La manifestazione
Pino crollato, il Comune pulisce e si scusa
di Elisabetta Giorgi
Principina, l’albero caduto dalla strada invadeva un cortile. La famiglia interessata: «Giardino rovinato, chiediamo i danni»
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PRINCIPINA A MARE. Alla fine il Comune di Grosseto ha fatto retromarcia e appurato come effettivamente la proprietà di un pino che si era abbattuto contro un giardino con conseguenze rovinose non fosse “privata” come l’ente sosteneva, ma proprio sua, comunale. Con buona pace della famiglia interessata, che dopo una grande arrabbiatura e una sorta di braccio di ferro con l’ente a colpi di carte, si è finalmente vista porgere le scuse dagli uffici comunali e sgomberare il cortile occupato da quintali di legni. Ora il giardino è pulito ma non finisce qui. «Chiederemo i danni al Comune», annuncia la signora.
Siamo a Principina a mare dove com’è noto la pineta è malmessa. Grande anche l’incertezza (a quanto pare) in fatto di competenze e confini pubblico/privati, che all’interno degli stessi uffici municipali non parrebbero così chiari... Tra fine novembre e dicembre in via dell’Ostrica scoppia un caso per certi versi emblematico. Il 14 novembre un grosso pino crolla da un terreno e finisce addosso alla ringhiera del cancello di una casa. Nessuno passa di lì: tragedia scongiurata. I vigili del fuoco rimuovono i pericoli e liberano la via. Ma il cortile privato si ritrova – a dicembre - invaso da rami e chiome che vengono tagliati e lasciati lì. La proprietaria della casa, Lauretta Sordi, abita in Valdarno e si ritrova la sua casa inaccessibile per una pianta che sorgeva “fuori” dalla sua proprietà ed è caduta “dentro” la sua proprietà.
«Non riesco neppure ad arrivare alla porta», ci dice la signora (articolo da noi pubblicato a dicembre) dopo aver fatto una segnalazione al Comune affinché l’ente porti via le montagne di roba. La sua richiesta è girata all’ufficio manutenzioni del verde pubblico (Lavori pubblici) ma riceve un rifiuto. Il Comune risponde che «l’area di resede della pianta di pino non è di proprietà comunale», dunque la pulizia spetta al privato. La donna titubante chiede ulteriori notizie al Comune e l’ufficio manutenzione le spedisce alcune mappe, da cui si evincerebbe che la proprietà di “quella resede” non è appunto comunale ma privata. In realtà – a scorrere le carte, a consultare quelle particelle e quei fogli - la cosa non ci appare così pacifica, anzi: tra numeri, sigle e particelle varie, proprio quella porzione di pineta da cui è crollato il pino non compare affatto nelle carte spedite alla signora dal Comune e che risultano quantomeno incomplete, e non affatto chiarificatrici sulla proprietà. Di più. Da ulteriori verifiche, si appura il contrario, e cioè che questa parte di pineta è proprio comunale. Contattiamo il Comune, che però insiste sulla sua posizione. «In base a cosa vi risulta che è area comunale? Dalla cartografia in possesso all’amministrazione la resede della pianta è fuori dall’area comunale, e non possono esserci più mappe...». In realtà, ci risulta che quella parte di pineta fu acquisita dal Comune con atto del 15 maggio del 1990: esiste un rogito del notaio Giorgetti, il repertorio è il 71022. Così la famiglia Sordi torna alla carica e chiede nuove informazioni al Comune; il quale attiva “nuove verifiche”.
Fin qui, questa storia l’avevamo raccontata.
La novità è che il funzionario responsabile del servizio manutenzioni ha poi risposto a stretto giro di posta alla famiglia, scrivendo che «a seguito di nuovi accertamenti è risultato che effettivamente la pianta è comunale». Il servizio ha incaricato subito la ditta per pulire l’area. «Ci scusiamo per l’accaduto e il disagio arrecato», ha scritto un funzionario alla famiglia. A cosa sia dovuto l’inghippo non si sa. Certo è che ora il cortile è pulito. E a pulirlo è stato il Comune.
Restano i danni provocati dal crollo della pianta, e dei quali la famiglia è intenzionata a chiedere il risarcimento all’ente.
Una piccola storia di burocrazia, che – sul fronte del verde pubblico – lascia trapelare, aldilà dell’errore contingente, quanta incertezza vi sia in Comune sul patrimonio di verde pubblico della frazione, gran parte del quale abbandonato e sul quale – come richiesto da più parti – sarebbe forse l’ora che l’ente mettesse mano una buona volta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Siamo a Principina a mare dove com’è noto la pineta è malmessa. Grande anche l’incertezza (a quanto pare) in fatto di competenze e confini pubblico/privati, che all’interno degli stessi uffici municipali non parrebbero così chiari... Tra fine novembre e dicembre in via dell’Ostrica scoppia un caso per certi versi emblematico. Il 14 novembre un grosso pino crolla da un terreno e finisce addosso alla ringhiera del cancello di una casa. Nessuno passa di lì: tragedia scongiurata. I vigili del fuoco rimuovono i pericoli e liberano la via. Ma il cortile privato si ritrova – a dicembre - invaso da rami e chiome che vengono tagliati e lasciati lì. La proprietaria della casa, Lauretta Sordi, abita in Valdarno e si ritrova la sua casa inaccessibile per una pianta che sorgeva “fuori” dalla sua proprietà ed è caduta “dentro” la sua proprietà.
«Non riesco neppure ad arrivare alla porta», ci dice la signora (articolo da noi pubblicato a dicembre) dopo aver fatto una segnalazione al Comune affinché l’ente porti via le montagne di roba. La sua richiesta è girata all’ufficio manutenzioni del verde pubblico (Lavori pubblici) ma riceve un rifiuto. Il Comune risponde che «l’area di resede della pianta di pino non è di proprietà comunale», dunque la pulizia spetta al privato. La donna titubante chiede ulteriori notizie al Comune e l’ufficio manutenzione le spedisce alcune mappe, da cui si evincerebbe che la proprietà di “quella resede” non è appunto comunale ma privata. In realtà – a scorrere le carte, a consultare quelle particelle e quei fogli - la cosa non ci appare così pacifica, anzi: tra numeri, sigle e particelle varie, proprio quella porzione di pineta da cui è crollato il pino non compare affatto nelle carte spedite alla signora dal Comune e che risultano quantomeno incomplete, e non affatto chiarificatrici sulla proprietà. Di più. Da ulteriori verifiche, si appura il contrario, e cioè che questa parte di pineta è proprio comunale. Contattiamo il Comune, che però insiste sulla sua posizione. «In base a cosa vi risulta che è area comunale? Dalla cartografia in possesso all’amministrazione la resede della pianta è fuori dall’area comunale, e non possono esserci più mappe...». In realtà, ci risulta che quella parte di pineta fu acquisita dal Comune con atto del 15 maggio del 1990: esiste un rogito del notaio Giorgetti, il repertorio è il 71022. Così la famiglia Sordi torna alla carica e chiede nuove informazioni al Comune; il quale attiva “nuove verifiche”.
Fin qui, questa storia l’avevamo raccontata.
La novità è che il funzionario responsabile del servizio manutenzioni ha poi risposto a stretto giro di posta alla famiglia, scrivendo che «a seguito di nuovi accertamenti è risultato che effettivamente la pianta è comunale». Il servizio ha incaricato subito la ditta per pulire l’area. «Ci scusiamo per l’accaduto e il disagio arrecato», ha scritto un funzionario alla famiglia. A cosa sia dovuto l’inghippo non si sa. Certo è che ora il cortile è pulito. E a pulirlo è stato il Comune.
Restano i danni provocati dal crollo della pianta, e dei quali la famiglia è intenzionata a chiedere il risarcimento all’ente.
Una piccola storia di burocrazia, che – sul fronte del verde pubblico – lascia trapelare, aldilà dell’errore contingente, quanta incertezza vi sia in Comune sul patrimonio di verde pubblico della frazione, gran parte del quale abbandonato e sul quale – come richiesto da più parti – sarebbe forse l’ora che l’ente mettesse mano una buona volta.
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