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Grosseto

«Fondazione Grosseto cultura chiarisca»

«Fondazione Grosseto cultura chiarisca»

Contratto non rinnovato a due collaboratrici, Carlo De Martis chiede trasparenza al presidente

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GROSSETO. L’intenzione non era di far polemica, ma piuttosto di puntualizzare il lavoro fatto negli ultimi dieci anni e di salutare i soci, spiegando loro che la scelta di non lavorare più per Fondazione Grosseto Cultura non è stata la loro. Eppure la lettera con cui Claudia Gennari e Marta Paolini, critiche d’arte e per un decennio collaboratrici della Fondazione del Comune di Grosseto che si occupa di cultura, solleva ugualmente polemiche. Che dalla valanga di interventi su Facebook – dove le due professioniste hanno raccolto innumerevoli attestati di stima – ieri è indirettamente approdata in consiglio comunale.

Il parlamento cittadino ha infatti recepito il documento programmatico della Fondazione Grosseto Cultura per il triennio 2017-2019, in cui si dà atto del percorso virtuoso che ha caratterizzato l’esperienza, ormai decennale, del principale ente culturale della città.

«In questi anni la Fondazione è cresciuta in modo significativo, sia per quantità che per qualità dell’offerta culturale», dice il capogruppo di Lista Mascagni sindaco Carlo De Martis. «Ciò è stato possibile per molteplici fattori – prosegue – uno di questi la capacità di chi ha amministrato la Fondazione di valorizzare le competenze umane e professionali delle figure delle quali l’ente si è avvalso, rendendo la Fondazione stessa un soggetto non solo produttivo, ma anche vivo e come tale riconosciuto e vissuto dall’intera comunità locale. A questo risultato hanno senza dubbio fornito un contributo importante due storiche dell’arte quali Claudia Gennari e Marta Paolini che, tuttavia, dopo dieci anni di ininterrotta collaborazione con la Fondazione sono state messe alla porta, tanto improvvisamente quanto inspiegabilmente». De Martis esprime rammarico per la scelta e allo stesso tempo ringrazia personalmente Gennari e Paolini per l’impegno profuso al servizio della Fondazione Grosseto Cultura.

E si interroga su quello che definisce l’ennesimo “nuovo corso” della Fondazione targata Vivarelli Colonna.

«Superate le brutte pagine della presidenza Chigiotti prima e, soprattutto, della presidenza Mori dopo, la nomina di Giovanni Tombari era parsa a molti, compreso il sottoscritto, una scelta saggia e ponderata, capace di riportare nella Fondazione competenza, autonomia e serenità. Questa vicenda rischia invece di riportare nella Fondazione – proprio quando sarebbe stata opportuna una ripartenza distesa e coesa – un clima ambiguo che apre la porta ad ogni possibile retropensiero sul perché di certe decisioni. La questione non è banale né marginale, anche perché stiamo parlando di un organismo di diritto pubblico, soggetto a ben precise regole in termini di trasparenza». Perciò il capogruppo di Lista Mascagni sindaco chiede un chiarimento da parte del presidente della Fondazione Giovanni Tombari «non solo per rispetto dei principi di trasparenza che devono informare l’operato della Fondazione e dei suoi amministratori – conclude – ma anche per rispetto verso due giovani professioniste che tanto hanno dato alla nostra comunità, e che oggi sono senza più un lavoro».

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