Il Tirreno

Grosseto

La sabbia continua a riempire il porto

Castiglione della Pescaia: i lavori di escavo si sono fermati a causa del maltempo, disagi per i pescatori e i diportisti

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Entrare e uscire dal porto canale di Castiglione della Pescaia nelle ultime settimane è diventato ancor più difficoltoso.

Le ultime mareggiate hanno infatti fermato i lavori di escavo concordati con le varie categorie, i pescatori delle paranze in particolare, e la situazione potrebbe addirittura peggiorare nelle prossime settimane. Da prima di Natale infatti, i pescherecci della flotta castiglionese hanno dovuto emigrare e vengono ospitati nel porto di Punta Ala. Le difficoltà oggettive per tutti quelli che lavorano nel settore sono davvero tante. In più la capitaneria di Porto Santo Stefano, su segnalazione di quella castiglionese, sta predisponendo un’ordinanza che restringe il pescaggio per le barche che vogliono transitare nel porto castiglionese: si va verso una profondità consentita di passaggio di 1,5 metri, davvero il minimo anche per una barca a vela di dimensioni ridotte.

Insomma, da quando le piene del fiume Bruna si sono praticamente estinte e le mareggiate continuano a fare il loro corso, la sabbia sta riempiendo l’ingresso, con l’onda di sabbia che ha continuato a camminare spostandosi bene dentro il canale fin quasi all’altezza dell’ingresso alla darsena e non più solo di fronte ai due Fari (dal lato di quello rosso l’altezza dell’acqua non supera i 60-70 centimetri). Proprio per tentare di venire incontro alle esigenze dei pescatori l’Amministrazione aveva concordato un intervento: procedere con una draga all’escavo di quei settori dove la sabbia era davvero tanta, per consentire almeno l’ingresso delle barche. Purtroppo (ma d’inverno è anche normale che il meteo faccia i capricci) i lavori in questione sono durati solo pochi giorni: la draga ha potuto operare per circa la metà dei 5000 metri cubi di escavo previsti (da capire se le mareggiate hanno riportato la sabbia levata) e ora la chiatta con la benna e il rimorchiatore è da alcune settimane ferma all’ormeggio in attesa di riprendere a lavorare.

I pescatori in questo momento sono ovviamente i più colpiti. Adolfo Ciampoli, armatore e venditore, presidente della Compagnia portuale e dell’associazione dei pescatori castiglionesi ha detto la sua, consapevole che trovare le soluzioni è davvero complicato: «I disagi che stiamo vivendo come pescatori sono tanti. Gli orari di lavoro si sono allungati, basti pensare che dobbiamo andare e tornare da Punta Ala, compresi i rischi che corriamo nelle ore notturne. Alcuni di noi per esempio hanno fatto addirittura degli incidenti stradali, tra fuori strada e urti con qualche cinghiale, la provinciale che porta a Punta Ala è davvero brutta. E se lavoriamo più ore, si è invece ridotto l’orario di pesca effettiva in mare, a causa appunto anche dei trasferimenti. Senza contare i costi di gestione in più che dobbiamo affrontare, compreso il carburante». Ciampoli spera che le condizioni cambino e che l’Amministrazione comunale riesca concretamente a fare qualcosa: «Ormai lo stiamo dicendo da anni, ci vogliono investimenti importanti e non soluzioni tampone che purtroppo non sono sufficienti. Anche i 5000mc previsti di escavo sono pochi: per ripristinare un minimo l’imboccatura e le altre zone dove la sabbia si è accumulata in gran quantità non bastano di certo. Purtroppo il porto viene considerato una priorità solo a parole». E anche Giuseppe Temperani, altro storico pescatore e responsabile del comparto pesca provinciale di Forza Italia, è preoccupato e pessimista su quello che sta avvenendo da mesi: «I lavori, seppur concordati e con tutte le problematiche meteomarine sono stati organizzati male. Non è stato rispettato quanto promesso. Sicuramente sono stati fatti errori e i lavori andavano programmati come in passato a maggio per non trovarsi nelle condizioni di oggi».

Enrico Giovannelli

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