Gioco
Obiettivo il pareggio di bilancio entro il 2020
Camera di commercio, il presidente Breda annuncia di voler dimezzare gli importi dei diritti
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GROSSETO. Un disavanzo che, nelle previsioni, si riduce da 1,2 milioni di euro del 2017 a circa 750mila euro nel 2018, e circa 2,5 milioni di risorse del proprio bilancio che saranno destinate alle imprese. La Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, a un anno dalla fusione, dopo avere anticipato la riforma degli enti camerali, punta a consolidare il ruolo di strumento a sostegno delle imprese e a raggiungere il pareggio del bilancio entro il 2020, nonostante il taglio delle risorse e il dimezzamento dei diritti che ogni anno le imprese pagano alle Camere di commercio.
Il presidente Riccardo Breda ha fatto il punto, a inizio 2018, delle attività che l’ente camerale si avvia a svolgere. Un punto che non può prescindere dal fatto che il dimezzamento dei diritti camerali farebbe pensare a introiti per 5,5 milioni di euro, che però la Camera di commercio riesce a incassare solo per il 70%, e a questo si aggiungono i circa 460mila euro che ogni anno devono essere restituiti allo Stato e gli oltre 200mila euro di Imu che l’ente paga per le sedi dove svolge la propria attività istituzionale. Nonostante tutto – ha sottolineato Breda – il disavanzo si è quasi dimezzato e si va verso il pareggio previsto nel 2020.
E poi ci sono 2,5 milioni di euro che ritornano alle imprese in termini di progetti e servizi. In particolare, oltre 1,1 milioni di euro saranno destinati a interventi per la digitalizzazione delle imprese (progetto Punto Impresa Digitale/Industria 4.0), per la formazione e l’alternanza scuola lavoro, per i servizi di orientamento al lavoro e alle professioni e, infine, per la promozione del turismo e la valorizzazione del patrimonio culturale. Un’altra parte delle risorse – per circa 650 mila euro – è destinata alla realizzazione di programmi finanziati dalla comunità europea, diretti a rendere più competitivo il territorio. La Camera di commercio ha, inoltre, un piano degli investimenti per il 2018 pari a 750 mila euro.
«Sono iniziative importanti perché possono incidere sul tessuto imprenditoriale – commenta Breda – un segnale di rilievo che le Camere sono essenziali per far crescere il sistema Italia. Non solo: il generale ripensamento delle funzioni affidate alle Camere di commercio non può prescindere dal riappropriarsi del ruolo strategico nell’internazionalizzazione, fronte su cui ci impegneremo nel prossimo futuro».
Un altro fronte su cui la Camera di commercio è impegnata è quello che riguarda il suo ruolo di capofila del progetto del Distretto Agroalimentare. «Da poco – ha ricordato Breda – è stata presentata formalmente la domanda di riconoscimento del distretto alla Regione Toscana e, non appena ottenuto tale riconoscimento, presumibilmente a fine mese, saranno presentate al Ministero le domande di adesione dei progetti». I soldi non sono molti (50 milioni su tutto il territorio nazionale) ma la Regione –ha ricordato il presidente – si è impegnata a metterci risorse proprie per una decina di milioni. Infine, non ultimo, la Camera di commercio intensificherà i rapporti di collaborazione con la Regione Toscana e l’Autorità di Sistema Portuale Toscano «per condurre – ha concluso Breda – un lavoro attento allo sviluppo del territorio e delle infrastrutture, a partire dalla 398, e poi il corridoio tirrenico e i porti di Livorno e Piombino».
Enrico Pizzi
Il presidente Riccardo Breda ha fatto il punto, a inizio 2018, delle attività che l’ente camerale si avvia a svolgere. Un punto che non può prescindere dal fatto che il dimezzamento dei diritti camerali farebbe pensare a introiti per 5,5 milioni di euro, che però la Camera di commercio riesce a incassare solo per il 70%, e a questo si aggiungono i circa 460mila euro che ogni anno devono essere restituiti allo Stato e gli oltre 200mila euro di Imu che l’ente paga per le sedi dove svolge la propria attività istituzionale. Nonostante tutto – ha sottolineato Breda – il disavanzo si è quasi dimezzato e si va verso il pareggio previsto nel 2020.
E poi ci sono 2,5 milioni di euro che ritornano alle imprese in termini di progetti e servizi. In particolare, oltre 1,1 milioni di euro saranno destinati a interventi per la digitalizzazione delle imprese (progetto Punto Impresa Digitale/Industria 4.0), per la formazione e l’alternanza scuola lavoro, per i servizi di orientamento al lavoro e alle professioni e, infine, per la promozione del turismo e la valorizzazione del patrimonio culturale. Un’altra parte delle risorse – per circa 650 mila euro – è destinata alla realizzazione di programmi finanziati dalla comunità europea, diretti a rendere più competitivo il territorio. La Camera di commercio ha, inoltre, un piano degli investimenti per il 2018 pari a 750 mila euro.
«Sono iniziative importanti perché possono incidere sul tessuto imprenditoriale – commenta Breda – un segnale di rilievo che le Camere sono essenziali per far crescere il sistema Italia. Non solo: il generale ripensamento delle funzioni affidate alle Camere di commercio non può prescindere dal riappropriarsi del ruolo strategico nell’internazionalizzazione, fronte su cui ci impegneremo nel prossimo futuro».
Un altro fronte su cui la Camera di commercio è impegnata è quello che riguarda il suo ruolo di capofila del progetto del Distretto Agroalimentare. «Da poco – ha ricordato Breda – è stata presentata formalmente la domanda di riconoscimento del distretto alla Regione Toscana e, non appena ottenuto tale riconoscimento, presumibilmente a fine mese, saranno presentate al Ministero le domande di adesione dei progetti». I soldi non sono molti (50 milioni su tutto il territorio nazionale) ma la Regione –ha ricordato il presidente – si è impegnata a metterci risorse proprie per una decina di milioni. Infine, non ultimo, la Camera di commercio intensificherà i rapporti di collaborazione con la Regione Toscana e l’Autorità di Sistema Portuale Toscano «per condurre – ha concluso Breda – un lavoro attento allo sviluppo del territorio e delle infrastrutture, a partire dalla 398, e poi il corridoio tirrenico e i porti di Livorno e Piombino».
Enrico Pizzi
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