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La rete ha un punto vulnerabile Predatore fa razzia nel gregge

La rete ha un punto vulnerabile Predatore fa razzia nel gregge

SATURNIA. Ancora strage da predatori nelle greggi della Maremma. Mario Passalacqua, titolare dell’agriturismo La Castellina, che si apre subito dopo il ponte dell’Albegna, nel Mancianese, è...

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SATURNIA. Ancora strage da predatori nelle greggi della Maremma. Mario Passalacqua, titolare dell’agriturismo La Castellina, che si apre subito dopo il ponte dell’Albegna, nel Mancianese, è allevatore di un bel gregge di 400 pecore e i metodi per salvarsi dai “lupi” li ha messi in atto tutti. Ha i cani maremmani, ha una rete elettrosaldata che circonda i suoi tre ettari di pascolo, ha un recinto antilupo costruito secondo le regole suggerite e praticate dal progetto Medwolf. Eppure martedì mattina, ha perso quattro pecore e quattro sono ferite e non sa se sopravviveranno.

«I predatori – racconta – sono con tutta probabilità passati da quei 100 metri di rete da pecore che ho lasciato vicino al capannone. Mi pareva brutto mettere anche lì, accanto all’agriturismo che si trova a 35 metri dal capannone, una rete elettrosaldata. Sembra di essere chiusi in un lager. Ho recintato tre ettari di terreno con rete elettrosaldata alta, ho un recinto antilupo per rimettere le pecore al bisogno. E poi, proprio accanto al capannone mi sembrava poco bello chiudere ermeticamente con una cortina di ferro. Fra l’altro ho anche quattro cani da guardianìa e mi sentivo abbastanza protetto».

Invece martedì verso le 6,30 è successo il disastro. Mario ha fatto uscire le pecore dal capannone ed è restato per la mungitura. I cani erano sul posto. «Nemmeno hanno abbaiato – dice – forse non hanno sentito perché pioveva a dirotto e la cosa deve essere stata veloce, anche perché i predatori dovevano essere un branco. Infatti due pecore le hanno spolpate lasciando le ossa e basta, e una era gravida con l’agnellino in pancia, due uccise e mangiate in parte, altre quattro ferite coi buchi in gola. Un disastro che mi si è parato davanti agli occhi dopo un’ora. E devono essere passati da quei 100 metri di rete da pecora col filo spinato, perché ho controllato tutto il recinto di rete elettrosaldata e mi è parso in ordine».

Per Passalacqua i predatori non hanno più paura di niente. «Sono passati qui accanto al capannone – spiega – avevo la mungitrice attaccata che fa rumore, c’era la luce accesa. E le pecore erano a due passi. Ma ormai paura queste bestie non ne hanno più, nemmeno dell’uomo. Ci aspettiamo da un momento all’altro che attacchino anche noi. Così dopo si dirà che si è fatto male a non averci pensato prima».

Così Passalacqua ha deciso che chiuderà anche i 100 metri dove ora è la rete da pecore. «Ma non sono sicuro di risolvere la cosa – dice –. Ho 400 agnellini che sono costretto a tenere di notte chiusi nell’ovile, e così anche le 400 pecore. Ma non posso tenere dentro gli animali di giorno. Hanno bisogno di pascolare e la certezza che non succedano disgrazie non c’è. Fra l’altro sono tutte pecore giovani e un centinaio sono gravide. Spero che non abortiscano: sarebbe un vero tracollo economico».

Fiora Bonelli

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