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la polemica 

«Giuntini ha paura del confronto»

«Giuntini ha paura del confronto»

Galeotti torna all’attacco dopo il no al dibattito pubblico

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MASSA MARITTIMA. Continua la diatriba tra maggioranza e opposizione in consiglio. Dopo l’ammutinamento generale dei consiglieri durante l’ultimo consiglio comunale – che così facendo hanno impedito al capogruppo di maggioranza Gabriele Galeotti di discutere le sue undici interrogazioni all’ordine del giorno – è arrivata anche la risposta negativa per un confronto diretto.

La maggioranza si era infatti lamentata del comportamento del consigliere Galeotti e delle «continue offese che arrivano dalla lista civica Massa Comune». «Sono a chiedervi di confrontarvi direttamente con lo scrivente al riguardo di quanto sostenuto e lamentato» aveva chiesto il capogruppo di minoranza.

«La sede del confronto politico massetano è il consiglio comunale, gli argomenti sono quelli all’ordine del giorno. Non servono altri chiarimenti», hanno replicato dalla maggioranza. Oggi da parte di Galeotti arriva un’altra replica in merito all’invito rifiutato: «Chiedevo loro di farlo alla luce delle pesanti asserzioni – scrive Galeotti – Proponevo che fossero loro stessi a scegliere se il confronto dovesse essere pubblico. Il mio invito sarebbe stato indispensabile per sostenere concretamente le loro ragioni. Rinunciarvi, per contro, rappresenta l’ennesima occasione persa per dialogare e tradisce più di una motivazione». Galeotti parla adesso di una scelta strategica precisa: «Giuntini rimanda la discussione al solo consiglio comunale dove a decidere le regole è solo lui, dove può togliermi la parola quando vuole e dove lui può prendersi ogni libertà».

Per Galeotti ci sarebbe la paura di un confronto: «Dico solo che i nostri cari amministratori hanno paura di confrontarsi con me perché hanno paura di confrontarsi con le loro innumerevoli e gravissime responsabilità che io, carte alla mano, sbatterei loro in faccia. Nel vocabolario italiano si legge che è un “codardo” è colui che ha paura di affrontare le proprie responsabilità, tenta in ogni modo di nasconderle e fugge da chiunque riesca a provarle e a metterle pubblicamente in evidenza» ha concluso il capogruppo. (g.s.)

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