appuntamento dei Cantieri di Arte pubblica Piazze Nuove che Clarisse Arte promuove in partnership con il Tirreno. A lanciare la proposta è stato Edoardo Bernardini, 31 anni, grossetano, in arte Xedo, ballerino di break dance e insegnante alla scuola Odissea 2001. Una delle grandi anime dell’hip hop.
Una premessa. In piazza san Francesco c’è un immobile della Provincia abbandonato, preda dell’incuria e che l’ente pubblico non è mai riuscito a vendere. Più volte nel tempo ha cambiato veste. Zombie, Coenobium, Gatto e la volpe... Oggi il fondo non è affittato né venduto: è deturpato di scritte e parolacce. Nessuno lo abita, e i vandali amano accanirsi su quel che è morto. In più il degrado attira il degrado. Attorno a questo locale si concentra di tutto...
Altra premessa: a Grosseto esiste un sensazionale spaccato di cultura hip hop, declinata nelle vesti più diverse: break, writing, rap, djing. L’hip hop ha per sua natura una dimensione di strada. «Il tempio della break – dice Bernardini – sono da sempre gli anfratti di palazzo Cosimini», dove ogni giorno i ballerini si esibiscono in straordinarie evoluzioni. Ma spazi d’arte dove “mettere insieme” competenze e creare interscambi, a Grosseto, non ci sono. La città soffre un’atavica mancanza di “luoghi”. Di qui la proposta di Edoardo, lanciata alla Provincia. «Se il garage, la strada, i sottoscala di palazzo Cosimini saranno sempre “al nostro fianco”, sarebbe meraviglioso guardare oltre e avere uno spazio in cui promuovere interscambi e incontrarci tutti insieme. Far circolare idee, progetti, arte. Uno spazio comune. L’idea che lanciamo alla Provincia è quella di concederci il fondo abbandonato per questo genere di attività». L’utilità sarebbe doppia: avere a disposizione uno spazio in cui dar libero sfogo alla creatività e sottrarre il fondo al degrado. I giovani l’abiterebbero e se ne prenderebbero cura. Tutta la piazza ne trarrebbe beneficio.
Secondo Mauro Papa (direttore Clarisse Arte), «ricreare un presidio naturale sarebbe il miglior deterrente contro il degrado, più di qualsiasi telecamera». La pensa così anche Alessandro Nardini, artigiano della confinante Bottega d’arte. Le idee sono tantissime. Il fondo potrebbe ospitare lezioni, corsi; essere un punto di aggregazione. «I miei studenti di break – dice Bernardini – potrebbero allenarsi lì, incontrare quelli di rap e gli writers, maturare progetti comuni. La piazza di fronte sarebbe il palcoscenico ideale in cui ballare, organizzare spettacoli spontanei. A Grenoble – ricorda – sono stato per 10 giorni in una struttura con esponenti di tante discipline: dipingevamo, ballavamo, sentivamo palpitare l’arte in ogni forma. L’arte ci univa, l’arte combatte il degrado».
Non è chiaro se esista un’altra destinazione per il fondo della Provincia ma «a prescindere da questo - ipotizza Papa - si può pensare a una destinazione provvisoria concedendo gli spazi a questi ragazzi». Idea lanciata. La Provincia batta un colpo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
