Sicurezza
«Lavoriamo per rendere la città più sicura» Immigrati, a breve il via al percorso
Ci sono anche delle grandi criticità alle quali far fronte. Inutile nascondersi dietro un dito: il sindaco Andrea Benini sa molto bene che uno dei problemi della sua città è rappresentato dalla...
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Ci sono anche delle grandi criticità alle quali far fronte. Inutile nascondersi dietro un dito: il sindaco Andrea Benini sa molto bene che uno dei problemi della sua città è rappresentato dalla mancanza di sicurezza. «Siamo preoccupati, non lo nego – dichiara il primo cittadino – Abbiamo un confronto diretto e quotidiano con la Prefettura di Grosseto e con le forze dell’ordine, che ringrazio perché, nonostante i limiti strutturali e burocratici del nostro Paese, riescono a ottenere grandi risultati. Non abbasseremo la guardia e continueremo a impegnarci per rendere più sicura Follonica». E il 2018 sarà l’anno che vedrà partire il progetto Sprar, il Sistema per la protezione dei richiedenti asilo e rifugiati. Nella città del golfo dovrebbero arrivare circa un centinaio di migranti nei prossimi mesi. «Abbiamo aderito all’iniziativa del Ministero e presto insieme ad altri Comuni delle Colline metallifere inizieremo questo percorso». Benini solo pochi mesi fa aveva chiesto al prefetto di Grosseto Cinzia Torraco (nella foto in municipio) di intercedere con il collega livornese per far sì che un gruppo dei richiedenti asilo (quelli diciamo più problematici) ospitati nella struttura La Caravella, che si trova a pochi chilometri da Follonica se pur in provincia di Livorno, venisse spostato altrove. «È un discorso ancora aperto – spiega il sindaco – non sono iniziative così semplici e immediate». E poi altra grande fragilità la mancanza di lavoro e la forte crisi economica del territorio, con le questioni dell’industria piombinese e i problemi di Unicoop Tirreno. «In questi casi si tocca il dolore vero delle famiglie e per questo continueremo ad accrescere le politiche sociali, creando nel contempo le basi per progetti di più ampio respiro che rimettano in moto l’economia locale».
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