Il Tirreno

Grosseto

L’Università spinge sulla teledidattica

di Gabriele Baldanzi
L’Università spinge sulla teledidattica

Adesso alcune lezioni di infermieristica e scienze politiche che si svolgono nella sede maremmana vengono trasmesse a Siena 

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GROSSETO. A Grosseto sono 280 gli studenti iscritti a quello che un mese fa si è trasformato da Polo Universitario in Fondazione di partecipazione. Cinque corsi in cui prevale, per numero di iscritti, la laurea in infermieristica. Ne abbiamo parlato con la presidente Gabriella Papponi Morelli. «La trasformazione del Polo in Fondazione è l’espressione della volontà del territorio di valorizzare il presidio. In futuro saremo ancora più dinamici nell’offerta formativa, che include, oltre alle lezioni accademiche in teledidattica, anche convegni, seminari e alta formazione».

Solo teledidattica o anche lezioni in live?
«In alcuni corsi, come infermieristica o scienze politiche, siamo in una fase sperimentale: alcune lezioni si svolgono qui e vengono trasmesse a Siena. In futuro contiamo di amplificare questo metodo, anche perché alcune attività laboratoriali, per esempio nel corso di laurea in Scienze del patrimonio, possono essere svolte solo qui a Grosseto».

Ripercorriamo un po’ la storia dell’Università a Grosseto.
«Nel 1998 si è costituito il Polo Universitario Grossetano come società consortile, alla quale hanno aderito fin dall’inizio le principali istituzioni pubbliche, l’Università di Siena, le associazioni di categoria più rappresentative, oltre ad una vasta compagine di soggetti associativi e privati. Siamo partiti da un’esigenza, quella di soddisfare una domanda locale di investimento in ricerca e in formazione di livello, indirizzata principalmente verso i settori vocazionali per il territorio: protezione e gestione dell’ambiente, turismo sostenibile, valorizzazione dei beni archeologici e culturali».

Negli ultimi anni questa spinta si è un po’ persa, non trova?
«Sono diminuite le risorse. Oggi, dopo una fase di attività estesa che ha visto sul territorio grossetano svilupparsi negli anni corsi di laurea e master nel settore delle Scienze ambientali e di Giurisprudenza, i Dipartimenti di Economia e di Scienze storiche e dei beni culturali sono presenti ancora sul territorio, avendo affiancato alle attività tradizionali un’ulteriore tipologia di offerta, che si qualifica come formazione specialistica, master e alta formazione. E comunque gli attuali 280 studenti non sono pochi».

Come funziona esattamente la teledidattica?
«La teledidattica rappresenta un’innovazione di grande portata, che offre agli studenti grossetani in uscita dalle scuole superiori, ma anche agli adulti che intendano riqualificarsi o completare un percorso già avviato, una nuova opportunità. A partire dall’anno accademico 2014 – 2015 è stata avviata una collaborazione tra il Polo e l’Università degli Studi di Siena. Le due sedi grossetane di via Ginori e via Zanardelli so sono dotate della tecnologia per la teledidattica, che permette di frequentare a Grosseto iscrivendosi regolarmente all’Università di Siena. Gli studenti che frequentano a Grosseto possono infatti seguire le stesse lezioni che in contemporanea si svolgono nella sede senese. Questo per i corsi di laurea in Economia e commercio, Scienze economiche e bancarie, Scienze politiche, Scienze storiche e del patrimonio culturale e Infermieristica, in collaborazione con l’Asl Toscana Sud Est. Forniamo il supporto sotto forma di tutoraggio agli studenti».

Cosa cambia con la Fondazione?
«Diventiamo Ets, ente di terzo settore, con potenzialità per riguarda l’attrazione di risorse finanziarie da soggetti privati. Chi finanzia la fondazione avrà benefici fiscali notevoli. Saremo anche più agili nella progettazione culturale e scientifica».
 

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