La manifestazione
Ucciso da un’emorragia dopo l’intervento
I primi risultati dell’autopsia sul corpo di Giuseppe Miele: l’uomo è stato soffocato dal suo sangue
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GROSSETO. I primi risultati dell’autopsia che è stata fatta sul corpo di Giuseppe Miele, 45 anni, avrebbero cominciato a spiegare quello che è successo il 27 dicembre quando l’uomo è morto sotto gli occhi della moglie e dei figli che erano a casa con lui, a Istia ponte. Miele stava cenando quando ha sentito il sapore di ferro del sangue nella sua bocca. Un’emorragia improvvisa, probabilmente causata dall’apertura di un vaso. Miele è morto soffocato dal suo sangue, che è arrivato fino ai polmoni. Ed è su questo che si confronteranno le perizie, quella di Daniele Piergiovanni dell’equipe di medicina legale dell’università Siena e dell’otorinolaringoiatra Cesare Ponticelli , incaricati dal sostituto procuratore Giuseppe Coniglio e quella del medico legale Roberto Martini insieme a Cristina Guolo con l’otorinolaringoiatra Pierguido Ciabatti di Arezzo, scelti dalla difesa dei medici.
I nomi iscritti nel registro degli indagati sono cinque: Sante De Santis (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne), Pasquale Zingariello, Zaira Maddalena Chiri ed Elisabetta Franci (difesa dall’avvocato Carlo Valle) e Fabrizio Corlianò, che ancora non ha nominato un difensore. La moglie di Miele, Eva d’Alìa, rappresentante in proprio e quale esercente potestà genitoriale del figlio minore Angelo e il figlio maggiore Aniello si sono costituiti parte civile dopo aver presentato un esposto per la morte del quarantacinquenne. L’uomo era stato operato all’ospedale di Grosseto il 12 dicembre ed era stato dimesso il giorno dopo. Avrebbe dovuto passare un periodo in convalescenza, dopo aver subito tre interventi alla gola. Il 23 dicembre era tornato in ospedale ed era stato ricoverato fino alla mattina di Natale, per poi essere visitato di nuovo il giorno della tragedia. Non c’era alcun segnale, alcun preavviso che potesse far pensare a un epilogo del genere. Miele era a cena quando ha cominciato a tossire e sputare sangue. Dai primi risultati dell’autopsia sembra comunque che l’intervento al quale era stato sottoposto sia stato fatto seguendo tutti i protocolli, così come tutte le visite successive alle quali era stato sottoposto. Quello che il sostituto procuratore ha chiesto ai consulenti di capire è se quell’emorragia sia stata causata da un errore medico o da una complicanza insorta nel periodo di convalescenza. Il 23 dicembre Miele era tornato in ospedale perché aveva cominciato a perdere sangue dopo un colpo di tosse. Il 27 è successa la stessa cosa: un colpo di tosse, l’emorragia e il sangue che ha soffocato Miele.
Francesca Gori
I nomi iscritti nel registro degli indagati sono cinque: Sante De Santis (difeso dall’avvocato Ugo Ledonne), Pasquale Zingariello, Zaira Maddalena Chiri ed Elisabetta Franci (difesa dall’avvocato Carlo Valle) e Fabrizio Corlianò, che ancora non ha nominato un difensore. La moglie di Miele, Eva d’Alìa, rappresentante in proprio e quale esercente potestà genitoriale del figlio minore Angelo e il figlio maggiore Aniello si sono costituiti parte civile dopo aver presentato un esposto per la morte del quarantacinquenne. L’uomo era stato operato all’ospedale di Grosseto il 12 dicembre ed era stato dimesso il giorno dopo. Avrebbe dovuto passare un periodo in convalescenza, dopo aver subito tre interventi alla gola. Il 23 dicembre era tornato in ospedale ed era stato ricoverato fino alla mattina di Natale, per poi essere visitato di nuovo il giorno della tragedia. Non c’era alcun segnale, alcun preavviso che potesse far pensare a un epilogo del genere. Miele era a cena quando ha cominciato a tossire e sputare sangue. Dai primi risultati dell’autopsia sembra comunque che l’intervento al quale era stato sottoposto sia stato fatto seguendo tutti i protocolli, così come tutte le visite successive alle quali era stato sottoposto. Quello che il sostituto procuratore ha chiesto ai consulenti di capire è se quell’emorragia sia stata causata da un errore medico o da una complicanza insorta nel periodo di convalescenza. Il 23 dicembre Miele era tornato in ospedale perché aveva cominciato a perdere sangue dopo un colpo di tosse. Il 27 è successa la stessa cosa: un colpo di tosse, l’emorragia e il sangue che ha soffocato Miele.
Francesca Gori
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