Gioco
Lo sport che aiuta a crescere: lezioni a scuola e sul campo
Si chiama Franco Fanelli e nella vita di sport ne ha masticato a lungo. Di calcio, soprattutto: sui campi è stato prima giocatore, poi arbitro e allenatore. Ha tirato su campioni, sportivi che sono...
2 MINUTI DI LETTURA
Si chiama Franco Fanelli e nella vita di sport ne ha masticato a lungo. Di calcio, soprattutto: sui campi è stato prima giocatore, poi arbitro e allenatore. Ha tirato su campioni, sportivi che sono arrivati a calciare sui campi della serie A. Ma al di là dei meriti sportivi, quella che Fanelli si è cucito al petto è la stella dell’educazione rivolta agli studenti, ai genitori dei ragazzi e alle società sportive. «Peccato però che a Grosseto l’unica ad aprire le porte a questo progetto sia stata la Gea basket - spiega - Le altre società per il momento non si sono fatte avanti». Eppure i numeri che Fanelli, fondatore del circolo Libertà e Giustizia di Grosseto, sciorina sono numeri che parlano di un interesse innato nei ragazzi. Il progetto si chiama “Lo sport non è solo un gioco” e ha preso il via nel 2013. In quattro anni Fanelli ha incontrato almeno 10mila ragazzi delle scuole di Grosseto, della provincia di Livorno, di quella di Siena e di quella di Pisa. Ha parlato in aula, ha incontrato i vertici delle società sportive che hanno chiesto il suo supporto e i genitori dei giovani sportivi. «È un impegno che porto avanti con grande soddisfazione - dice - È un’opera di volontariato civile che devo ai miei figli, soprattutto al più piccolo e che ho deciso di condividere con chi ha la necessità di considerare ancora lo sport come qualcosa di qualificante e formativo, soprattutto nella vita di un adolescente».
Due ore di lezione, sia che si tratti della sede di una società o di una scuola. Quest’anno, oltre alle medie, le lezioni si svolgono anche nelle classi dalla prima alla quarta superiore, per il progetto di alternanza scuola-lavoro.
«Quello che i ragazzi devono capire è che lo sport serve davvero per diventare uomini migliori - aggiunge - Quello che è successo a San Vincenzo è grave. Ma lo è ancora di più che il mondo degli adulti non faccia nulla di più che condannare a parole questi gesti. Gli strumenti per migliorare ci sono, basta utilizzarli».
Due ore di lezione, sia che si tratti della sede di una società o di una scuola. Quest’anno, oltre alle medie, le lezioni si svolgono anche nelle classi dalla prima alla quarta superiore, per il progetto di alternanza scuola-lavoro.
«Quello che i ragazzi devono capire è che lo sport serve davvero per diventare uomini migliori - aggiunge - Quello che è successo a San Vincenzo è grave. Ma lo è ancora di più che il mondo degli adulti non faccia nulla di più che condannare a parole questi gesti. Gli strumenti per migliorare ci sono, basta utilizzarli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google