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Grosseto

Rischi per la salute, l’esito dello studio

Rischi per la salute, l’esito dello studio

Dopo la sentenza del Tar dell’anno scorso la direzione dell’azienda ha incaricato tre esperti

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SCARLINO. Indagine epidemiologica e soluzioni per evitare che i contaminanti rilasciati nel canale Solmine possano depositarsi sui sedimenti delle rive. Questi i due punti su cui Scarlino Energia ha lavorato a seguito della sentenza del Tar del luglio 2017 relativa all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata dalla Regione nel 2015, nella parte in cui accoglie i ricorsi dei Comuni di Follonica e Scarlino e dei comitati ambientalisti.

Per la salute pubblica l’azienda ha presentato una relazione tecnica firmata da tre esperti del settore, dove si precisa che «tutti i tipi di tumore apparsi in lieve eccesso in confronto a quanto ci si aspetterebbe nella Regione Toscana, come risulta dai dati dell’Ispo e dell’Asl 9 di Grosseto, vedono nella loro genesi un coacervo di molteplici fattori, alcuni dei quali possono essere ricondotti a esposizioni di tipo ambientale». Insomma le cause sono molte e non dipendono solo dal territorio circostante. Il metodo utilizzato dagli esperti è la valutazione a priori dell’impatto delle emissioni dell’impianto, in base ai dati quantitativi di possibile esposizione disponibili, e cioè quelli prodotti dalla società D’Appolonia per Scarlino Energia nel marzo 2015, presenti nello studio di impatto ambientale che e stato sottoposto alle autorità competenti per il rilascio dell’Aia. Ed ecco il risultato. «In conclusione, per le sostanze a possibile azione oncogena (diossine, cadmio, arsenico, cromo, nichel), che verranno emesse dal termovalorizzatore di Scarlino Energia, l’applicazione della metodologia indica che non viene superato il valore di riferimento del rischio. Per quanto riguarda le polveri fini indica invece che il numero di casi aggiuntivi annui di tumore del polmone, nel caso di emissioni massime (valore massimo autorizzato), potrà essere a Follonica di 0,004215 casi, a Scarlino di 0,00075 casi, e a Gavorrano di 0,00171 casi. Qualora si considerino invece i valori di emissione reale, il numero di casi aggiuntivi annui di tumore del polmone potrà essere a Follonica di 0,000339 casi, a Scarlino di 0,0000604 casi, ed a Gavorrano di 0,000137 casi. Si può escludere in termini di “ragionevole probabilità” (come recita la sentenza del Tar) che l’impianto possa avere un ruolo nel determinare l’aumento di alcune patologie tumorali nell’area di ricaduta delle sue emissioni da enti pubblici negli ultimi anni trascorsi». (p.v.)

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