Finanza
«Galeotti diffamato», l’ex giunta a giudizio
di Giulia Sili
Bai e cinque assessori devono rispondere di quanto contenuto in due delibere risalenti al 2014 sul caso ex Agraria
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MASSA MARITTIMA. Presto l’ex sindaca di Massa Marittima Lidia Bai e quella che all’epoca era la sua giunta si troveranno a dover rispondere «per offese alla persona di Galeotti»: si terrà il 20 febbraio a Grosseto la prima udienza.
La vicenda risale al 2014, esattamente sul finire del secondo mandato Bai: le presunte offese dirette all’attuale capogruppo di minoranza Gabriele Galeotti sono contenute in due delibere di giunta in cui veniva predisposta la tutela legale per i dirigenti. Tutela ritenuta necessaria in seguito all’esposto inviato sia alla procura che al Comune via pec dallo stesso Galeotti che muoveva sospetti circa la regolarità dei procedimenti legati ai lavori all’ex Agraria. Ad essere stati citati a giudizio insieme alla ex prima cittadina sono cinque dei sei assessori dell’allora giunta: Flavio Zazzeri, Luana Tommi, Daniele Morandi, Niccolò Spadini e Luciano Fedeli che adesso dovranno comparire davanti al giudice. Manca Giacomo Michelini assente durante quel fatidico consiglio.
«Alla fine del secondo mandato Bai la battaglia si era fatta molto aspra – dice oggi Galeotti – così l’allora sindaca volle lasciarmi un’eredità denigrando la mia persona e il mio impegno civico attraverso incaute affermazioni contenute addirittura in due delibere di giunta, la 98 e la 99 del 2014; io le incassai ma proposi immediatamente querela avverso le dichiarazioni riservatemi. Per circa due anni e mezzo tutto ha taciuto finché per tutti non è arrivato il 415 bis – ovvero l’avviso della conclusione delle indagini preliminari – e adesso i signori verranno a giudizio».
I passaggi in cui le delibere di giunta risulterebbero diffamatorie sono: nella n.98 «Le suddette accuse sono false e finalizzate a condizionare l’operato degli organi e uffici coinvolti nell’esercizio delle funzioni istituzionali»; nell’altra, invece, si legge che «diffamando e ostacolando i funzionari dell’ufficio urbanistica, Galeotti attacca ingiustamente l’amministrazione comunale danneggiando l’immagine dell’ente e intralciandone il corretto svolgimento delle funzioni». Passaggi finiti sotto esame della Procura. «La cosa che ha dell’incredibile – sostiene Galeotti – è che la diffamazione si concretizza attraverso atti pubblici come sono le delibere giuntali».
Galeotti annuncia che si costituirà parte civile contro tutti i sei soggetti coinvolti. Alla ex sindaca e ai cinque assessori chiamati a giudizio la Procura contesta anche la diffamazione aggravata con la pubblicazione web e, «cosa di particolare gravità» commenta Galeotti, in concorso tra loro. Ma la storia si ripete: quattro anni fa Galeotti era stato citato a giudizio dall’amministrazione comunale reo – secondo l’esposto – di aver detto il falso e insultato i dirigenti del municipio; pietra dello scandalo, il caso dell’ex Agraria. Un circolo vizioso fatto di accuse ed offese reciproche che a Massa Marittima sembra non esaurirsi mai.
La vicenda risale al 2014, esattamente sul finire del secondo mandato Bai: le presunte offese dirette all’attuale capogruppo di minoranza Gabriele Galeotti sono contenute in due delibere di giunta in cui veniva predisposta la tutela legale per i dirigenti. Tutela ritenuta necessaria in seguito all’esposto inviato sia alla procura che al Comune via pec dallo stesso Galeotti che muoveva sospetti circa la regolarità dei procedimenti legati ai lavori all’ex Agraria. Ad essere stati citati a giudizio insieme alla ex prima cittadina sono cinque dei sei assessori dell’allora giunta: Flavio Zazzeri, Luana Tommi, Daniele Morandi, Niccolò Spadini e Luciano Fedeli che adesso dovranno comparire davanti al giudice. Manca Giacomo Michelini assente durante quel fatidico consiglio.
«Alla fine del secondo mandato Bai la battaglia si era fatta molto aspra – dice oggi Galeotti – così l’allora sindaca volle lasciarmi un’eredità denigrando la mia persona e il mio impegno civico attraverso incaute affermazioni contenute addirittura in due delibere di giunta, la 98 e la 99 del 2014; io le incassai ma proposi immediatamente querela avverso le dichiarazioni riservatemi. Per circa due anni e mezzo tutto ha taciuto finché per tutti non è arrivato il 415 bis – ovvero l’avviso della conclusione delle indagini preliminari – e adesso i signori verranno a giudizio».
I passaggi in cui le delibere di giunta risulterebbero diffamatorie sono: nella n.98 «Le suddette accuse sono false e finalizzate a condizionare l’operato degli organi e uffici coinvolti nell’esercizio delle funzioni istituzionali»; nell’altra, invece, si legge che «diffamando e ostacolando i funzionari dell’ufficio urbanistica, Galeotti attacca ingiustamente l’amministrazione comunale danneggiando l’immagine dell’ente e intralciandone il corretto svolgimento delle funzioni». Passaggi finiti sotto esame della Procura. «La cosa che ha dell’incredibile – sostiene Galeotti – è che la diffamazione si concretizza attraverso atti pubblici come sono le delibere giuntali».
Galeotti annuncia che si costituirà parte civile contro tutti i sei soggetti coinvolti. Alla ex sindaca e ai cinque assessori chiamati a giudizio la Procura contesta anche la diffamazione aggravata con la pubblicazione web e, «cosa di particolare gravità» commenta Galeotti, in concorso tra loro. Ma la storia si ripete: quattro anni fa Galeotti era stato citato a giudizio dall’amministrazione comunale reo – secondo l’esposto – di aver detto il falso e insultato i dirigenti del municipio; pietra dello scandalo, il caso dell’ex Agraria. Un circolo vizioso fatto di accuse ed offese reciproche che a Massa Marittima sembra non esaurirsi mai.
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