Sicurezza
Ferito a coltellate davanti ai bambini
di Francesca Gori
Commando di tre uomini incappucciati fa irruzione in un appartamento: legano le vittime poi scappano con i soldi
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GROSSETO. Le urla disperate di una donna che si era appena affacciata alla finestra le hanno sentite in tanti in quella strada del quartiere Pace dove, pochi minuti dopo, i lampeggianti delle ambulanze e quelle della polizia hanno illuminato la via. Non era tardi quando un commando composto da tre persone incappucciate ha fatto irruzione nell’appartamento. Avevano il volto coperto perché probabilmente avevano paura di essere riconosciute. Nell’abitazione che si trova in un palazzo del quartiere Pace c’erano alcune donne, un uomo e due bambine, una di un anno e mezzo e un altra di 13 anni. E l’orrore si è consumato tutto sotto i loro piccoli occhi.
I tre uomini erano infatti armati di coltelli, parlavano la loro stessa lingua e si facevano capire benissimo, urlando e impartendo loro ordini.
In pochi minuti sono riusciti a legare mani e piedi delle persone che si trovavano nell’appartamento. Non si sono fermati nemmeno davanti alla tredicenne che ha subito lo stesso identico trattamento riservato alle altre donne che erano nell’abitazione e all’uomo che in quel momento si trovava con loro. Una donna sarebbe stata ferita, ma il trattamento peggiore alla fine lo ha subito l’unico uomo che era in quella casa.
I tre del commando gli hanno chiesto più volte dove tenesse i soldi dopo aver minacciato tutte le persone che erano nell’abitazione con un coltello. Lo hanno appoggiato alla gola di ognuna di loro, dicendo che sarebbero dovute stare zitte. Che se avessero gridato, le avrebbero sgozzate. Con la lama del coltello sono passati dal collo di tutte le donne che erano in casa e anche da quello della ragazzina di 13 anni. L’unica che è stata lasciata slegata e che non ha sentito il freddo della lama sulla pelle è stata la piccolina.
L’uomo invece è stato ferito: uno dei componenti del commando di rapinatori ha infatti infilzato il coltello nella gamba dell’unico maschio presente in casa, girando la lama nella carne per farsi dire dove erano i soldi. L’uomo non lo sapeva, così i tre si sono messi a cercare ovunque. Qualche banconota e qualche moneta l’hanno trovata. Hanno preso anche alcuni oggetti che erano nell’abitazione e sono scappati.
Mezz’ora di orrore, di violenza, di paura: i tre rapinatori, almeno a sentirli parlare, sarebbero stati sudamericani come le persone che erano nell’appartamento. Una delle donne che era stata legata e imbavagliata è riuscita a liberarsi dai legacci e raggiungere la finestra dell’appartamento: è stata lei a mettersi a gridare, richiamando l’attenzione di chi era in strada a quell’ora.
È stato avvertito immediatamente il 118 e il personale della questura che è arrivato nell’appartamento con le volanti che hanno chiesto l’intervento della polizia scientifica che ha effettuato i rilievi nell’appartamento. Sul posto, sono arrivati anche gli uomini della squadra mobile della polizia che ora stanno conducendo le indagini. Il sospetto è che i tre rapinatori conoscessero le loro vittime e che sapessero che in quell’appartamento c’erano più soldi di quelli che sono stati trovati. L’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto con una profonda ferita alla coscia e anche la tredicenne è stata accompagnata in ospedale. Era sotto choc.
Bocche cucite in questura, dove gli uomini della squadra mobile sono al lavoro per tentare di dare un nome e un volte ai tre uomini incappucciati che hanno fatto irruzione nell’appartamento quando erano appena le 21 di sera, quando i vicini erano ancora a cena o avevano appena finito di mangiare. E per capire anche se dietro a quella rapina, così violenta, si nascondessero altri interessi o altre questioni rimaste in sospeso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I tre uomini erano infatti armati di coltelli, parlavano la loro stessa lingua e si facevano capire benissimo, urlando e impartendo loro ordini.
In pochi minuti sono riusciti a legare mani e piedi delle persone che si trovavano nell’appartamento. Non si sono fermati nemmeno davanti alla tredicenne che ha subito lo stesso identico trattamento riservato alle altre donne che erano nell’abitazione e all’uomo che in quel momento si trovava con loro. Una donna sarebbe stata ferita, ma il trattamento peggiore alla fine lo ha subito l’unico uomo che era in quella casa.
I tre del commando gli hanno chiesto più volte dove tenesse i soldi dopo aver minacciato tutte le persone che erano nell’abitazione con un coltello. Lo hanno appoggiato alla gola di ognuna di loro, dicendo che sarebbero dovute stare zitte. Che se avessero gridato, le avrebbero sgozzate. Con la lama del coltello sono passati dal collo di tutte le donne che erano in casa e anche da quello della ragazzina di 13 anni. L’unica che è stata lasciata slegata e che non ha sentito il freddo della lama sulla pelle è stata la piccolina.
L’uomo invece è stato ferito: uno dei componenti del commando di rapinatori ha infatti infilzato il coltello nella gamba dell’unico maschio presente in casa, girando la lama nella carne per farsi dire dove erano i soldi. L’uomo non lo sapeva, così i tre si sono messi a cercare ovunque. Qualche banconota e qualche moneta l’hanno trovata. Hanno preso anche alcuni oggetti che erano nell’abitazione e sono scappati.
Mezz’ora di orrore, di violenza, di paura: i tre rapinatori, almeno a sentirli parlare, sarebbero stati sudamericani come le persone che erano nell’appartamento. Una delle donne che era stata legata e imbavagliata è riuscita a liberarsi dai legacci e raggiungere la finestra dell’appartamento: è stata lei a mettersi a gridare, richiamando l’attenzione di chi era in strada a quell’ora.
È stato avvertito immediatamente il 118 e il personale della questura che è arrivato nell’appartamento con le volanti che hanno chiesto l’intervento della polizia scientifica che ha effettuato i rilievi nell’appartamento. Sul posto, sono arrivati anche gli uomini della squadra mobile della polizia che ora stanno conducendo le indagini. Il sospetto è che i tre rapinatori conoscessero le loro vittime e che sapessero che in quell’appartamento c’erano più soldi di quelli che sono stati trovati. L’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto con una profonda ferita alla coscia e anche la tredicenne è stata accompagnata in ospedale. Era sotto choc.
Bocche cucite in questura, dove gli uomini della squadra mobile sono al lavoro per tentare di dare un nome e un volte ai tre uomini incappucciati che hanno fatto irruzione nell’appartamento quando erano appena le 21 di sera, quando i vicini erano ancora a cena o avevano appena finito di mangiare. E per capire anche se dietro a quella rapina, così violenta, si nascondessero altri interessi o altre questioni rimaste in sospeso.
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