Il Tirreno

Grosseto

Dieci anni all’insegna del “senza glutine”

Greco (Il Carrettino) ha vinto la sfida lanciata con se stesso. «All’inizio c’era tanto scetticismo»

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GROSSETO. Un ristorante che propone menù vari ed assortiti fatti solo con prodotti senza glutine festeggia il decennale di attività.

È Il Carrettino, di via Bengasi 13 a Grosseto, che in questi giorni ha spento dieci candeline grazie alla competenza ed alla professionalità del titolare Andrea Greco che nel dicembre 2007 ha voluto lanciare una sfida a se stesso mettendo sul piatto dei clienti buon cibo ma senza ingredienti che possano scatenare intolleranze alimentari. La scelta di puntare tutto sui prodotti senza glutine è frutto di una particolare esperienza personale. «Ho sofferto di obesità e quindi sono piuttosto sensibile ai problemi legati all’alimentazione – dice il titolare – mi sono fatto aiutare per superarla e vivere meglio con me stesso».

Due anni prima di aprire il ristorante Andrea conosce una donna con cui convive per un po’ e che ha una figlia celiaca. «La bambina ne risentiva anche nell’umore, per cui iniziai a prepararle con attenzione alimenti senza glutine e vederla stare bene e sorridere per me è stato bellissimo». Qui scocca la scintilla: da lì a poco inizia l’avventura de Il Carrettino, un locale che oggi conta 14 tavoli per circa 50 posti, quattro dipendenti fra cucina e servizio alla clientela. «Per me è fondamentale vedere una famiglia felice che viene qui e mangia bene». Ed il menu’? Vario, anche da asporto. «Puntiamo – spiega Andrea – su un misto di assaggi, dalle sarde a beccafico alla caponata fino alla parmigiana di melanzane con sughetti ed aromi nostrani, frutta secca, cioccolata: tutte ricette e prodotti della tradizione siciliana ma proposti in versione moderna come il tortello pistacchioso che presenta ingredienti maremmani come la ricotta per i cannoli».

Palermitano di origine, Andrea ci accoglie nel suo locale e dall’arredo si capisce come ci sia un forte legame con la sua terra natìa, la Sicilia: quadretti con fotografie in bianco e nero di scorci di Palermo, di nonni e trisavoli della famiglia, mensole su cui si trovano utensili che venivano usati un tempo in cucina ed in campagna, tanti esemplari in varie forme del carrettino, uno dei simboli di un economia storicamente agricola come quella sicula ed il nome del ristorante. Ed appese alla soffitta, uno splendido lampadario in legno ed una zucchina, la più grande del mondo. «Non inserita nel Guinness dei primati – aggiunge Andrea – perché quando l’abbiamo proposta per il riconoscimento non era attaccata alla pianta». Ma non è stato facile convincere il pubblico, un po’ di scetticismo generale c’era, tanto che in una lavagnetta appesa ad una delle pareti lui riporta una simbolica frase: «Abbiamo aperto un ristorante 10 anni fa 100% senza glutine e tutti ci hanno preso per matti, poi abbiamo aperto anche una pasticceria … perciò saremo anche matti ma ci abbiamo visto bene, mi sembra. Grazie a tutti!».

Non si dimentica mai da dove si è partiti, per cui ecco pronta la seconda chicca: il bar-pasticceria Il Carrettino di via Monterosa 6, altro fiore all’occhiello di Andrea, di cui è proprietario insieme alla famiglia. «Ho iniziato ad imparare questo mestiere a sette anni – racconta – ed è diventato il mio lavoro da quando ne ho quattordici ma l’idea di aprire un ristorante siciliano era viva ed eccoci qua a raccontare cosa abbiamo fatto di buono dopo dieci anni».

E non poteva mancare una forma di riconoscenza a Grosseto: un bell’affresco dietro al bancone riprende l’immagine della fortezza del Cassero e delle mura medicee con affisse alcune piccole bandierine rosanero, colore simbolo del capoluogo siciliano. «La mia città che si trasferisce in Maremma, la prima terra che un siciliano possa scegliere dopo la sua – perfetto per clima e territorio».

Stefano Fabbroni

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