Attenzione
Caos gazebo, chiuso un altro locale
Anche il Fuori Porta di piazza De Maria ha calato le saracinesche: attività trasferita
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GROSSETO. «Non era più possibile lavorare». Anche il Fuori Porta, notissima attività che sorgeva in piazza de Maria nel centro di Grosseto, ha chiuso i battenti. A luglio 2017 la titolare aveva dovuto smantellare il gazebo come imponeva la nuova normativa comunale, e senza un’adeguata struttura coperta non ha retto al colpo. Il pronostico lasciava ben poco spazio alla speranza: di lì a poco – intuiva la stessa barista – la struttura avrebbe dovuto chiudere e così infatti è successo.
Il Fuori Porta non è l’unica vittima della burocrazia e di questo momento particolarmente “complicato” che sta vivendo il commercio, specie in centro. È notizia di pochi giorni fa che anche lo Chalet tra piazza del Popolo e corso Carducci sia stato chiuso dall’imprenditrice che l’aveva preso in gestione pochi mesi fa. I motivi che ha spiegato lei: l’affitto troppo caro (sul fronte privato) e (sul fronte pubblico) la lentezza dei procedimenti comunali per l’assegnazione degli spazi in concessione. Procedure – quelle dei due gazebo in centro storico e fuori dal centro storico – che ancora non si sono conclusi. Anzi, al momento parrebbero incartati attorno all’ultimo intoppo dei parcheggi pertinenziali. Rimasta al freddo, senza una copertura adeguata e con la clientela ridotta, la titolare dello Chalet ha dovuto calare le saracinesche a fine dicembre.
Ora anche in piazza De Maria il Fuori Porta è chiuso: la pedana è spoglia, al suo posto sta tornando il degrado. La struttura è tappezzata da un cannucciato. Un biglietto è appeso alla porta. «Il bar fuori Porta si è trasferito al numero 26. Vi aspettiamo». La titolare – all’indomani dello smantellamento dell’attività causato (a sua volta) dallo smantellamento del gazebo – si è messa a cercare un’altra attività in zona. L’ha trovata sull’altro lato della strada, l’ha presa in affitto e si è rimboccata le maniche. Ci ha fatto i lavori, con sacrificio ha fatto un nuovo investimento, ha speso soldi e ha dovuto reinventarsi un’attività. In questo caso, non ha neppure partecipato al bando del Comune, che tra le altre cose «non appariva molto chiaro», immaginava che i tempi sarebbero stati lunghi, i costi alti. Ora l’imprenditrice ci riprova. Pur con l’amarezza. «La vecchia amministrazione sui gazebo ha creato problemi – dice – ma questa nuova non ci ha aiutati per niente, anzi...». (el.gi.)
Il Fuori Porta non è l’unica vittima della burocrazia e di questo momento particolarmente “complicato” che sta vivendo il commercio, specie in centro. È notizia di pochi giorni fa che anche lo Chalet tra piazza del Popolo e corso Carducci sia stato chiuso dall’imprenditrice che l’aveva preso in gestione pochi mesi fa. I motivi che ha spiegato lei: l’affitto troppo caro (sul fronte privato) e (sul fronte pubblico) la lentezza dei procedimenti comunali per l’assegnazione degli spazi in concessione. Procedure – quelle dei due gazebo in centro storico e fuori dal centro storico – che ancora non si sono conclusi. Anzi, al momento parrebbero incartati attorno all’ultimo intoppo dei parcheggi pertinenziali. Rimasta al freddo, senza una copertura adeguata e con la clientela ridotta, la titolare dello Chalet ha dovuto calare le saracinesche a fine dicembre.
Ora anche in piazza De Maria il Fuori Porta è chiuso: la pedana è spoglia, al suo posto sta tornando il degrado. La struttura è tappezzata da un cannucciato. Un biglietto è appeso alla porta. «Il bar fuori Porta si è trasferito al numero 26. Vi aspettiamo». La titolare – all’indomani dello smantellamento dell’attività causato (a sua volta) dallo smantellamento del gazebo – si è messa a cercare un’altra attività in zona. L’ha trovata sull’altro lato della strada, l’ha presa in affitto e si è rimboccata le maniche. Ci ha fatto i lavori, con sacrificio ha fatto un nuovo investimento, ha speso soldi e ha dovuto reinventarsi un’attività. In questo caso, non ha neppure partecipato al bando del Comune, che tra le altre cose «non appariva molto chiaro», immaginava che i tempi sarebbero stati lunghi, i costi alti. Ora l’imprenditrice ci riprova. Pur con l’amarezza. «La vecchia amministrazione sui gazebo ha creato problemi – dice – ma questa nuova non ci ha aiutati per niente, anzi...». (el.gi.)
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