Il Tirreno

Grosseto

Porte prese a calci palco smembrato e lampioni rotti

di Elisabetta Giorgi

I vandali colpiscono ancora in piazza San Francesco  Tentativo di intrusione a Clarisse Arte: scatta l’allarme

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GROSSETO. Hanno preso a calci la porta secondaria di Clarisse Arte tentando di entrare senza riuscirvi, sfondato un’altra porta lì di fronte, rotto a pallonate l’ennesimo lampione e smembrato il palco per gli spettacoli che era stato montato il giorno della Befana.

I vandali colpiscono ancora duro, nel cuore del centro storico di Grosseto dove il malumore di chi ci vive o lavora cresce. In questi giorni la piazza San Francesco/Indipendenza è tornata nel mirino a fasi alterne. Pallonate a vasi, lampioni e macchine. Il palco smembrato. E poi l’episodio più recente avvenuto due notti fa, quando a mezzanotte e cinquanta l’allarme di Clarisse Arte è suonato segnalando un tentativo di intrusione (fallito).

Qualcuno ha provato a entrare e non ci è riuscito. Restano i segni evidenti sulla porta laterale dello polo espositivo comunale (il cui ingresso principale è in via Vinzaglio). La porta sembra essere stata presa a calci da fuori: all’interno il portone è incurvato e scheggiato. Tutto questo è successo – tra le altre cose – alla vigilia dell’incontro di ieri pomeriggio a Clarisse Arte sul futuro e la riqualificazione della piazza (vedi articolo sotto); segno ancor più evidente di quanto la riqualificazione sia più che mai urgente e cruciale.

Non solo. Di fronte alla porta di Clarisse Arte ne è stata presa d’assalto un’altra che immette nel giardino della struttura dove un tempo era il ristorante Danubio Blu, locale poi passato di mano in mano a vari soggetti privati e oggi diventato ricettacolo del degrado, rifugio dei balordi. Anche quest’ingresso - nel corso delle settimane - è stato sfondato più volte dai soliti balordi (l’ultimo caso pochi giorni fa). Poi è stato tamponato con soluzioni di fortuna che hanno retto poco. Ora c’è chi chiede che la porta sia murata, anche perché dentro c’è un abbandono totale. Varcando la soglia si accede in spazi terra di nessuno, a quanto pare occupati abusivamente. Restano i segni dei bivacchi.

Non si contano, sempre in piazza Indipendenza, le auto che sono state prese a pallonate i giorni scorsi; così come i lampioni diventati ormai il bersaglio preferito di un assurdo gioco quotidiano. Davanti al bar, pochi giorni fa, è stato colpita l’ennesima lampada bianca che ora è tutta “reclinata”. «Sembra svenuta», ironizza con amarezza un abitante puntando l’indice verso la sommità del lampione.

Alessandro Nardini, notissimo titolare della bottega d’arte che si affaccia su piazza Indipendenza, ha da sempre a cuore la piazza, ne conosce ogni anfratto. E soffre per quello che non va. «Una città seria che ama la propria civitas non può permettere – dice – che da circa un anno e mezzo quasi tutti i pomeriggi la piazza sia monopolizzata da un gruppo di persone che fanno quello che vogliono. Non si mette mano all’arredo urbano da moltissimi anni; servirebbe almeno qualche ordinanza per preservare la tranquillità sociale di chi in centro vive e lavora. Una mamma con i propri bambini non deve aver paura di camminare nel pieno pomeriggio...». Nardini è convinto che per recuperare la piazza si debba «ricreare un presidio sociale, che di per sé vale più di mille telecamere». Come? Lui stesso lancia proposte concrete. «Coinvolgere associazioni di volontariato per vivere ogni mese la piazza con eventi di beneficenza - dice per esempio - E magari spostare l’ingresso principale di Clarisse Arte da via Vinzaglio a piazza Indipendenza». Nella sede in cui è ora (via Vinzaglio appunto) l’accesso principale rischia di essere anonimo; qua invece un ingresso «ben fatto e realizzato con giusti criteri» porterebbe forse più visibilità, luce e sfogo ma soprattutto «contribuirebbe a rivitalizzare la piazza creando interesse, frequentazione e un presidio sociale “naturale”. Potrebbe essere questo il più efficace rimedio - molto più di qualsiasi telecamera - alla situazione di degrado che si è venuta a creare».

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