Finanza
Bande di vandali, minacce e pallonate: è codice rosso
Un tempo mercato di spaccio, ora la piaga della zona sono i ragazzi del posto che distruggono arredi, disturbano la quiete, imbrattano e la fanno da padroni
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GROSSETO. Il falò acceso, la sfilata di befane, i bambini, la musica. Per un giorno, in occasione dell’Epifania, piazza San Francesco e piazza Indipendenza hanno vestito il proprio ruolo di luogo di socialità e incontro. Uno squarcio di vita che fa notizia.
Perché le cronache, purtroppo, raccontano di tutt’altra piazza. Se negli anni la zona è stata la piazza di spaccio per eccellenza, oggi il problema principale sono le scorribande di ragazzi che tengono in scacco i pochi commercianti rimasti e spadroneggiano tra il Chiasso delle Monache, piazza Indipendenza e piazza San Francesco, tra negozi per lo più chiusi e il fondo della Provincia serrato e ricoperto di scritte.
Quando “va bene” i ragazzi urinano contro i negozi e imbrattano i muri di scritte. Quando va male, arrivano a minacciare di morte i commercianti, come il ragazzo che, fissando la telecamera, mesi fa è arrivato a dire «Ti taglio la gola» all’ottico Del Fa, che poi ha chiuso per sempre l’attività.
Nella “gestione” ordinaria di questo spazio, di cui si sono ormai impossessati, i giovani giocano su quello che hanno trasformato nel loro personalissimo campo da calcio, spaccano a pallonate quel che capita, scorrazzano tra i tavolini del bar incuranti di clienti e personale. E gli atti vandalici si ripetono senza pallone.
Ragazzi grossetani, adolescenti e anche più maturi, che si accaniscono sugli arredi urbani, sugli arredi privati e sembrano non avere alcun timore.
A primavera, dopo ripetute segnalazioni dei commercianti del posto, il Nos (Nucleo operativo per la sicurezza) della polizia municipale di Grosseto ha fatto diversi controlli tra piazza San Francesco e piazza Indipendenza, culminati in un blitz, a fine maggio, con agenti in borghese e in divisa che hanno identificato venti ragazzi.
Nessuno è stato colto in flagrante e nessuno è stato denunciato. E per un po’ di tempo l’effetto deterrente si è fatto sentire. Ma non è durato molto. Le pallonate, i vandalismi, le scritte sui muri, il disturbo della quiete pubblica sono ricominciati, così come sono ricominciate le segnalazioni alla polizia municipale.
Alcuni commercianti sono convinti che potrebbe funzionare un’ordinanza che vieti di giocare a pallone. In realtà il regolamento comunale di polizia urbana già lo vieta. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Insomma, urge una soluzione diversa per salvare questa piazza. (f.f.)
Perché le cronache, purtroppo, raccontano di tutt’altra piazza. Se negli anni la zona è stata la piazza di spaccio per eccellenza, oggi il problema principale sono le scorribande di ragazzi che tengono in scacco i pochi commercianti rimasti e spadroneggiano tra il Chiasso delle Monache, piazza Indipendenza e piazza San Francesco, tra negozi per lo più chiusi e il fondo della Provincia serrato e ricoperto di scritte.
Quando “va bene” i ragazzi urinano contro i negozi e imbrattano i muri di scritte. Quando va male, arrivano a minacciare di morte i commercianti, come il ragazzo che, fissando la telecamera, mesi fa è arrivato a dire «Ti taglio la gola» all’ottico Del Fa, che poi ha chiuso per sempre l’attività.
Nella “gestione” ordinaria di questo spazio, di cui si sono ormai impossessati, i giovani giocano su quello che hanno trasformato nel loro personalissimo campo da calcio, spaccano a pallonate quel che capita, scorrazzano tra i tavolini del bar incuranti di clienti e personale. E gli atti vandalici si ripetono senza pallone.
Ragazzi grossetani, adolescenti e anche più maturi, che si accaniscono sugli arredi urbani, sugli arredi privati e sembrano non avere alcun timore.
A primavera, dopo ripetute segnalazioni dei commercianti del posto, il Nos (Nucleo operativo per la sicurezza) della polizia municipale di Grosseto ha fatto diversi controlli tra piazza San Francesco e piazza Indipendenza, culminati in un blitz, a fine maggio, con agenti in borghese e in divisa che hanno identificato venti ragazzi.
Nessuno è stato colto in flagrante e nessuno è stato denunciato. E per un po’ di tempo l’effetto deterrente si è fatto sentire. Ma non è durato molto. Le pallonate, i vandalismi, le scritte sui muri, il disturbo della quiete pubblica sono ricominciati, così come sono ricominciate le segnalazioni alla polizia municipale.
Alcuni commercianti sono convinti che potrebbe funzionare un’ordinanza che vieti di giocare a pallone. In realtà il regolamento comunale di polizia urbana già lo vieta. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Insomma, urge una soluzione diversa per salvare questa piazza. (f.f.)
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