Sicurezza
Giglio, lavoratori Sie in stato di agitazione
di Ivana Agostini
I sindacati: «Nessuna crisi economica eppure in sei lasceranno la società e non saranno reintegrati»
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ISOLA DEL GIGLIO. I dipendenti della Sie (Società impianti elettrici) confermano lo stato di agitazione. Nei giorni scorsi si è svolto un tavolo di confronto con la Sie, il sindaco dell’Isola del Giglio Sergio Ortelli e le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil. A fronte della confermata decisione di esternalizzare una parte della produzione elettrica della centrale elettrica di Giglio Campese, i sindacati hanno diffidato Sie dal procedere alla modifica organizzativa, in attesa del previsto confronto con la proprietà in programma per l’11 gennaio a Grosseto. La decisione di Sie ha portato i lavoratori a confermare lo stato di agitazione annunciato già prima di Natale e riconfermato nei giorni scorsi. I dipendenti sono 22.
Dal 1947 la Sie produce e gestisce l’energia elettrica sull’isola e a dicembre ha annunciato di voler esternalizzare la conduzione elettrica e meccanica della centrale di Giglio Campese, appaltandola a una ditta esterna. «Con motivazioni di ordine economico – dicono i sindacati – che a nostro giudizio non hanno ragione di esistere. La Sie così dà un altro colpo all’occupazione sull’isola che perde altri quattro posti che si aggiungono ai quelli persi negli ultimi dieci anni, undici in totale».
La situazione, la riassumono i sindacati, è molto preoccupante anche per quanto successo in passato. «Dopo aver chiuso la Ennelle – ricordano – aver ridotto il personale a turno, abbandonato la gestione dell’illuminazione pubblica, aver trasferito l’ufficio commerciale a Campese con disagi per i cittadini, non aver reintegrato gli ultimi pensionati, quattro lavoratori lasceranno la Sie, più altri due nel 2018, e non saranno reintegrati».
La Sie detiene praticamente il monopolio della produzione dell’energia elettrica sull’isola e, precisano i sindacati, «non è un’azienda in crisi» e «ha anche un ruolo sociale». L’appalto che verrà affidato, secondo i sindacati, «aprirà una crepa nella struttura organizzativa della Sie. Il privarsi di competenze eccellenti all’interno della centrale è anche un segnale di depauperamento delle professionalità che impedirà una possibile occasione occupazionale per i giovani del posto». I dipendenti non intendono danneggiare i gigliesi con uno sciopero, ma vogliono far conoscere lo scenario che si sta prefigurando in una azienda che pochi anni fa in loco dava lavoro a 30 dipendenti diretti e ad alcuni indiretti.
Dal 1947 la Sie produce e gestisce l’energia elettrica sull’isola e a dicembre ha annunciato di voler esternalizzare la conduzione elettrica e meccanica della centrale di Giglio Campese, appaltandola a una ditta esterna. «Con motivazioni di ordine economico – dicono i sindacati – che a nostro giudizio non hanno ragione di esistere. La Sie così dà un altro colpo all’occupazione sull’isola che perde altri quattro posti che si aggiungono ai quelli persi negli ultimi dieci anni, undici in totale».
La situazione, la riassumono i sindacati, è molto preoccupante anche per quanto successo in passato. «Dopo aver chiuso la Ennelle – ricordano – aver ridotto il personale a turno, abbandonato la gestione dell’illuminazione pubblica, aver trasferito l’ufficio commerciale a Campese con disagi per i cittadini, non aver reintegrato gli ultimi pensionati, quattro lavoratori lasceranno la Sie, più altri due nel 2018, e non saranno reintegrati».
La Sie detiene praticamente il monopolio della produzione dell’energia elettrica sull’isola e, precisano i sindacati, «non è un’azienda in crisi» e «ha anche un ruolo sociale». L’appalto che verrà affidato, secondo i sindacati, «aprirà una crepa nella struttura organizzativa della Sie. Il privarsi di competenze eccellenti all’interno della centrale è anche un segnale di depauperamento delle professionalità che impedirà una possibile occasione occupazionale per i giovani del posto». I dipendenti non intendono danneggiare i gigliesi con uno sciopero, ma vogliono far conoscere lo scenario che si sta prefigurando in una azienda che pochi anni fa in loco dava lavoro a 30 dipendenti diretti e ad alcuni indiretti.
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