Proteste
scarlino
Scuole trasferite, il sindaco replica
Abitanti preoccupati per il paese, Stella: altri modi per rivitalizzarlo
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SCARLINO. «Ci sono altri mezzi per rivitalizzare i piccoli borghi, come la defiscalizzazione o gli alberghi diffusi. Qualche intervento è già stato fatto; vorremmo estendere alcuni interventi per dare più servizi a chi viene ad abitare a Scarlino».
Il sindaco Marcello Stella difende la difende la scelta di chiudere le scuole medie in paese e trasferire gli alunni (circa 50 ad oggi) a Scarlino Scalo e rimanda ai mittenti l’accusa di creare – con questa mossa – un danno all’economia, al tessuto sociale e alla sopravvivenza stessa del paese.
Lo fa ai microfoni di Tv9, rispondendo a distanza alle critiche sollevate sul Tirreno nei giorni scorsi dagli abitanti timorosi di perdere – oltre a un servizio per i ragazzi – un punto di riferimento sociale e una leva per l’economia e la sopravvivenza stessa del paese. Un gruppo di Scarlinesi ha scritto al primo cittadino una lettera aperta per lanciare un duro j’accuse all’amministrazione e al sindaco Stella, colpevoli, a loro dire, di infliggere l’ennesimo colpo al paese, già fiaccato dalla continua perdita di abitanti e di servizi.
Come è noto la scuola media, in via Citerni, a settembre sarà trasferita a Scarlino Scalo in una nuova sede. Nel borgo storico resteranno le scuole elementari, che saranno trasferite nei locali fino ad oggi delle medie, mentre tutti gli alunni e le alunne dovranno essere trasferiti allo Scalo.
Le famiglie sono furiose. Troppo il disagio per i ragazzi, ma anche l’amarezza nel vedere stoppare un progetto educativo apprezzato da tutti.
E anche chi gestisce un’attività a Scarlino non l’ha presa molto bene. Il timore – per molti è una certezza – è che perdendo anche il piccolo, ma prezioso indotto delle merende per i ragazzi, dei pranzi per i professori, del piccolo commercio legato alla scuola, l’economia del paese subisca un ulteriore colpo, contribuendo a far morire un altro pezzo di questa comunità che ha perso, negli ultimi anni, molti servizi, buona parte della popolazione, eventi storici come le Carrire del 19. Insomma, per chi si oppone alla chiusura della scuola media, l’orizzonte che si profila a settembre è quello di un ennesimo attacco alla sopravvivenza del paese.
«Certo i cambiamenti sono molte volte difficili nella prima fase ma mi auguro che quando tutto sarà a regime ci sia un reale beneficio per tutti – replica Stella –. La scuola è un elemento cardine per la nostra amministrazione e la scuola e la didattica devono essere privilegiate».
Intanto ieri in paese è arrivata anche una troupe del telegiornale della Rai che ha dedicato alla notizia un servizio, intervistando genitori, esercenti e lo stesso sindaco e raccogliendo umori e preoccupazioni sia in paese che a Scarlino Scalo.
Francesca Ferri
Il sindaco Marcello Stella difende la difende la scelta di chiudere le scuole medie in paese e trasferire gli alunni (circa 50 ad oggi) a Scarlino Scalo e rimanda ai mittenti l’accusa di creare – con questa mossa – un danno all’economia, al tessuto sociale e alla sopravvivenza stessa del paese.
Lo fa ai microfoni di Tv9, rispondendo a distanza alle critiche sollevate sul Tirreno nei giorni scorsi dagli abitanti timorosi di perdere – oltre a un servizio per i ragazzi – un punto di riferimento sociale e una leva per l’economia e la sopravvivenza stessa del paese. Un gruppo di Scarlinesi ha scritto al primo cittadino una lettera aperta per lanciare un duro j’accuse all’amministrazione e al sindaco Stella, colpevoli, a loro dire, di infliggere l’ennesimo colpo al paese, già fiaccato dalla continua perdita di abitanti e di servizi.
Come è noto la scuola media, in via Citerni, a settembre sarà trasferita a Scarlino Scalo in una nuova sede. Nel borgo storico resteranno le scuole elementari, che saranno trasferite nei locali fino ad oggi delle medie, mentre tutti gli alunni e le alunne dovranno essere trasferiti allo Scalo.
Le famiglie sono furiose. Troppo il disagio per i ragazzi, ma anche l’amarezza nel vedere stoppare un progetto educativo apprezzato da tutti.
E anche chi gestisce un’attività a Scarlino non l’ha presa molto bene. Il timore – per molti è una certezza – è che perdendo anche il piccolo, ma prezioso indotto delle merende per i ragazzi, dei pranzi per i professori, del piccolo commercio legato alla scuola, l’economia del paese subisca un ulteriore colpo, contribuendo a far morire un altro pezzo di questa comunità che ha perso, negli ultimi anni, molti servizi, buona parte della popolazione, eventi storici come le Carrire del 19. Insomma, per chi si oppone alla chiusura della scuola media, l’orizzonte che si profila a settembre è quello di un ennesimo attacco alla sopravvivenza del paese.
«Certo i cambiamenti sono molte volte difficili nella prima fase ma mi auguro che quando tutto sarà a regime ci sia un reale beneficio per tutti – replica Stella –. La scuola è un elemento cardine per la nostra amministrazione e la scuola e la didattica devono essere privilegiate».
Intanto ieri in paese è arrivata anche una troupe del telegiornale della Rai che ha dedicato alla notizia un servizio, intervistando genitori, esercenti e lo stesso sindaco e raccogliendo umori e preoccupazioni sia in paese che a Scarlino Scalo.
Francesca Ferri
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