Il Tirreno

Grosseto

Gazebo, esercenti nel caos per i posti auto

di Elisabetta Giorgi

Il Comune convoca i tecnici dei commercianti e ribadisce l’obbligo dei parcheggi pertinenziali  

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GROSSETO. Alla fine, sulla questione dei gazebo fuori dalle mura, i 7 commercianti assegnatari di spazi si ritrovano con il cerino in mano. Ieri mattina il Comune ha convocato una riunione con i tecnici degli imprenditori interessati e ribadito la necessità che loro - se vogliono gazebo chiusi - si dotino di parcheggi pertinenziali.

La situazione è con ogni evidenza a un punto fermo, data la difficoltà – lamentata da tutti – a reperire questi posti auto pertinenziali, evidentemente obbligatori per legge. L’incontro di ieri mattina è stato convocato dal Comune di Grosseto; erano presenti 3 assessori, quello all’urbanistica Fabrizio Rossi, al patrimonio Riccardo Megale e alla polizia municipale Fausto Turbanti. Sono stati convocati i tecnici degli esercenti interessati e Ascom Confcommercio. Il Comune – da noi contattato per avere notizie – non ci ha fornito dichiarazioni e informazioni sull’incontro.

Roberta Saccani, che parla a nome di Polaroid (attività in via IV novembre) e per la quale era presente alla riunione un proprio tecnico, conferma che il Comune ha ribadito la necessità dei posti auto pertinenziali. «Situazione che io trovo assurda e ridicola – spiega – Ognuno di noi deve trovare un posto auto, ma che senso ha? »

Saccani spiega di voler approfondire meglio tutta la questione, per cui «non mi posso esprimere né in un modo né in un altro: devo documentarmi per bene. Non so se è il Comune di Grosseto a metterci in difficoltà o se il Comune non ha altro modo che fare così, se è obbligato per legge regionale o nazionale. Certo è che se le leggi esistono e mettono in difficoltà, si cambiano. Non è possibile obbligare un “barrettino” che chiede un “gazebino” di pochi metri quadrati a trovare un posto auto: è assurdo. Dove lo troviamo ora il posto auto?»

Alcuni locali hanno fondato la propria ragion d’essere sulla presenza di gazebo chiusi, e sono in grossa difficoltà per i tempi ormai andati troppi per le lunghe, nonostante le rassicurazioni dell’assessore Rossi di alcuni mesi fa, quando disse che tutto si sarebbe concluso tra novembre e dicembre. Stefano Franceschelli (di Arcimboldo in piazzetta Tripoli) è nel caos: «A dicembre non abbiamo guadagnato un euro, anzi siamo in rimessa e pensiamo che non succederà diversamente a gennaio-febbraio. I mesi freddi sono questi. Al momento siamo al lavoro in 4: io, mia moglie, mio figlio e un dipendente. Io cerco di mantenere il posto anche a quest’ultimo ma non so se ce la faccio. Ci è sparita la clientela – lamenta Franceschelli – per esempio quella delle società sportive, calcistiche. Dopo gli allenamenti prima veniva al locale ma ora, se deve stare fuori al freddo, non viene più. Né sarà facile ricostituirla. Abbiamo dovuto anche reinventarci il lavoro. Stiamo provando a fare servizio a domicilio, ma sempre in giro a portare la roba abbiamo i nostri bei problemi».

Alberto Corti, della Rosticceria in via della Pace, è un altro assegnatario che aspetta. Due sere fa «è arrivata una ventata che mi ha rotto tutti e due gli ombrelloni e mi ha fatto 1200 euro di danni». Tutto questo perché non ha ancora un gazebo chiuso, ma (appunto) ombrelloni precari.

Gabriella Orlando, direttrice di Ascom Confcommercio, lamenta le enormi difficoltà del settore. «I nostri associati stanno trovando difficoltà a reperire la disponibilità di un posto macchina e anche noi ad oggi ci chiediamo se questa fosse davvero l’unica strada possibile. Anche noi siamo in contatto con i nostri avvocati a livello regionale – dice – per approfondire e vedere se a questo punto non ci sia un’alternativa. Anche perché se le imprese fossero state avvisate subito, l’anno scorso, che questa strada avrebbe comportato la necessità di un parcheggio si sarebbero potute attivare prima». A quanto pare il Comune ha detto che metterà mano al Pum, il piano integrato di mobilità per risolvere questo problema. «Allora noi ci chiediamo, se la soluzione è la revisione del Pum, perché a questo punto non si sia proceduto subito alla variazione del Pum, nel momento in cui è stata adottata la variante al regolamento urbanistico». Perché si attende solo oggi per avviare la procedura? Il fatto che ora emerga – a fronte del caos dei parcheggi pertinenziali – che l’unico modo per fare i gazebo è farli aperti, «ha il sapore della beffa».



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