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Scarlino perde le scuole medie: "La politica ha calato la maschera"
Le case si svuotano, le attività soffrono, gli abitanti diminuiscono, le luci si spengono: un gruppo di abitanti scrive un'amara lettera al sindaco
Questa lettera è stata scritta da un gruppo di scarlinesi che ama Scarlino (e le sue scuole)
"Temerari fabbricatori dei futuri altrui, vi scriviamo per farvi i nostri più sinceri e amari complimenti. Complimenti, perché siete riusciti in un’impresa che nessuno prima di voi, pur avendone posto le basi, aveva avuto il coraggio di portare a compimento: la morte di Scarlino e l’umiliazione della sua comunità.
Complimenti, perché con il vostro ultimo, eroico, atto, il trasferimento delle scuole medie inferiori dal capoluogo a Scarlino Scalo, avete interrotto un’agonia ormai troppo lunga per definirsi umana. L’immagine che il nostro borgo ci restituisce oggi corrisponde in pieno alla prostrazione e al sentimento di impotenza degli animi di chi ci vive e lo ama. I cavi pendono, contorcendosi, sulle facciate, gli archi si incrinano sotto i colpi del progresso, la pavimentazione sussulta in un accenno di ribellione subito sedata dall’indifferenza, la chiesa, da anni senza neanche un sacerdote che ne custodisca le mura e che si prenda cura delle anime, prova, ignorata, a farsi notare minacciando di crollare, le porte si chiudono alle spalle di chi si sente frustrato dalla mancanza di stimoli, incentivi, sostegno e prospettive. E le case si svuotano, le attività soffrono, gli abitanti diminuiscono, le luci si spengono, in un processo di svilimento che avete accompagnato e sostenuto in maniera discreta ma decisa, come se non ci fosse null’altro da fare.
Ma, del resto, in una società in cui domina il concetto dell’“usa e getta” fa tendenza buttare via il “vecchio”, valore storico compreso, per costruirsi con nuovo cemento maggiori consensi...
Ed ecco, sul calare del sipario, l’ultimo colpo di scena: la chiusura delle scuole medie per trasferirle nel nuovo plesso costruito sotto al fosso del Rigiolato a Scarlino Scalo. Bravi! Avete chiuso in modo sorprendente lo spettacolo della “Morte di Scarlino”, strappando al capoluogo uno degli ultimi servizi rimasti, che avrebbe potuto rappresentare un forte incentivo a resistere per le famiglie che hanno scelto di far crescere qui i propri figli e per quelle che questa scelta l’avrebbero potuta fare in futuro.
Complimenti, perché, finalmente, la politica ha calato la maschera mostrandosi per quello che realmente è: un bluff, che si costruisce su promesse fatte per acquisire fascino e credibilità al momento del voto; promesse che poi, a potere acquisito, quando il voto non serve più, vengono disattese lasciando delusione e rammarico in chi ci aveva creduto. Ci avete aperto gli occhi su una politica che promuove un modello di società dove domina la legge del più forte, dove i più deboli, le minoranze, invece di essere ascoltati, tutelati e protetti, devono soccombere ai grandi numeri che danno maggiori garanzie di successo.
Sarebbe stato certamente più difficile adoperarsi per soddisfare le esigenze di tutti, dei molti e dei pochi, cercando così di costruire, tutti insieme, una società davvero civile e democratica, quindi, con una sorta di “bullismo istituzionale”, si è scelto di seguire la via più facile mettendo a tacere, talvolta con discredito, la voce, flebile, ma costante, di chi da anni chiedeva di non far morire le scuole del capoluogo. Né vi è mancata la capacità di far vostro quel fondamento strategico del “Divide et impera”, sapendo il vantaggio che ne consegue, contrapponendo le istanze delle frazioni a quelle del capoluogo.
E infine complimenti, perché con questa scelta vi siete assunti la responsabilità di decretare la morte di una didattica (che sarebbe, invece, un patrimonio da salvaguardare) basata sui piccoli numeri, dove più facilmente si instaurano quei rapporti umani che sono alla base di una crescita sana, una didattica in cui la competizione lascia il posto alla collaborazione, una didattica appagante per chi la fa e per chi la riceve, che di sicuro, in futuro, rimpiangeremo.
Complimenti ancora per la temerarietà!".
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