Sicurezza
MASSA MARITTIMA
È già allarme processionarie Consigli per la prevenzione
MASSA MARITTIMA. Complice la situazione meteorologica già a gennaio a Massa Marittima si corre ai ripari contro i rischi che portano le processionarie. L’insetto in questione è un lepidottero e da...
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA MARITTIMA. Complice la situazione meteorologica già a gennaio a Massa Marittima si corre ai ripari contro i rischi che portano le processionarie. L’insetto in questione è un lepidottero e da giovane, prima di trasformarsi in farfalla, si presenta come una larva lunga circa tre centimetri fornita di tantissimi peli altamente urticanti per l’uomo e per tutti gli animali. La crescita avviene sui pini e le larve della processionaria sono presenti dall’autunno fino alla primavera successiva quando si muovono in lunghe file per raggiungere il terreno per trasformarsi in crisalide.
Il Servizio Fitosanitario della Regione Toscana e la forestale ricevono spesso numerose chiamate di richiesta di informazioni e per questo motivo il Comune di Massa Marittima ha pubblicato sul proprio sito web un documento contenente una serie di interventi di lotta e prevenzione da suggerire ad ogni proprietario di piante infestate. All’inizio del periodo estivo possono essere utilizzate delle trappole a ferormoni (cioè a base di sostanze chimiche prodotte naturalmente dalle femmine per attirare i maschi). Il momento migliore per disporre le trappole è il mese di giugno. Nella seconda metà di settembre poi, quando le larve sono in fase di alimentazione degli aghi di pino, è efficace effettuare trattamenti con insetticidi microbiologici. Durante questo periodo, fino a marzo, è invece importante interessarsi dei nidi che appaiono come grandi bozzoli bianchi di circa 10 centimetri.
Per eliminarli è necessario provvedere all’asportazione manuale e alla distruzione. E per tale attività è consigliato rivolgersi a personale munito di dispositivi di protezione e idonei mezzi. Ma in alternativa alla lotta meccanica si può far ricorso alla lotta microbiologica tramite insetticida. Una singolare nota poi specifica: «Sparare ai nidi della processionaria è una pratica inutile e pericolosa: le rotture dei nidi che possono essere determinate dall’effetto dei pallini da caccia è infatti assai relativo». (g.s.)
Il Servizio Fitosanitario della Regione Toscana e la forestale ricevono spesso numerose chiamate di richiesta di informazioni e per questo motivo il Comune di Massa Marittima ha pubblicato sul proprio sito web un documento contenente una serie di interventi di lotta e prevenzione da suggerire ad ogni proprietario di piante infestate. All’inizio del periodo estivo possono essere utilizzate delle trappole a ferormoni (cioè a base di sostanze chimiche prodotte naturalmente dalle femmine per attirare i maschi). Il momento migliore per disporre le trappole è il mese di giugno. Nella seconda metà di settembre poi, quando le larve sono in fase di alimentazione degli aghi di pino, è efficace effettuare trattamenti con insetticidi microbiologici. Durante questo periodo, fino a marzo, è invece importante interessarsi dei nidi che appaiono come grandi bozzoli bianchi di circa 10 centimetri.
Per eliminarli è necessario provvedere all’asportazione manuale e alla distruzione. E per tale attività è consigliato rivolgersi a personale munito di dispositivi di protezione e idonei mezzi. Ma in alternativa alla lotta meccanica si può far ricorso alla lotta microbiologica tramite insetticida. Una singolare nota poi specifica: «Sparare ai nidi della processionaria è una pratica inutile e pericolosa: le rotture dei nidi che possono essere determinate dall’effetto dei pallini da caccia è infatti assai relativo». (g.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
