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Grosseto

«L’imputato è morto»: chiuso il processo

«L’imputato è morto»: chiuso il processo

Per Mallozzi, ex ufficiale della Tributaria, la difesa aveva invece sollecitato un’assoluzione nel merito

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GROSSETO. «Non doversi procedere per morte del reo». Nessun pronunciamento nel merito. Il collegio del Tribunale ha chiuso così ieri pomeriggio il procedimento nel merito nei confronti di Maurizio Mallozzi, ex ufficiale della guardia di finanza, già comandante del nucleo di polizia tributaria di Grosseto morto nel corso della scorsa estate. Era accusato di concussione e peculato: avrebbe fatto valere il suo ruolo per farsi fare uno sconto sulla vendita di un’auto e per farsi fare una supervalutazione del suo usato; e avrebbe usato le auto di servizio e quelle dei suoi dipendenti per scopi privati: nel tragitto casa-lavoro e viceversa ma anche per recarsi in esercizi commerciali (usando impropriamente sia il carburante, sia le auto altrui).

I difensori Luciano Giorgi e Carlo Valle, nell’udienza precedente, avevano chiesto ai giudici di non limitarsi a un pronunciamento pro forma ma di approfondire le accuse, anche alla luce di quanto emerso nel corso delle udienze. Perché sia nel capo di imputazione, sia nelle dichiarazioni in aula, non risulta alcun tipo di minaccia di un male ingiusto, così come era avvenuto per una tranche di questo procedimento per la quale Mallozzi era stato prosciolto all’udienza preliminare, in relazione a un’altra attività imprenditoriale per la quale era stato ipotizzata una sorta di pressione indebita. In una memoria, i difensori avevano ricordato il pronunciamento della Cassazione a proposito della «assoluta evidenza» nei casi in cui l’imputato non ha commesso il reato e che impongono l’assoluzione nel merito, come se si trattasse di una «certificazione» rilasciata dal Tribunale. Contestata anche la formulazione del reato di peculato, in relazione alle modifiche di legge e dei chiarimenti intervenuti.

Il sostituto procuratore Marco Nassi aveva chiesto il non doversi procedere per la morte di Mallozzi. «Leggeremo le motivazioni e poi decideremo se e come muoverci, insieme alla famiglia», dice l’avvocato Giorgi. Perché il tenente colonnello Mallozzi, che dopo Grosseto era stato trasferito al comando della squadra nautica di Gaeta, in conseguenza di questo procedimento era stato sospeso dal servizio, con decurtazione dello stipendio. (p.s.)

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