«Non sono un eroe, non ricordatemi così»
Fra i tanti che non dimenticheranno mai c’è Mario Pellegrini, ex vicesindaco del Giglio. Fu lui a fare un primo sopralluogo tra centinaia di persone impaurite che non sapevano cosa fare. «Cosa potevo...
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Fra i tanti che non dimenticheranno mai c’è Mario Pellegrini, ex vicesindaco del Giglio. Fu lui a fare un primo sopralluogo tra centinaia di persone impaurite che non sapevano cosa fare. «Cosa potevo fare – ricorda – non ho pensato minimamente che quella nave si potesse ribaltare né tantomeno che potesse definitivamente affondare. C’erano persone che urlavano e piangevano. Tra cui molti bambini e anziani. E dell’equipaggio non c’era più nessuno. La cosa che non dimenticherò mai sono gli occhi dei bambini terrorizzati: le lacrime rigavano i loro volti per la paura – racconta Pellegrini – I corridoi divennero pozzi e molte persone precipitarono. Riuscimmo a salvare molte vite. Con la forza delle braccia abbiamo cominciato a tirare su chi era rimasto intrappolato. Eravamo io e Simone Canessa (il cartografo della Concordia) , l’unico ufficiale rimasto a bordo. Sono sceso per ultimo da quella nave. Non sono un eroe e non voglio nemmeno che mi si ricordi per quello che ho fatto».
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