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Costa Concordia, sei anni fa la tragedia

Costa Concordia, sei anni fa la tragedia

Domani le celebrazioni di quel 13 gennaio. Attesi sull’isola il ministro Galletti e Franco Gabrielli

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ISOLA DEL GIGLIO. Domani saranno trascorsi 6 anni dal quel tragico 13 gennaio del 2012 quando la nave Concordia naufragò sugli scogli dell’isola del Giglio. Gli abitanti dell’isola dell’arcipelago toscano, come accade dal 2013, il sindaco Sergio Ortelli, e tutte le autorità civili e militari, domani, ricorderanno le 32 vittime del naufragio.

L’isola non potrà mai dimenticare quella sera in cui si trovò a prestare soccorso a chi arrivava a terra infreddolito e terrorizzato. Un’isola che è diventata un esempio di protezione civile organizzata dagli stessi cittadini che aprirono le loro case accogliendo chi stava vivendo un vero e proprio dramma. Sarà una cerimonia semplice con una messa di suffragio che sarà celebrata nella chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano. Alla messa seguirà la posa di una corona di fiori in mare in memoria delle vittime e una fiaccolata. Sull’isola sono attesi il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e l’allora capo della protezione civile Franco Gabrielli.

Erano le 21.45 di venerdì 13 gennaio 2012 quando la Concordia urtò gli scogli de Le Scole davanti al Giglio. L’impatto aprì una falla di circa 70 metri sul lato sinistro dello scafo. La nave si inclinò a Punta Gabbianara su due blocchi di granito che le evitarono di precipitare a 100 metri sott’acqua. A bordo della nave c’erano 3.216 passeggeri e 1.013 membri dell’equipaggio: 32 persone morirono, 157 rimasero ferite. L’allora comandante della Concordia, Francesco Schettino, nel frattempo è stato condannato in via definitiva e da otto mesi è in carcere a Rebibbia. Il 12 maggio scorso la Cassazione gli ha confermato 16 anni.

La Concordia invece non esiste più: con un’operazione mai tentata prima al mondo e durata tre anni, è stata prima ruotata, sollevata, rimessa in asse e trasferita al porto di Genova: il relitto, in 22 mesi, è stato demolito e i suoi materiali recuperati all’80%.

«Il Giglio – dice Ortelli – è diventato anche il simbolo della tecnologia». Sull’isola del Giglio però ancora non è stata scritta la parola fine alle conseguenze del naufragio. Costa si era impegnata a ripulire i fondali. A circa un mese dalla conclusione dei lavori di pulizia Micoperi che aveva in affidamento i lavori, (e aveva rimesso in piedi la nave) ha smantellato i cantieri e da settimane è in rada a Porto santo Stefano. L’intervento è completato per circa il 75%. Alla base della sospensione ci sarebbe la richiesta di un adeguamento economico del contratto di fornitura. Costa Crociere potrebbe decidere di affidare i lavori a un’altra azienda. I tempi per il ripristino dei fondali si sono allungati. Sul risarcimento dei danni, sarebbe invece questione di giorni la firma dell’accordo definitivo tra Ortelli e Costa, per un importo di su 3 milioni e mezzo di euro dopo la ratifica del protocollo da parte del consiglio comunale avvenuta a porte chiuse. A questi si aggiungono i 900mila euro delle provvisionali riconosciute dalla magistratura all’isola e alla Regione che ha poi deciso di trasferire la propria quota ai gigliesi.

Ivana Agostini

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