Sicurezza
LA POLEMICA
Il consigliere Galeotti attacca la “maxisocietà” della salute
MASSA MARITTIMA. «Come farà l'unico direttore con sede a Grosseto a occuparsi delle problematiche di tutti i Comuni?», si chiede il capogruppo di Massa Comune Gabriele Galeotti: la nuova società...
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MASSA MARITTIMA. «Come farà l'unico direttore con sede a Grosseto a occuparsi delle problematiche di tutti i Comuni?», si chiede il capogruppo di Massa Comune Gabriele Galeotti: la nuova società della salute Coeso, che riunisce al suo interno le tre già esistenti, non piace al consigliere massetano che parla di «assetti disegnati sulla base di scelte e opportunità politiche di territorio che dovrebbero garantire i servizi sociali e socio sanitari alla popolazione residente».
«Nessuna pianificazione, rilevazione delle prestazioni, nessuna informazione da anni sui servizi erogati, sui bisogni della popolazione, sugli investimenti nei vari settori – spiega Galeotti – Mai visto un bilancio, mai vista una relazione in merito alle attività, mai rilevato e conosciuto un monitoraggio su cosa si fa per le emergenze sociali e sul welfare in genere. E si assisterà a una centralizzazione dei servizi dove i Comuni come il nostro, e molti altri ai quali vengono assegnate quote irrilevanti ai fini delle decisioni, si troveranno a subirle. E come avviene per Acquedotto del Fiora, Sei ed altro, a fare da spettatori».
La paura è quella di lasciare dei vuoti all'interno del territorio: «Il servizio di psichiatria è presente ormai solo a Grosseto con ricoveri delle situazioni più gravi a Siena, la neuropsichiatria infantile è part-time e non riesce neanche a coprire le esigenze segnalate, le assistenti sociali (ve ne erano 2 a Massa) sono in numero ridotto e spesso a tempo determinato, la Casa della Salute che doveva essere il punto di riferimento del territorio per i cittadini non esiste e c’è da dubitare che funzioni anche se realizzata se non come una cosa meramente formale». Per Galeotti si tratta di una strada sbagliata che porterà «all'abbandono delle zone periferiche al loro destino».
«Nessuna pianificazione, rilevazione delle prestazioni, nessuna informazione da anni sui servizi erogati, sui bisogni della popolazione, sugli investimenti nei vari settori – spiega Galeotti – Mai visto un bilancio, mai vista una relazione in merito alle attività, mai rilevato e conosciuto un monitoraggio su cosa si fa per le emergenze sociali e sul welfare in genere. E si assisterà a una centralizzazione dei servizi dove i Comuni come il nostro, e molti altri ai quali vengono assegnate quote irrilevanti ai fini delle decisioni, si troveranno a subirle. E come avviene per Acquedotto del Fiora, Sei ed altro, a fare da spettatori».
La paura è quella di lasciare dei vuoti all'interno del territorio: «Il servizio di psichiatria è presente ormai solo a Grosseto con ricoveri delle situazioni più gravi a Siena, la neuropsichiatria infantile è part-time e non riesce neanche a coprire le esigenze segnalate, le assistenti sociali (ve ne erano 2 a Massa) sono in numero ridotto e spesso a tempo determinato, la Casa della Salute che doveva essere il punto di riferimento del territorio per i cittadini non esiste e c’è da dubitare che funzioni anche se realizzata se non come una cosa meramente formale». Per Galeotti si tratta di una strada sbagliata che porterà «all'abbandono delle zone periferiche al loro destino».
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