Il dolore
il canale solmine
Monitoraggio e lavori per rimuovere i sedimenti
SCARLINO. E per quanto riguarda il canale Solmine, Scarlino Energia propone l’aumento dei monitoraggi e l’eventuale rimozione dei sedimenti. «Al fine di una proposta a quanto evidenziato dalla...
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SCARLINO. E per quanto riguarda il canale Solmine, Scarlino Energia propone l’aumento dei monitoraggi e l’eventuale rimozione dei sedimenti. «Al fine di una proposta a quanto evidenziato dalla sentenza relativamente al canale, sono state individuate diverse soluzioni che vengono descritte analizzandone la rispondenza alla richiesta e la loro fattibilità tecnica ed economica».
La prima riguarda il ripristino dell’impermeabilizzazione del canale emissario per tutta la lunghezza dello stesso (circa 3,8 chilometri). «Si tratta di un intervento importante per la fattibilità, i tempi di realizzazione e i costi», si legge nel documento.
La seconda opzione è la messa in opera di un’idonea tubazione in sostituzione del canale. Anche per questo intervento sono da valutare con attenzione la fattibilità, i tempi di realizzazione e i costi, sempre secondo Scarlino Energia. Terza proposta, quella ritenuta idonea dall’azienda, riguarda monitoraggi e interventi di rimozione dei sedimenti. «Il monitoraggio sarà finalizzato all’individuazione della zona eventualmente contaminata con l’intensificazione delle periodicità dei controlli e, dopo una valutazione dei risultati, con eventuale implementazione dei punti di campionamento – si legge - Il monitoraggio sarà effettuato con cadenza bimestrale per i primi due anni di marcia su campioni superficiali di sedimenti in contemporanea con la frequenza bimestrale del monitoraggio dei fanghi provenienti dal trattamento delle acque di abbattimento fumi. Questo consentirà di implementare la disponibilità dei dati. E previsto un campionamento dei sedimenti alla foce prima della ripresa delle attività. In via precauzionale si provvederà comunque, almeno per i primi due anni, alla rimozione annuale dei sedimenti alla foce del canale in area individuata e maggiormente interessata dalla sedimentazione».
La prima riguarda il ripristino dell’impermeabilizzazione del canale emissario per tutta la lunghezza dello stesso (circa 3,8 chilometri). «Si tratta di un intervento importante per la fattibilità, i tempi di realizzazione e i costi», si legge nel documento.
La seconda opzione è la messa in opera di un’idonea tubazione in sostituzione del canale. Anche per questo intervento sono da valutare con attenzione la fattibilità, i tempi di realizzazione e i costi, sempre secondo Scarlino Energia. Terza proposta, quella ritenuta idonea dall’azienda, riguarda monitoraggi e interventi di rimozione dei sedimenti. «Il monitoraggio sarà finalizzato all’individuazione della zona eventualmente contaminata con l’intensificazione delle periodicità dei controlli e, dopo una valutazione dei risultati, con eventuale implementazione dei punti di campionamento – si legge - Il monitoraggio sarà effettuato con cadenza bimestrale per i primi due anni di marcia su campioni superficiali di sedimenti in contemporanea con la frequenza bimestrale del monitoraggio dei fanghi provenienti dal trattamento delle acque di abbattimento fumi. Questo consentirà di implementare la disponibilità dei dati. E previsto un campionamento dei sedimenti alla foce prima della ripresa delle attività. In via precauzionale si provvederà comunque, almeno per i primi due anni, alla rimozione annuale dei sedimenti alla foce del canale in area individuata e maggiormente interessata dalla sedimentazione».
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