Attenzione
“per grosseto”
«Sezione fallimenti, errore chiuderla»
Borghi: disagi e pesanti ricadute occupazionali e sociali sul territorio
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La chiusura annunciata della sezione fallimentare del Tribunale di Grosseto e il suo accorpamento con quella di Livorno preoccupano Paolo Borghi, leader dell’associazione Per Grosseto, che sollecita un intervento da parte delle istituzioni locali.
Borghi denuncia il progressivo abbandono del territorio e spiega che «tale scelta è sbagliata - scrive - e cagionerà un aumento delle spese per i cittadini grossetani che dovranno, loro malgrado, accedere a tale giustizia, e rischia di compromettere irrimediabilmente assetti imprenditoriali già precari e gestiti in sede concorsuale, con pesanti ricadute occupazionali e sociali sul territorio. Si pensi, infatti, alle decine se non centinaia di creditori dei fallimenti che per far valere le loro ragioni creditorie, che, peraltro, saranno soddisfatte, se saranno fortunati, solo in minima parte e dopo anni, dovranno recarsi a Livorno e non più a Grosseto, incaricando, così, magari, più di un legale o si pensi alle procedure concorsuali come i concordati preventivi in continuità o le amministrazioni straordinarie relative ad imprese con vari dipendenti attive sul territorio».
«Con tutto il rispetto per la professionalità del magistrato che si occuperà da Livorno della questione - aggiunge Borghi - e senza con ciò volerne sindacare le capacità o competenze, infatti, ci si chiede con quale sensibilità per il territorio potrà avvicinarsi a tale realtà? Che fine faranno i dipendenti delle aziende in crisi sottoposte al vaglio del Tribunale fallimentare? Da ultimo e non per ultimo, infine, ci si chiede quale sarà la ricaduta in negativo in termini occupazionali per il Tribunale e per i professionisti locali operanti nel settore dei fallimenti e che dovranno, così, spostarsi quotidianamente dalla nostra provincia a Livorno».
«Chiediamo una ferma presa di posizione dalle istituzioni locali per evitare tale ulteriore ennesimo sfregio alla nostra provincia ed al nostro territorio».
Borghi denuncia il progressivo abbandono del territorio e spiega che «tale scelta è sbagliata - scrive - e cagionerà un aumento delle spese per i cittadini grossetani che dovranno, loro malgrado, accedere a tale giustizia, e rischia di compromettere irrimediabilmente assetti imprenditoriali già precari e gestiti in sede concorsuale, con pesanti ricadute occupazionali e sociali sul territorio. Si pensi, infatti, alle decine se non centinaia di creditori dei fallimenti che per far valere le loro ragioni creditorie, che, peraltro, saranno soddisfatte, se saranno fortunati, solo in minima parte e dopo anni, dovranno recarsi a Livorno e non più a Grosseto, incaricando, così, magari, più di un legale o si pensi alle procedure concorsuali come i concordati preventivi in continuità o le amministrazioni straordinarie relative ad imprese con vari dipendenti attive sul territorio».
«Con tutto il rispetto per la professionalità del magistrato che si occuperà da Livorno della questione - aggiunge Borghi - e senza con ciò volerne sindacare le capacità o competenze, infatti, ci si chiede con quale sensibilità per il territorio potrà avvicinarsi a tale realtà? Che fine faranno i dipendenti delle aziende in crisi sottoposte al vaglio del Tribunale fallimentare? Da ultimo e non per ultimo, infine, ci si chiede quale sarà la ricaduta in negativo in termini occupazionali per il Tribunale e per i professionisti locali operanti nel settore dei fallimenti e che dovranno, così, spostarsi quotidianamente dalla nostra provincia a Livorno».
«Chiediamo una ferma presa di posizione dalle istituzioni locali per evitare tale ulteriore ennesimo sfregio alla nostra provincia ed al nostro territorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
