Sicurezza
Preso con il tablet rubato a scuola Voleva venderlo a un passante
FOLLONICA. Il suo è un volto conosciuto dai carabinieri di Follonica, perché Claudio Signori, 29 anni a maggio, di grattacapi con le forze dell’ordine ne ha già avuti diversi. Così quando è stato...
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FOLLONICA. Il suo è un volto conosciuto dai carabinieri di Follonica, perché Claudio Signori, 29 anni a maggio, di grattacapi con le forze dell’ordine ne ha già avuti diversi. Così quando è stato visto da una pattuglia del Norm, poco prima della mezzanotte tra martedì e mercoledì, mentre in via Giacomelli parlava con uno straniero 34enne – uno con un tablet in mano e l’altro con la scatola degli accessori – il controllo è stato inevitabile. E quando i militari hanno visto che sul computer c’era la scritta “Docenti, inv. N.499”, fare due più due è stato facile. Il tablet era stato rubato. E Signori è stato arrestato per furto.
Per la precisione, come è stato appurato quando il tablet è stato acceso, il furto è avvenuto all’Isis, al liceo. Poiché Signori è stato trovato a poca distanza dalla scuola, poiché un carabiniere lo aveva visto lì poco prima (verosimilmente mentre stata effettuando un sopralluogo - la caserma tra l’altro si trova nelle vicinanze), poiché il giovane uomo appunto è stato denunciato per furti precedenti, poiché un sopralluogo alla scuola ha dato esito positivo e poiché, soprattutto, c’è stata anche una sorta di confessione, i carabinieri della Compagnia lo hanno arrestato.
Il furto sarebbe stato commesso poco dopo il temporale: non c’era acqua nella stanza del retro (l’unica con l’avvolgibile alzata) dal vetro infranto. Cioè una ventina di minuti prima che i carabinieri si accorgessero che Signori stava cercando di piazzare il tablet. Questo era stato preso dalla stanza del direttore amministrativo della scuola: lì dentro vi erano anche altre apparecchiature similari, rimaste al loro posto.
I carabinieri hanno completato le indagini ascoltando anche lo straniero cui Signori aveva proposto l’acquisto del tablet, per una cifra di 180 euro. Questi ha confermato di conoscere di vista Signori e di essere stato da lui fermato per la proposta. Quando i militari erano intervenuti, lo straniero aveva il tablet tra le mani, mentre Signori era in possesso della scatola con gli accessori (caricabatterie e cavetto usb).
Di fronte al giudice Giovanni Muscogiuri, Signori ha scelto di non parlare. Il magistrato ha convalidato l’arresto chiesto dal viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi e ha disposto per l’imputato il solo obbligo di dimora, con il divieto di allontanarsi da casa tra le 21 e le 7: ciò perché Signori è di fatto incensurato e una eventuale condanna non potrebbe superare il limite di legge che impone il carcere. Così Signori, assistito dall’avvocato Davide Novelli, è tornato in libertà. Il processo, su richiesta della difesa, è stato aggiornato: si terrà fra due settimane. (p.s.)
Per la precisione, come è stato appurato quando il tablet è stato acceso, il furto è avvenuto all’Isis, al liceo. Poiché Signori è stato trovato a poca distanza dalla scuola, poiché un carabiniere lo aveva visto lì poco prima (verosimilmente mentre stata effettuando un sopralluogo - la caserma tra l’altro si trova nelle vicinanze), poiché il giovane uomo appunto è stato denunciato per furti precedenti, poiché un sopralluogo alla scuola ha dato esito positivo e poiché, soprattutto, c’è stata anche una sorta di confessione, i carabinieri della Compagnia lo hanno arrestato.
Il furto sarebbe stato commesso poco dopo il temporale: non c’era acqua nella stanza del retro (l’unica con l’avvolgibile alzata) dal vetro infranto. Cioè una ventina di minuti prima che i carabinieri si accorgessero che Signori stava cercando di piazzare il tablet. Questo era stato preso dalla stanza del direttore amministrativo della scuola: lì dentro vi erano anche altre apparecchiature similari, rimaste al loro posto.
I carabinieri hanno completato le indagini ascoltando anche lo straniero cui Signori aveva proposto l’acquisto del tablet, per una cifra di 180 euro. Questi ha confermato di conoscere di vista Signori e di essere stato da lui fermato per la proposta. Quando i militari erano intervenuti, lo straniero aveva il tablet tra le mani, mentre Signori era in possesso della scatola con gli accessori (caricabatterie e cavetto usb).
Di fronte al giudice Giovanni Muscogiuri, Signori ha scelto di non parlare. Il magistrato ha convalidato l’arresto chiesto dal viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi e ha disposto per l’imputato il solo obbligo di dimora, con il divieto di allontanarsi da casa tra le 21 e le 7: ciò perché Signori è di fatto incensurato e una eventuale condanna non potrebbe superare il limite di legge che impone il carcere. Così Signori, assistito dall’avvocato Davide Novelli, è tornato in libertà. Il processo, su richiesta della difesa, è stato aggiornato: si terrà fra due settimane. (p.s.)
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