Il Tirreno

Grosseto

Abbattuti ventotto cinghiali

di Fiora Bonelli
Abbattuti ventotto cinghiali

Saturnia, i cacciatori imbracciano i fucili per tutelare la biodiversità: «Dove passano fanno razzìa»

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SATURNIA. Una squadra di cacciatori di Saturnia con l’aiuto di una sola cagnetta da caccia di proprietà di Massimiliano Dionisi uccide 28 cinghiali in due piccoli appezzamenti a Pian di Palma di 6–7 ettari, zona di ripopolamento e cattura (Zrc), dove cioè la legge prevede un piano di abbattimenti limitato con l’ausilio di un solo cane.

Sono zone, le Zrc, in cui le battute venatorie sono ammesse per proteggere le specie animali che coesistono in un “regime” di biodiversità e dove, dunque, solo in casi estremi, si consente la caccia al cinghiale. «Dentro questo terreno – spiega Virgilio Manini che ha partecipato alla battuta del 2 gennaio – io ho appezzamenti inutilizzabili per la distruzione che riescono a fare questi animali. La caccia di 28 cinghiali in un’area così piccola dà la portata del fenomeno. Dove passano loro, è una tragedia: distruggono tutto ciò che si può distruggere. E le biodiversità che dovrebbero essere protette nelle Zrc spariscono, invece. I cinghiali si mangiano le covate degli animali minori, siano fagiani, quaglie o starne. Spariscono i piccoli degli animali che hanno partorito e le covate di quelli che nidificano. Sterminano campi, mettono a rischio la circolazione. Aver trovato 28 capi in un terreno così poco esteso dovrebbe segnalare a chi di dovere i rischi che si corrono».

La battuta di caccia, dunque, è avvenuta nel rispetto dei limiti che la legge prevede per le Zrc, compresa la prescrizione dell’utilizzo di un solo cane: la squadra di Saturnia si è affidata al cane di Dionisi, una segugia da cinghiale, che da sola ha faticato parecchio per smuovere il branco.

«Le istituzioni – incalza Manini – devono mettersi una mano sulla coscienza; su questo problema, come ha di recente ha detto il presidente di Confagricoltura Attilio Tocchi, occorre lavorarci da subito».

L’appello di Manini e la caccia grossa della sua squadra, arrivano dopo tante segnalazioni da ogni parte della provincia: da Monte Labro Giacomo Franceschelli ha acceso i riflettori di recente documentando anche con fotografie gli eserciti di cinghiali e la distruzione dei suoi seminativi; stessa situazione sulla laguna di Orbetello, a Patanella e nella zona ex Montecatini dove già nel 2016 furono collocate quattro gabbie per la cattura dei cinghiali per evitare danneggiamenti alle colture agricole e la predazione nei nidi degli acquatici.

C’è poi la presenza – pericolosa – di questi animali nei centri cittadini: a Castiglione della Pescaia o nei castagneti adiacenti a Arcidosso e Santa Fiora o nei vigneti fra Castel del Piano, Montegiovi e Seggiano dove spesso sono stati avvistati e dove hanno distrutto culture di pregio. I cinghiali sono arrivati anche a fare il bagno a Follonica in pieno agosto, o a scorrazzare nei parchi cittadini della città del Golfo. Cinghiali a Rocchette, a giugno sulla spiaggia. Per questa emergenza, è attivo da qualche anno il gruppo di chi ha subito incidenti stradali a causa dei cinghiali, guidato da Claudio Ceroni che sta lavorando al fenomeno con proposte concrete.

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