Il Tirreno

Grosseto

Huntsman versa 135mila euro per i gessi a Montioni

di Paola Villani
Huntsman versa 135mila euro per i gessi a Montioni

L’azienda scarlinese salda il primo “indennizzo” a Follonica sulla base dell’accordo 2015 per il conferimento nell’ex cava

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FOLLONICA. Mentre si cerca un altro sito per lo stoccaggio dei gessi rossi, la Huntsman-Venator (già Tioxide) versa al Comune di Follonica 135mila euro per gli scarti depositati a Montioni da marzo a novembre 2017.

È da circa vent’anni che i gessi derivanti dal ciclo di produzione di biossido di titanio dell’industria scarlinese vengono portati nella cava, cava che fa parte del Parco naturale di Montioni, nell’area di competenza del Comune di Follonica. L’ultimo schema di accordo firmato anche dall’amministrazione del golfo risale al 2015, mentre quest’anno a febbraio la giunta di Andrea Benini ha approvato le modalità di versamento “dell’equo ristoro” derivante dall’attività di recupero dei gessi rossi.

La società Tioxide Europe srl nel 2015 si era impegnata a corrispondere ai Comuni di Follonica e Scarlino una cifra pari a 0,60 euro a tonnellata di rifiuti usati per il recupero ambientale e morfologico. Di quei sessanta centesimi una parte (il 25%) spetta al municipio scarlinese come sede di impianto, mentre a Follonica spetta il restante 75%, quale ente interessato all’intervento di rifacimento dell’ex cava.

Il 28 novembre scorso l’azienda Venator ha comunicato all’amministrazione del golfo che nel periodo dal 20 marzo 2017 al 27 novembre dello stesso anno sono state conferite a Montioni 259.795 tonnellate di gessi rossi, prevedendo entro la fine di dicembre l’abbancamento di un totale di 300mila tonnellate. L’importo quindi che spetta alle casse comunali del golfo è di 135mila euro: il 50% (67.500 euro) sono stati versati a fine 2017, l’altra metà sarà versata entro il 28 febbraio prossimo.

Com’è noto tra pochi mesi quella cava non potrà più ricevere gli scarti di produzione dell’azienda scarlinese: il progetto sta per concludersi, tanto che già nel 2015 gli enti interessati dall’accordo inserirono nel documento la richiesta a Venator di trovare un alto sito di stoccaggio dove portare i gessi rossi. Ma ad oggi ancora un’alternativa non è stata trovata, o meglio, definita. L’individuazione di una nuova area infatti è stata al centro di un ampio dibattito che ha coinvolto in primo luogo il Comune di Gavoranno, dove sono presenti due cave, Bartolina e Vallina, che potrebbero sostituire Montioni. È stato attivato anche un processo partecipato durato cinque mesi che ha prodotto un dossier finale di centinaia di pagine. Nella relazione non viene individuato il nuovo sito: è una rielaborazione di tutti gli aspetti in ballo, compresa l’idoneità delle cave gavorranesi.

Ora la questione è nelle mani dell’azienda, del Comune di Gavorrano e della Regione Toscana, anche se non mancano le pressioni dei comitati ambientalisti che stanno continuando a produrre documentazioni per non far arrivare nel Gavorranese quei gessi.

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