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«I nostri edifici? Sicuri Ce lo dicono i tecnici»

«I nostri edifici? Sicuri Ce lo dicono i tecnici»

GROSSETO. La Provincia di Grosseto ha in carico trentatré scuole superiori e pochi soldi per aggiustarle. Il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna e la consigliera delegata Olga Ciaramella...

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GROSSETO. La Provincia di Grosseto ha in carico trentatré scuole superiori e pochi soldi per aggiustarle. Il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna e la consigliera delegata Olga Ciaramella insistono su questo tasto fin dal loro insediamento, esattamente un anno fa.

Ciò che ha stabilito la cassazione rispetto alla scuola di Ribolla cosa può rappresentare per la provincia, che ha il compito della manutenzione ordinaria e straordinaria di decine di edifici, dall’Amiata a Grosseto?

«Le nostre scuole sono sicure. Stiamo parlando di edifici in cui sono state compiute le verifiche di legge e dove abbiamo l’agibilità certificata. A scriverlo sono i tecnici. Poi, è evidente, che in alcuni casi sono necessari interventi di adeguamento alle norme di sicurezza. Ma qui entra in gioco un altro ragionamento, quello economico…».

Cioè non avete i soldi per intervenire. Giusto?

«È così. Soldi ma anche personale. È la ragione per cui, nei mesi scorsi, abbiamo presentato al Prefetto – unica provincia italiana – una diffida contro il premier Gentiloni, il ministro dell’Economia Padoan e il governatore della Toscana Rossi, spiegando di non avere risorse neppure per le azioni più urgenti. Solo con una reale inversione di rotta nella considerazione delle Province da parte di Regione e Governo si riuscirà a garantire la sicurezza dei nostri ragazzi, oltre che la qualità degli spazi di apprendimento».

Dove siete intervenuti e cosa avete in calendario?

«Innanzitutto si sono appena conclusi i lavori di verifica tecnica e vulnerabilità sismica del liceo linguistico Zuccarelli di Sorano. In corso di affidamento, invece, sono le indagini sismiche all’istituto professionale superiore Balducci di Santa Fiora, al Liceo delle scienze umane Peri di Arcidosso, all’Isis Da Vinci – Fermi di Arcidosso e al Liceo scientifico di Castel del Piano, per una cifra complessiva di 80mila euro».

Sono i 290mila euro stanziati nel 2017 per svolgere le indagini sui plessi?

«Esatto. Abbiamo iniziato apposta dall’Amiata, dal comprensorio del Tufo e dalle Colline Metallifere perché sono zone dove il programma di prevenzione e riduzione del rischio sismico va adottato alla lettera».

In questo momento i tecnici dove stanno lavorando?

«Credo che abbiamo sotto osservazione, da prassi, l’Istituto tecnico industriale di Manciano, la palestra dell’Isis Zuccarelli di Pitigliano, il Lotti di Massa Marittima e l’istituto professionale Industria e artigianato, sempre di Massa Marittima».

Lei aveva iniziato un tour negli edifici scolastici. Lo sta proseguendo?

«Oltre ai sopralluoghi dei tecnici, voglio anche rendermi conto di persona dello stato dei plessi. L’ho detto e lo farò. Ne ho già visitati diversi e poi, per mancanza di tempo, ho dovuto interrompere. Ora riprendiamo. Domani (oggi), alle 13, abbiamo una riunione proprio per parlare di questo con la dirigente Silvia Petri, il collega Marco Biagioni e il direttore Emilio Ubaldino». (g. b.)

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