Sicurezza
feste sulla neve
Confesercenti «La montagna amiatina fa la sua parte»
MONTE AMIATA. Anche la montagna amiatina fa la sua parte sul fronte del turismo. Confesercenti tira le somme del 2017 per cui si è registrato «un incremento di presenze per il cenone di Capodanno;...
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MONTE AMIATA. Anche la montagna amiatina fa la sua parte sul fronte del turismo. Confesercenti tira le somme del 2017 per cui si è registrato «un incremento di presenze per il cenone di Capodanno; molti ristoratori – sottolineano dall’associazione di categoria – hanno avuto il tutto esaurito e tanti operatori della ricezione registrano prenotazioni anche di qualche giorno fino all’Epifania». Per queste festività natalizie, il meteo ha contribuito al buon risultato: la neve ha invogliato a trascorrere qualche giorno sulle piste da sci e nei dintorni.
A godere di questo incremento sono soprattutto i ristoratori. Resta invece stabile il dato per gli albergatori, che non hanno rilevato cambiamenti rispetto al 2016. «Molti esercenti parlano di un’onda lunga – dettaglia Confesercenti – che si è protratta sino ad ottobre e che andrà avanti ancora per qualche giorno». Il meteo “da neve” ha dato una mano alle località montane, per le quali, in Italia, si parla di un aumento dei flussi del 2, 2%.
Gli operatori fanno di tutto per intercettare la domanda, ma lo slancio del settore continua ad essere zavorrato dalla promozione non ancora all’altezza, dai deficit logistici, dai margini d’impresa corrosi da costi burocratici e fiscali: i turisti, in Italia, sono tassati più che in altri Paesi; «Serve un piano di promozione che consenta di andare oltre il turismo mordi-e-fuggi».
A godere di questo incremento sono soprattutto i ristoratori. Resta invece stabile il dato per gli albergatori, che non hanno rilevato cambiamenti rispetto al 2016. «Molti esercenti parlano di un’onda lunga – dettaglia Confesercenti – che si è protratta sino ad ottobre e che andrà avanti ancora per qualche giorno». Il meteo “da neve” ha dato una mano alle località montane, per le quali, in Italia, si parla di un aumento dei flussi del 2, 2%.
Gli operatori fanno di tutto per intercettare la domanda, ma lo slancio del settore continua ad essere zavorrato dalla promozione non ancora all’altezza, dai deficit logistici, dai margini d’impresa corrosi da costi burocratici e fiscali: i turisti, in Italia, sono tassati più che in altri Paesi; «Serve un piano di promozione che consenta di andare oltre il turismo mordi-e-fuggi».
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