Finanza
musica
Tre anni dalla morte di Daniele
Il cantautore riposa nel cimitero di Magliano in Toscana
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MAGLIANO IN TOSCANA. Sono i giorni in cui il mondo della musica ricorda la scomparsa di Pino Daniele, il celebre cantautore napoletano che aveva scelto la Maremma e che proprio nella villa di Magliano in Toscana aveva accusato, tre anni fa, il malore che gli era stato fatale. Vana era stata la corsa verso Roma, verso il suo cardiologo.
Il musicista vive nel ricordo dei suoi fan ma anche, naturalmente, anche in quello dei suoi cari. E la compagna Fabiola Sciabarrasi ha pubblicato su Facebook in questi giorni una foto in bianco e nero in cui la si vede sorridente mentre scuote un tamburello, accanto a Pino, anche lui felice mentre imbraccia la chitarra. Napoli ha preparato varie iniziative, tra cui anche una sfogliatella dedicata (“il Pino”) presentata al Gambrinus.
E a Magliano in Toscana, dove riposa il corpo dell’artista, il cimitero si prepara a vivere altri giorni di pellegrinaggio intenso. Più intenso di quello che comunque avviene in tutti i giorni dell’anno, quando gli appassionati del blues metropolitano si fermano per rendere omaggio alla tomba, finita di costruire due anni fa. In molti hanno voluto lasciare un ricordo del proprio passaggio davanti alla cappella, sulla quale occhieggiano - oltre ai fiori - chitarre in miniatura, ’na tazzuella ’e cafè, un ritratto con l’amico fraterno Massimo Troisi.
Il musicista vive nel ricordo dei suoi fan ma anche, naturalmente, anche in quello dei suoi cari. E la compagna Fabiola Sciabarrasi ha pubblicato su Facebook in questi giorni una foto in bianco e nero in cui la si vede sorridente mentre scuote un tamburello, accanto a Pino, anche lui felice mentre imbraccia la chitarra. Napoli ha preparato varie iniziative, tra cui anche una sfogliatella dedicata (“il Pino”) presentata al Gambrinus.
E a Magliano in Toscana, dove riposa il corpo dell’artista, il cimitero si prepara a vivere altri giorni di pellegrinaggio intenso. Più intenso di quello che comunque avviene in tutti i giorni dell’anno, quando gli appassionati del blues metropolitano si fermano per rendere omaggio alla tomba, finita di costruire due anni fa. In molti hanno voluto lasciare un ricordo del proprio passaggio davanti alla cappella, sulla quale occhieggiano - oltre ai fiori - chitarre in miniatura, ’na tazzuella ’e cafè, un ritratto con l’amico fraterno Massimo Troisi.
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