Sicurezza
A Orbetello riapre la Rianimazione
di Ivana Agostini
Tabella di marcia rispettata dopo i lavori di manutenzione durati 15 giorni
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ORBETELLO. Riaperto il reparto di rianimazione di Orbetello. I lavori previsti nei locali della terapia intensiva dell’ospedale di Orbetello si sono conclusi lunedì 8 gennaio secondo la tabella di marcia prevista dall’Asl e i letti già sono occupati da due persone.
La chiusura della rianimazione era stata disposta durante il periodo natalizio per rendere possibile l’esecuzione di lavori di manutenzione. Come rende noto l’azienda Asl Toscana Sud Est «gli interventi programmati nei presidi delle Colline dell’Albegna, sono stati necessari per garantire i dovuti requisiti di accreditamento, nonché la piena sicurezza dei pazienti e degli operatori».
L’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello, nei mesi precedenti, è già stato oggetto di lavori che hanno riguardato la Dialisi. Interventi sono stati realizzati anche al reparto di Medicina interna di Pitigliano. «Dal 2003, anno di apertura dell’ospedale di Orbetello, a oggi sono trascorsi quasi 15 anni e – chiarisce la Asl – era necessario mettere in conto alcuni interventi manutentivi e migliorativi, come avviene in qualsiasi altra struttura, in particolar modo in quelle sanitarie. La programmazione e l’esecuzione di questi interventi sta proprio a dimostrare la volontà aziendale di adeguare i reparti secondo le norme di accreditamento. La rete degli ospedali, la vicinanza con il Misericordia di Grosseto e i collegamenti garantiti dalla rete dell’emergenza urgenza hanno consentito di affrontare questo breve periodo nel massimo della sicurezza».
La notizia della chiusura del reparto di rianimazione aveva allarmato il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, che aveva temuto che la chiusura, da temporanea, diventasse definitiva. I vertici dell’Asl, a suo tempo, avevano cercato di tranquillizzare il sindaco di Capalbio rassicurandolo che si sarebbe trattato solo di lavori di manutenzione e nulla di più. «Sono felice che già questa mattina (ieri, ndr) il servizio fosse di nuovo operativo ed efficiente. Di questi tempi occorre essere vigili e a volte neppure questo è sufficiente a garantire perdite di servizi o ridimensionamenti. La stessa logica degli investimenti – dice Bellumori – è mirata a centralizzare i potenziamenti e le professionalità a discapito del lento ma inesauribile depauperamento dei presidi ospedalieri periferici o di secondo livello. Il direttore sanitario sapeva che in questo caso il servizio doveva essere ripristinato nei tempi previsti (l’8 gennaio). Così è stato. Plaudo all’efficienza dimostrata in questo caso. Su un fatto mi resta un dubbio, ma lo chiarirò nelle sedi opportune». Rianimazione aperta ma il pensiero che l’ospedale di Orbetello venga depotenziato non abbandona né gli orbetellani né alcuni sindaci, come Bellumori, che non mancano di mettere in evidenza le loro preoccupazioni.
La chiusura della rianimazione era stata disposta durante il periodo natalizio per rendere possibile l’esecuzione di lavori di manutenzione. Come rende noto l’azienda Asl Toscana Sud Est «gli interventi programmati nei presidi delle Colline dell’Albegna, sono stati necessari per garantire i dovuti requisiti di accreditamento, nonché la piena sicurezza dei pazienti e degli operatori».
L’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello, nei mesi precedenti, è già stato oggetto di lavori che hanno riguardato la Dialisi. Interventi sono stati realizzati anche al reparto di Medicina interna di Pitigliano. «Dal 2003, anno di apertura dell’ospedale di Orbetello, a oggi sono trascorsi quasi 15 anni e – chiarisce la Asl – era necessario mettere in conto alcuni interventi manutentivi e migliorativi, come avviene in qualsiasi altra struttura, in particolar modo in quelle sanitarie. La programmazione e l’esecuzione di questi interventi sta proprio a dimostrare la volontà aziendale di adeguare i reparti secondo le norme di accreditamento. La rete degli ospedali, la vicinanza con il Misericordia di Grosseto e i collegamenti garantiti dalla rete dell’emergenza urgenza hanno consentito di affrontare questo breve periodo nel massimo della sicurezza».
La notizia della chiusura del reparto di rianimazione aveva allarmato il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, che aveva temuto che la chiusura, da temporanea, diventasse definitiva. I vertici dell’Asl, a suo tempo, avevano cercato di tranquillizzare il sindaco di Capalbio rassicurandolo che si sarebbe trattato solo di lavori di manutenzione e nulla di più. «Sono felice che già questa mattina (ieri, ndr) il servizio fosse di nuovo operativo ed efficiente. Di questi tempi occorre essere vigili e a volte neppure questo è sufficiente a garantire perdite di servizi o ridimensionamenti. La stessa logica degli investimenti – dice Bellumori – è mirata a centralizzare i potenziamenti e le professionalità a discapito del lento ma inesauribile depauperamento dei presidi ospedalieri periferici o di secondo livello. Il direttore sanitario sapeva che in questo caso il servizio doveva essere ripristinato nei tempi previsti (l’8 gennaio). Così è stato. Plaudo all’efficienza dimostrata in questo caso. Su un fatto mi resta un dubbio, ma lo chiarirò nelle sedi opportune». Rianimazione aperta ma il pensiero che l’ospedale di Orbetello venga depotenziato non abbandona né gli orbetellani né alcuni sindaci, come Bellumori, che non mancano di mettere in evidenza le loro preoccupazioni.
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