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Per il faro di Punta Lividonia sono arrivate cinque offerte

Per il faro di Punta Lividonia sono arrivate cinque offerte

PORTO SANTO STEFANO. Cinque offerte per la gestione del faro di Punta Lividonia a Porto Santo Stefano. È iniziata la fase della valutazione delle proposte per l’affitto di nove fari, torri ed edifici...

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PORTO SANTO STEFANO. Cinque offerte per la gestione del faro di Punta Lividonia a Porto Santo Stefano. È iniziata la fase della valutazione delle proposte per l’affitto di nove fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato da parte dell’Agenzia del Demanio e Difesa Servizi spa.

I bandi di concessione fino a 50 anni pubblicati il 3 ottobre scorso si sono chiusi il 29 dicembre, raccogliendo l’interesse di investitori privati operanti in particolare nei settori immobiliare e alberghiero. Nessun diritto di prelazione invece per il Comune, che non ha quindi presentato offerte per la struttura argentarina.

Il faro di Punta Lividonia, che svetta sulle rocce del promontorio affacciate sul mare, potrà presto avere un nuovo affittuario, viste le cinque offerte arrivate per la sua gestione. L’edificio, alto 12 metri e costituito da una torre bianca e da un edificio a 2 piani rosso, fu attivato nel 1893 come semaforo marittimo dalla Regia Marina per l’illuminazione della punta nord-occidentale dell’Argentario. Il suo aspetto attuale deriva da una ristrutturazione avvenuta nel 1926 e si presenta in buone condizioni. Si è aperta la fase amministrativa del bando con l’arrivo delle offerte, tra le quali non risulta invece un interesse del Comune, che non ha diritto di prelazione sull’immobile.

«Siamo rimasti fuori perché è un bando statale - dice il sindaco Arturo Cerulli - e comunque non eravamo interessati perché, se lo avessimo preso, avremmo dovuto farci qualcosa di pubblico. Vedremo poi chi saranno gli acquirenti».

Difficile capire al momento chi siano i privati interessati e cosa intendano fare qualora si aggiudichino il bando. Tra qualche settimana si concluderà la seconda fase, quella in cui saranno valutate le singole offerte tra cui sarà individuata la migliore. In passato, attraverso i due bandi precedenti, sono stati dati in concessione ai privati tre fari maremmani: due nel 2016 all’isola del Giglio (Capel Rosso e Fenaio) e uno a giugno scorso alle isole Formiche con il secondo bando. Come avvenuto per le edizioni precedenti, sono state costituite le commissioni di gara per l’Agenzia del Demanio e Difesa Servizi spa - società in house del Ministero della Difesa - che valuteranno le proposte presentate secondo il criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”, attribuendo un punteggio pari al 70% agli elementi tecnico-progettuali, e un punteggio pari al 30% agli aspetti economici. La valutazione della proposta progettuale terrà conto di elementi qualitativi come: “soluzioni di rifunzionalizzazione delle strutture”, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise. (a.c.)

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