Sicurezza
SCUOLA
Il pasticcio delle “Gae” Prof di nuovo in piazza
GROSSETO. Maestri e prof sono di nuovo sul piede di guerra. Parliamo non solo dei precari ma anche di chi era riuscito quest’anno a portare a casa un contratto a tempo indeterminato, un posto “di...
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GROSSETO. Maestri e prof sono di nuovo sul piede di guerra. Parliamo non solo dei precari ma anche di chi era riuscito quest’anno a portare a casa un contratto a tempo indeterminato, un posto “di ruolo” come si dice nella scuola. Gli insegnanti maremmani si sono dati appuntamento questa mattina – dalle 10 – davanti alla Prefettura di Siena dove si svolgerà un presidio sostenuto da alcune sigle dei sindacati della scuola tra cui Cisl Frua Grosseto-Siena (oltreché, Flc Cgil Siena, Uil Scuola Rua Arezzo-Siena e Snals Confsal Siena).
Il fulmine a ciel sereno è l’effetto di una sentenza del Consiglio di Stato (la n. 11/2017) che ha stabilito che il diploma magistrale non dà diritto a “stazionare” nelle cosiddette graduatorie Gae, le “graduatorie ad esaurimento”, che sono su base provinciale e nelle quali figurano i docenti che attendono di essere assunti a tempo indeterminato perché hanno titolo per aspirare alla stabilizzazione. Il Consiglio di Stato ha sentenziato che chi ha (solo) il diploma magistrale lì non può stare. Che succede dunque a costoro? Se figura nelle Gae e attualmente ha un contratto, rischia la rescissione del contratto a tempo determinato (non nell’immediato); chi è a casa e in attesa di un posto, invece, rischia di essere “retrocesso” nelle cosiddette graduatorie di seconda fascia dalle quali si può aspirare solo a supplenze ma non ad un impiego “di ruolo”. La sentenza del Consiglio di Stato non intacca invece il valore abilitante del diploma che consentirà comunque di accedere al concorso pubblico.
Si tratta dunque di una questione di status nazionale per la quale non si escludono effetti anche in Maremma; ecco un dato su tutti: nelle graduatorie Gae della Provincia di Grosseto solo per la scuola primaria figurano 236 insegnanti di cui 214 sono inseriti lì ma con “ricorso pendente” anche se non è detto che tutti i ricorsi abbiano a che vedere con “la questione del diploma”.
«È una vicenda complicata – valuta Stefano Rosini, di orgoglioprecario. it – che richiederebbe serietà e lungimiranza. Chiunque si occupa di scuola sa che il tema del reclutamento dell’infanzia e della primaria è assai complesso. Per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, per esempio, servirà un piano di formazione e di reclutamento e una fase transitoria che tengano insieme le esigenze dei precari storici che hanno vinto un concorso venti anni fa e ancora aspettano il ruolo – dettaglia Rosini – dei laureati che hanno studiato anni per entrare in classe, degli abilitati di II fascia e dei giovani che vorranno fare questo lavoro». Il rischio infatti è di mettere un insegnate contro l’altro. Un bel pasticcio.
Giovanna Mezzana
Il fulmine a ciel sereno è l’effetto di una sentenza del Consiglio di Stato (la n. 11/2017) che ha stabilito che il diploma magistrale non dà diritto a “stazionare” nelle cosiddette graduatorie Gae, le “graduatorie ad esaurimento”, che sono su base provinciale e nelle quali figurano i docenti che attendono di essere assunti a tempo indeterminato perché hanno titolo per aspirare alla stabilizzazione. Il Consiglio di Stato ha sentenziato che chi ha (solo) il diploma magistrale lì non può stare. Che succede dunque a costoro? Se figura nelle Gae e attualmente ha un contratto, rischia la rescissione del contratto a tempo determinato (non nell’immediato); chi è a casa e in attesa di un posto, invece, rischia di essere “retrocesso” nelle cosiddette graduatorie di seconda fascia dalle quali si può aspirare solo a supplenze ma non ad un impiego “di ruolo”. La sentenza del Consiglio di Stato non intacca invece il valore abilitante del diploma che consentirà comunque di accedere al concorso pubblico.
Si tratta dunque di una questione di status nazionale per la quale non si escludono effetti anche in Maremma; ecco un dato su tutti: nelle graduatorie Gae della Provincia di Grosseto solo per la scuola primaria figurano 236 insegnanti di cui 214 sono inseriti lì ma con “ricorso pendente” anche se non è detto che tutti i ricorsi abbiano a che vedere con “la questione del diploma”.
«È una vicenda complicata – valuta Stefano Rosini, di orgoglioprecario. it – che richiederebbe serietà e lungimiranza. Chiunque si occupa di scuola sa che il tema del reclutamento dell’infanzia e della primaria è assai complesso. Per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, per esempio, servirà un piano di formazione e di reclutamento e una fase transitoria che tengano insieme le esigenze dei precari storici che hanno vinto un concorso venti anni fa e ancora aspettano il ruolo – dettaglia Rosini – dei laureati che hanno studiato anni per entrare in classe, degli abilitati di II fascia e dei giovani che vorranno fare questo lavoro». Il rischio infatti è di mettere un insegnate contro l’altro. Un bel pasticcio.
Giovanna Mezzana
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