Il dolore
grosseto
Ungulati, i danni sono milionari
Tocchi: «No alla caccia selvaggia, sì ai piani di abbattimento»
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GROSSETO. Confagricoltura chiede una revisione della legge 157/’92 su caccia, agricoltura e tutela dell’ambiente.
«Oltre ai danni all’agricoltura sempre più specializzata e quindi pregiata – dice Attilio Tocchi, presidente di Confagricoltura Grosseto – l’esuberante crescita di ungulati (che ormai sono arrivati a passeggiare per le vie centrali di paesi e cittadine) mette in pericolo la sicurezza di tutti. Per questa ragione è necessaria una revisione della legge 157 che fornisca strumenti per ridurre tali problemi».
Confagricoltura disegna i contorni della situazione misurando il peso (economico) degli effetti: in Toscana in termini di indennizzi per danni da fauna selvatica sono stati erogati in un decennio 21 milioni e 400mila euro, di cui 3 milioni e 180mila solo nel 2016 (sei anni fa erano stati un milione e 600mila euro). Al primo posto nella top toscana delle province per “liquidazioni” più alte per danni da fauna selvatica figura Siena con 5 milioni e 400mila euro, segue Firenze, mentre al terzo posto compare Grosseto con 3 milioni e 500mila euro. In generale, i danni da ungulati che sono stati indennizzati rappresentano quasi l’89%.
«Non si tratta dunque solo di una questione di insostenibili risarcimenti danni e indennizzi per le depauperate casse pubbliche – continua il presidente Tocchi – ma di un vero e proprio flagello, di cui gli agricoltori per primi pagano il conto».
Nel 2015, ricorda Tocchi, il corpo forestale dello Stato aveva lanciato un allarme lamentando la carenza di una effettiva cognizione e presa d’atto della reale dimensione del fenomeno e dei rischi del suo esponenziale espandersi: «Duole constatare – puntualizza il presidente Tocchi – che esiste la impellente necessità di adottare strumenti normativi che consentano alle Regioni, in caso di necessità, di far fronte efficacemente a situazioni d’emergenza anche ricorrendo (ma solo se necessario ad integrare le esigue risorse della pubblica amministrazione) all’ausilio di cacciatori adeguatamente formati. Confagricoltura sostiene le proposte di modifica degli articoli 12 e 19 della legge 157/92 per fornire risposta ad una situazione che sta assumendo connotati emergenziali. Si badi bene – mette in guardia Tocchi – questo non vuol dire, come qualcuno dice, favorire la “caccia selvaggia”, ossia autorizzare abbattimenti senza limiti tali da privare l’attività venatoria di ogni regolamentazione».
«Casomai – dettaglia – si tratta di interventi di controllo e di attuazione di piani di abbattimento che devono essere invece inquadrati come interventi straordinari di pubblica sicurezza, finalizzati ad evitare danni certi a persone e cose. Non accettiamo la distorsione della realtà – conclude il presidente di Confagricoltura Grosseto – e neppure confondere le esigenze di interesse collettivo con ingiustificabili preconcetti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Oltre ai danni all’agricoltura sempre più specializzata e quindi pregiata – dice Attilio Tocchi, presidente di Confagricoltura Grosseto – l’esuberante crescita di ungulati (che ormai sono arrivati a passeggiare per le vie centrali di paesi e cittadine) mette in pericolo la sicurezza di tutti. Per questa ragione è necessaria una revisione della legge 157 che fornisca strumenti per ridurre tali problemi».
Confagricoltura disegna i contorni della situazione misurando il peso (economico) degli effetti: in Toscana in termini di indennizzi per danni da fauna selvatica sono stati erogati in un decennio 21 milioni e 400mila euro, di cui 3 milioni e 180mila solo nel 2016 (sei anni fa erano stati un milione e 600mila euro). Al primo posto nella top toscana delle province per “liquidazioni” più alte per danni da fauna selvatica figura Siena con 5 milioni e 400mila euro, segue Firenze, mentre al terzo posto compare Grosseto con 3 milioni e 500mila euro. In generale, i danni da ungulati che sono stati indennizzati rappresentano quasi l’89%.
«Non si tratta dunque solo di una questione di insostenibili risarcimenti danni e indennizzi per le depauperate casse pubbliche – continua il presidente Tocchi – ma di un vero e proprio flagello, di cui gli agricoltori per primi pagano il conto».
Nel 2015, ricorda Tocchi, il corpo forestale dello Stato aveva lanciato un allarme lamentando la carenza di una effettiva cognizione e presa d’atto della reale dimensione del fenomeno e dei rischi del suo esponenziale espandersi: «Duole constatare – puntualizza il presidente Tocchi – che esiste la impellente necessità di adottare strumenti normativi che consentano alle Regioni, in caso di necessità, di far fronte efficacemente a situazioni d’emergenza anche ricorrendo (ma solo se necessario ad integrare le esigue risorse della pubblica amministrazione) all’ausilio di cacciatori adeguatamente formati. Confagricoltura sostiene le proposte di modifica degli articoli 12 e 19 della legge 157/92 per fornire risposta ad una situazione che sta assumendo connotati emergenziali. Si badi bene – mette in guardia Tocchi – questo non vuol dire, come qualcuno dice, favorire la “caccia selvaggia”, ossia autorizzare abbattimenti senza limiti tali da privare l’attività venatoria di ogni regolamentazione».
«Casomai – dettaglia – si tratta di interventi di controllo e di attuazione di piani di abbattimento che devono essere invece inquadrati come interventi straordinari di pubblica sicurezza, finalizzati ad evitare danni certi a persone e cose. Non accettiamo la distorsione della realtà – conclude il presidente di Confagricoltura Grosseto – e neppure confondere le esigenze di interesse collettivo con ingiustificabili preconcetti».
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