Il Tirreno

Grosseto

Appena restaurate e subito imbrattate con lo spray le Mura del ‘400

di Giulia Sili
Appena restaurate e subito imbrattate con lo spray le Mura del ‘400

Il danno è importante: le mura porose assorbono il colore chimico e servirà un nuovo costoso intervento. Il sindaco: "Più controlli sui ragazzi"

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MASSA MARITTIMA. Alcune scritte senza senso in azzurro e in rosso, a caratteri cubitali, sono apparse sulle Mura massetane fresche di restauro. Da pochi mesi infatti era stato terminato l’ultimo stralcio dei lavori su via dei Bastioni costati – soltanto per quel preciso tratto – 100mila euro. Soldi arrivati grazie ad un finanziamento della Regione.

Chi ha compiuto il gesto di spregio si è impegnato a cercare un punto poco frequentato ed armato di due bombolette colorate ha iniziato a scrivere frasi senza tralasciare errori ortografici. Ma quanto accaduto alle mura del 1400 non potrà essere riparato con una semplice ripulitura: le mura sono in pietra porosa, materiale che avrà sicuramente assorbito il colore chimico della bomboletta. Sarà quindi probabilmente necessaria una lieve sabbiatura per riportare il tutto allo stato originario e quindi, in definitiva, un ulteriore restauro. Un lavoro che al Comune costerà diverse migliaia di euro ed una notevole trafila burocratica.

Il caso ha innescato una reazione forte tra i cittadini che adesso invocano le telecamere di sorveglianza. Cosa, questa, che non trova d’accordo l’amministrazione comunale. «Per scongiurare questi problemi non credo che servano le telecamere – dice il sindaco Marcello Giuntini – Solo le mura sono di qualche chilometro quadrato ed inserire le telecamere su tutto il territorio sarebbe praticamente impossibile. Sarebbe piuttosto necessario un controllo dei gruppi giovanili da parte delle forze dell’ordine. Massa è un posto tranquillo ma c’è escalation di queste situazioni».

Anche l’assessore alla cultura Marco Paperini ritiene inutile l’utilizzo delle telecamere: «Questo è un problema di cultura – dice – qui c’è la percezione che il patrimonio culturale non sia di nessuno, chi ha agito pensa che sia meglio scrivere sulle mura cittadina piuttosto che su una casa privata che ha un proprietario. Ma se il concetto fondamentale che il patrimonio culturale è di tutti e tutti lo devono proteggere non passa queste cose continueranno a succedere». Secondo il sindaco poi a compiere l’azione sarebbero stati ragazzi del posto: «questi sono i nostri figli e i nostri nipoti, non c’è dubbio. Per questo chiedo un maggior controllo da parte delle forze dell’ordine». Ragazzi come quelli che in passato erano entrati all’interno del castello di Monteregio compiendo atti vandalici, o come quelli che nella zona del parco di Poggio avevano danneggiato l’impianto antincendio svuotando e rompendo gli estintori in dotazione. Colpire le mura con un atto vandalico avrebbe poi un significato di ulteriore spregio verso la comunità: «le mura hanno un significato identitario forte per una città – dice l’assessore Paperini – E lo hanno sempre avuto tanto che nel medioevo spesso gli statuti comunali prevedevano sanzioni precise per’oltraggi alle mura’e in alcune casi estremi anche la pena capitale». A nulla serviranno le belle parole dei cittadini che si sono personalmente offerti di pulire le scritte: del danno dovrà necessariamente occuparsene una ditta specializzata autorizzata dalla Soprintendenza Belle Arti.

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