Il Tirreno

Grosseto

Caos gazebo, chiude i battenti lo Chalet

di Elisabetta Giorgi

«Ritardi, costi alti, burocrazia al palo». E l’attività in cima a corso Carducci deve calare le saracinesche

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GROSSETO. La titolare dello Chalet all’imbocco del corso Carducci, davanti a piazza del Popolo, dopo nemmeno un anno di attività ha chiuso i battenti. Colpa di affitti cari – racconta lei – ma anche e soprattutto della burocrazia e della vicenda tutta comunale dei gazebo mai arrivati. È amareggiata Carlotta Giacomi, 30 anni, colei che aveva preso in gestione il locale tra febbraio e marzo e che ora l’ha sgomberato. Su Facebook (pagina Chalet) ha scritto un post: «Ci scusiamo con la gentile clientela per la chiusura anticipata a causa del maltempo e di una struttura inadeguata al servizio».

Non è stata l’unica a dare forfait. Un anno fa – era il 12 gennaio 2017 – compariva sempre su Fb un altro post pubblicato dal precedente gestore Carlo Agresti, che aveva pure lui calato le sarcinesche. L’attività aveva cambiato gestione ed era rifiorita grazie a Carlotta, imprenditrice giovane ma già esperta, per la gioia dei tanti clienti affezionati a una ristorazione veloce e di qualità nel cuore del centro. Ora tutto muore di nuovo. «L’attività – spiega Giacomi – è chiusa ufficialmente il 30 dicembre, anche se di fatto avevo tolto tutto già il 24. Non ce la facevo più». Carlotta cita la difficoltà a coprire le spese, soprattutto alla luce del caro-affitto e del calo degli affari subentrato d’autunno/inverno quando la mancanza di un’adeguata struttura coperta (gazebo) ha allontanato i clienti. «D’estate non avevo problemi – racconta – e a pranzo facevo sempre 60 coperti, andava bene. I problemi sono arrivati quando da ottobre in poi è venuto il freddo: da avere 40 paste a colazione sono passata ad averne 15. Anche a pranzo i coperti erano molti meno, e se pioveva nemmeno aprivo». Il proprietario della licenza ha partecipato al bando comunale per i gazebo in centro storico che si è concluso il 10 ottobre, ma l’iter non è concluso e il Comune non ha ancora reso noti gli assegnatari. «La struttura coperta non è mai arrivata» e (aggiungiamo noi) non ha fatto in tempo ad arrivare, perché l’attività ha chiuso prima. Dagli uffici non sono arrivate comunicazioni formali e la commissione non ha terminato i lavori. Anzi, li ha ulteriormente rinviati. Com’è noto gli imprenditori interessati – nonostante le rassicurazioni comunali che tutto va bene, «che la strada è quella giusta» etc etc – lamentano difficoltà e cali degli introiti. La situazione al momento sembra essersi pure “incartata” attorno ai parcheggi pertinenziali a servizio dei gazebo e che - citati nel bando e (secondo quanto sostiene il Comune) obbligatori per legge - per gli imprenditori è arduo trovare.

«Io sono 30 anni che abito in centro e non c’è un posto a pagare oro, figuriamoci ora trovare un posto pertinenziale... Non è giusto che un esercente del centro storico paghi le tasse per poi non lavorare ed essere costretto a chiudere come me, e che i sogni nel cassetto debbano morire per colpa di affitti alti e iter burocratici lenti. Io lavoro nel settore da 15 anni ma in questo momento non ci stanno aiutando per niente, anzi: ci stanno andando contro e non è giusto».

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