Il dolore
La ruota che accende il dibattito
Ieri il primo incontro di architettura partecipata, con una proposta “choc”
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GROSSETO. La primissima immagine di piazza San Francesco la si scorge in un angolo della Madonna in trono di Dario Casolari, un dipinto di fine Seicento. La piazza all’epoca era l’orto delle monache. L’immagine di oggi è quella di un luogo in preda ai vandali che fatica a farsi largo nel cuore dei cittadini. Ma quale sarà l’immagine di questa piazza domani?
Ieri al polo espositivo di Clarisse Arte si è tenuto il primo dei nove incontri del ciclo “Cap 58100 - Piazze N(u)ove” che quest’anno sostituisce il corso di arte contemporanea di Fondazione Grosseto cultura: al posto di lezioni d’arte, incontri di architettura urbana partecipata dove i cittadini sono coinvolti nel ripensare alcuni spazi della città bisognosi di nuova vita.
Il corso, ideato dal direttore di Clarisse Arte Mauro Papa, ha il sostegno del centro commerciale Aurelia Antica ed è in collaborazione con Il Tirreno, che da sempre fa dell’ascolto e della partecipazione dei cittadini un perno del proprio lavoro, come ha ricordato il caposervizio della redazione di Grosseto Emilio Guariglia.
Ieri la formula ha debuttato con successo nella sala conferenze delle Clarisse, gremita di persone che hanno ascoltato l’introduzione di Papa e gli interventi dei relatori, come l’excursus dell’archeologo Alessandro Fichera e i ricordi e il rigoroso approccio alle fonti della professoressa Luciana Rocchi (Isgrec).
Il funzionario comunale Arturo Bernardini ha ripercorso le tappe della ristrutturazione avvenuta negli anni Novanta con la scelta voluta dall’allora amministrazione di rialzare la piazza per non “rischiare” di trovare reperti che avrebbero stoppato i lavori e allungato i tempi per l’inaugurazione (si era vicini alle elezioni). Bernardini ha ricordato anche come nel 2005 lui e altri rappresentanti del Comune incontrarono a Firenze l’archistar Santiago Calatrava per chiedergli di progettare la ricostruzione del corridoio tra le Clarisse e l’ex ospedale (oltre a un ponte tra via della Pace e Barbanella e uno a Marina di Grosseto). Sembrava fatta, ma poi l’amministrazione scelse di lasciar perdere.
L’intervento che ha destato più curiosità e dibattito è stato quello dell’architetto Alessandro Innocenti che ha lanciato un’idea «che è un elettrochoc per la piazza», ha detto, quella di una ruota panoramica. Innocenti ha rilevato che i flussi di persone si concentrano sul corso e tra Campo Amiata e Porta Corsica. Non a caso nella zona del San Francesco chiudono le attività e ci sono problemi di vandalismo.
Serve qualcosa che, in tempi rapidi e in modo reversibile, attiri qui la gente. «E oggi non sono più i tempi dell’effetto Bilbao – ha spiegato Innocenti – quando si disponeva di grandi finanziamenti e si potevano costruire grandi opere. La ruota si costruisce in tre giorni, occupa poco spazio, costa 600 euro al giorno ma dove è stata installata ha reso 3 milioni di euro in tre anni». Un’idea “pazza”? Fino a un certo punto. «So che l’amministrazione ha chiesto informazioni e che ai giostrai la cosa piacerebbe», ha detto Innocenti.
Tra il pubblico c’è chi ha apprezzato e chi ha criticato, ma è proprio questo il senso degli incontri: discutere, proporre, immaginare. Sarà la ruota panoramica la prossima immagine di piazza San Francesco? La parola a voi. Stamani alle 11, proprio in piazza San Francesco, si replica con un incontro aperto a tutti e dove tutti potranno dire la loro e avanzare la propria proposta.
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ieri al polo espositivo di Clarisse Arte si è tenuto il primo dei nove incontri del ciclo “Cap 58100 - Piazze N(u)ove” che quest’anno sostituisce il corso di arte contemporanea di Fondazione Grosseto cultura: al posto di lezioni d’arte, incontri di architettura urbana partecipata dove i cittadini sono coinvolti nel ripensare alcuni spazi della città bisognosi di nuova vita.
Il corso, ideato dal direttore di Clarisse Arte Mauro Papa, ha il sostegno del centro commerciale Aurelia Antica ed è in collaborazione con Il Tirreno, che da sempre fa dell’ascolto e della partecipazione dei cittadini un perno del proprio lavoro, come ha ricordato il caposervizio della redazione di Grosseto Emilio Guariglia.
Ieri la formula ha debuttato con successo nella sala conferenze delle Clarisse, gremita di persone che hanno ascoltato l’introduzione di Papa e gli interventi dei relatori, come l’excursus dell’archeologo Alessandro Fichera e i ricordi e il rigoroso approccio alle fonti della professoressa Luciana Rocchi (Isgrec).
Il funzionario comunale Arturo Bernardini ha ripercorso le tappe della ristrutturazione avvenuta negli anni Novanta con la scelta voluta dall’allora amministrazione di rialzare la piazza per non “rischiare” di trovare reperti che avrebbero stoppato i lavori e allungato i tempi per l’inaugurazione (si era vicini alle elezioni). Bernardini ha ricordato anche come nel 2005 lui e altri rappresentanti del Comune incontrarono a Firenze l’archistar Santiago Calatrava per chiedergli di progettare la ricostruzione del corridoio tra le Clarisse e l’ex ospedale (oltre a un ponte tra via della Pace e Barbanella e uno a Marina di Grosseto). Sembrava fatta, ma poi l’amministrazione scelse di lasciar perdere.
L’intervento che ha destato più curiosità e dibattito è stato quello dell’architetto Alessandro Innocenti che ha lanciato un’idea «che è un elettrochoc per la piazza», ha detto, quella di una ruota panoramica. Innocenti ha rilevato che i flussi di persone si concentrano sul corso e tra Campo Amiata e Porta Corsica. Non a caso nella zona del San Francesco chiudono le attività e ci sono problemi di vandalismo.
Serve qualcosa che, in tempi rapidi e in modo reversibile, attiri qui la gente. «E oggi non sono più i tempi dell’effetto Bilbao – ha spiegato Innocenti – quando si disponeva di grandi finanziamenti e si potevano costruire grandi opere. La ruota si costruisce in tre giorni, occupa poco spazio, costa 600 euro al giorno ma dove è stata installata ha reso 3 milioni di euro in tre anni». Un’idea “pazza”? Fino a un certo punto. «So che l’amministrazione ha chiesto informazioni e che ai giostrai la cosa piacerebbe», ha detto Innocenti.
Tra il pubblico c’è chi ha apprezzato e chi ha criticato, ma è proprio questo il senso degli incontri: discutere, proporre, immaginare. Sarà la ruota panoramica la prossima immagine di piazza San Francesco? La parola a voi. Stamani alle 11, proprio in piazza San Francesco, si replica con un incontro aperto a tutti e dove tutti potranno dire la loro e avanzare la propria proposta.
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