Sicurezza
Minacce e un pugno Condannato il figlio di Bruno Giordano
PORTO ERCOLE. «Nun me devi tocca’, num me devi tocca’, te spacco la capoccia». E poi un pugno sotto l’occhio sinistro, violento al punto tale da causare una frattura. Un fatto grave per le lesioni...
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PORTO ERCOLE. «Nun me devi tocca’, num me devi tocca’, te spacco la capoccia». E poi un pugno sotto l’occhio sinistro, violento al punto tale da causare una frattura. Un fatto grave per le lesioni provocate, con prognosi di durata superiore ai 40 giorni, per il quale l’imputato è stato severamente sanzionato: 2 anni e 4 mesi per Rocco Giordano, 23 anni, romano, noto perché figlio dell’ex calciatore Bruno Giordano, imputato di lesioni e minacce davanti al giudice Marco Mezzaluna.
Un episodio dell’agosto 2015, avvenuto in un locale del lungomare Doria. Un episodio che la Procura ha definito originato «da futili motivi» perché futili sarebbero state le circostanze. Anzi, la persona raggiunta dal pugno e nei confronti della quale erano state rivolte le minacce secondo l’imputazione era intervenuto in modo pacifico per dissuadere Giordano dal continuare a molestare gli avventori del bar. Come ricostruito dai carabinieri del posto fisso di Porto Ercole, quella sera Rocco Giordano era particolarmente euforico e l’atmosfera si era subito scaldata. Ci sarebbe stato un apprezzamento nei confronti di una ragazza seduta poco distante insieme al suo fidanzato e l’uomo poi colpito dal pugno (dipendente di un ristorante della zona, si era fermato a bere una birra con gli amici) era intervenuto per farlo smettere.
Ci sarebbero state le minacce, quelle di cui sopra, ed era poi partito il pugno che aveva colpito il giovane uomo al pavimento dell’orbita sinistra, causando una frattura: era stato necessario procedere a un intervento chirurgico per la riduzione ed era stata inserita una lamina per la ricostruzione. La prognosi era superiore ai 40 giorni. E la durata della malattia, insieme ai futili motivi, era stata considerata un’aggravante. Quello delle aggravanti è stato un passaggio contenuto nel dispositivo, perché il giudice le ha considerate di maggior valore rispetto alle attenuanti generiche.
Ieri Giordano non era presente. Per lui, in rappresentanza di un collega della capitale, l’avvocato Francesca Carnicelli. La parte civile era rappresentata dall’avvocato Luciano Giorgi. L’udienza si è svolta con il rito abbreviato, cioè con la decisione che è avenuta allo stato degli atti presenti, senza testimonianze. Il giudice ha accolto in toto la richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Coniglio. L’avvocato Carnicelli attende il deposito delle motivazioni per presentare appello. Giordano ha anche un altro procedimento aperto, questo per rissa, sempre all’Argentario.
Un episodio dell’agosto 2015, avvenuto in un locale del lungomare Doria. Un episodio che la Procura ha definito originato «da futili motivi» perché futili sarebbero state le circostanze. Anzi, la persona raggiunta dal pugno e nei confronti della quale erano state rivolte le minacce secondo l’imputazione era intervenuto in modo pacifico per dissuadere Giordano dal continuare a molestare gli avventori del bar. Come ricostruito dai carabinieri del posto fisso di Porto Ercole, quella sera Rocco Giordano era particolarmente euforico e l’atmosfera si era subito scaldata. Ci sarebbe stato un apprezzamento nei confronti di una ragazza seduta poco distante insieme al suo fidanzato e l’uomo poi colpito dal pugno (dipendente di un ristorante della zona, si era fermato a bere una birra con gli amici) era intervenuto per farlo smettere.
Ci sarebbero state le minacce, quelle di cui sopra, ed era poi partito il pugno che aveva colpito il giovane uomo al pavimento dell’orbita sinistra, causando una frattura: era stato necessario procedere a un intervento chirurgico per la riduzione ed era stata inserita una lamina per la ricostruzione. La prognosi era superiore ai 40 giorni. E la durata della malattia, insieme ai futili motivi, era stata considerata un’aggravante. Quello delle aggravanti è stato un passaggio contenuto nel dispositivo, perché il giudice le ha considerate di maggior valore rispetto alle attenuanti generiche.
Ieri Giordano non era presente. Per lui, in rappresentanza di un collega della capitale, l’avvocato Francesca Carnicelli. La parte civile era rappresentata dall’avvocato Luciano Giorgi. L’udienza si è svolta con il rito abbreviato, cioè con la decisione che è avenuta allo stato degli atti presenti, senza testimonianze. Il giudice ha accolto in toto la richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Coniglio. L’avvocato Carnicelli attende il deposito delle motivazioni per presentare appello. Giordano ha anche un altro procedimento aperto, questo per rissa, sempre all’Argentario.
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