Lutto
Pesce senza etichetta Nei guai fornitori e cuochi
di Andrea Capitani
Multe per 8.500 euro a tre ristoratori, un grossista e un ambulante del mercato Sanzionati per 12mila euro due pescherecci: hanno sconfinato in aree interdette
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GROSSETO. Novantaduemila euro di sanzioni, 2.700 chili di prodotti sequestrati e sei tonnellate di merce ritirata dal mercato. Sono i dati regionali dell’operazione condotta a livello nazionale dal comando generale delle capitanerie di porto, denominata “Dirty Market”e che ha toccato anche la Maremma.
La campagna si è svolta in queste festività natalizie, è stata coordinata in Toscana dalla direzione marittima di Livorno – 2° centro controllo Area Pesca ed è stata eseguita dal personale ispettivo di tutti i 26 uffici marittimi della regione, isole comprese. Diverse ispezioni hanno riguardato l’intera provincia di Grosseto: i militari dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano, con il personale delle articolazioni territoriali, hanno sequestrato 21 chili di prodotto ittico per più di 8.500 euro di sanzioni a cinque operatori commerciali. In particolare, a tre ristoratori sono state contestate violazioni per la mancanza di documentazione di tracciabilità dei prodotti ittici riscontrati all’interno dei locali. Guai anche per una società di ingrosso e un ambulante del mercato ittico. Le zone interessate sono quelle di Porto Ercole, Grosseto città e Castiglione della Pescaia, dove sono state controllate attività con prodotti ittici di vario senza etichettatura o senza la documentazione completa per la tracciabilità.
Attraverso il monitoraggio dalla sala operativa dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano sui sistemi informatici e satellitari in dotazione, sono state fatte sanzioni di 12mila euro complessivi a due pescherecci che non hanno costantemente assicurato la corretta trasmissione dei dati relativi alla propria posizione in mare: si tratta di un espediente talvolta utilizzato come tentativo di elusione dei controlli; sono stati sanzionati anche per aver navigato in aree marine soggette a misure di restrizione dell’attività di pesca, con rotte e velocità difformi da quelle espressamente disposte dalle normative europea e nazionale. Si tratta di dati rilevati attraverso i segnali satellitari che arrivano direttamente al centro operativo.
Nel complesso dell’operazione “Dirty Market” sono stati impegnati oltre 40 militari e 13 motovedette su tutto il territorio regionale, che hanno effettuato 736 controlli dai quali sono scaturiti 62 illeciti e 41 sequestri, tra attrezzature da pesca e prodotti ittici.
In mare, le ispezioni hanno riguardato le attività di pesca degli operatori professionali e sportivi; a terra, sono stati effettuati controlli in banchina, sulle operazioni di sbarco e sulla registrazione del pescato; sul territorio, infine, sono state passate al setaccio le operazioni di trasporto, di distribuzione, vendita all’ingrosso e al dettaglio e somministrazione dei prodotti ittici.
Le attività di vigilanza per la prevenzione e la repressione degli illeciti in materia di pesca andranno avanti anche nei prossimi giorni, per prevenire e reprimere comportamenti illegali che pregiudichino le risorse e la sicurezza dei consumatori.
La Guardia Costiera ricorda inoltre l’importanza del numero per le emergenze in mare 1530, attivo 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno, su tutto il territorio nazionale, per richiedere l’intervento immediato della Capitaneria di porto più vicina.
La campagna si è svolta in queste festività natalizie, è stata coordinata in Toscana dalla direzione marittima di Livorno – 2° centro controllo Area Pesca ed è stata eseguita dal personale ispettivo di tutti i 26 uffici marittimi della regione, isole comprese. Diverse ispezioni hanno riguardato l’intera provincia di Grosseto: i militari dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano, con il personale delle articolazioni territoriali, hanno sequestrato 21 chili di prodotto ittico per più di 8.500 euro di sanzioni a cinque operatori commerciali. In particolare, a tre ristoratori sono state contestate violazioni per la mancanza di documentazione di tracciabilità dei prodotti ittici riscontrati all’interno dei locali. Guai anche per una società di ingrosso e un ambulante del mercato ittico. Le zone interessate sono quelle di Porto Ercole, Grosseto città e Castiglione della Pescaia, dove sono state controllate attività con prodotti ittici di vario senza etichettatura o senza la documentazione completa per la tracciabilità.
Attraverso il monitoraggio dalla sala operativa dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano sui sistemi informatici e satellitari in dotazione, sono state fatte sanzioni di 12mila euro complessivi a due pescherecci che non hanno costantemente assicurato la corretta trasmissione dei dati relativi alla propria posizione in mare: si tratta di un espediente talvolta utilizzato come tentativo di elusione dei controlli; sono stati sanzionati anche per aver navigato in aree marine soggette a misure di restrizione dell’attività di pesca, con rotte e velocità difformi da quelle espressamente disposte dalle normative europea e nazionale. Si tratta di dati rilevati attraverso i segnali satellitari che arrivano direttamente al centro operativo.
Nel complesso dell’operazione “Dirty Market” sono stati impegnati oltre 40 militari e 13 motovedette su tutto il territorio regionale, che hanno effettuato 736 controlli dai quali sono scaturiti 62 illeciti e 41 sequestri, tra attrezzature da pesca e prodotti ittici.
In mare, le ispezioni hanno riguardato le attività di pesca degli operatori professionali e sportivi; a terra, sono stati effettuati controlli in banchina, sulle operazioni di sbarco e sulla registrazione del pescato; sul territorio, infine, sono state passate al setaccio le operazioni di trasporto, di distribuzione, vendita all’ingrosso e al dettaglio e somministrazione dei prodotti ittici.
Le attività di vigilanza per la prevenzione e la repressione degli illeciti in materia di pesca andranno avanti anche nei prossimi giorni, per prevenire e reprimere comportamenti illegali che pregiudichino le risorse e la sicurezza dei consumatori.
La Guardia Costiera ricorda inoltre l’importanza del numero per le emergenze in mare 1530, attivo 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno, su tutto il territorio nazionale, per richiedere l’intervento immediato della Capitaneria di porto più vicina.
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