Il Tirreno

Grosseto

«Super Coeso a Vivarelli Colonna o usciamo»

«Super Coeso a Vivarelli Colonna o usciamo»

Ulmi e Virciglio puntano sul sindaco, polemico il Pd. Il candidato alla presidenza è Giacomo Termine

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GROSSETO. «O la presidenza del nuovo super distretto socio-sanitario al sindaco di Grosseto, oppure il Comune capoluogo esce dalla società della salute».

La Lega Nord coglie al balzo l’occasione data dalla forte critica mossa dall’ex assessore della giunta Bonifazi, Paolo Borghi, alla scelta di fondere in un unico soggetto tre società della salute – Coeso, Amiata Grossetana e Colline Metallifere – per tornare alla carica su un tema, quello della presidenza, che già il centrodestra aveva provato a sollevare all’indomani della conquista del Comune di Grosseto. «Anche se mi costa un po’ ammetterlo, non posso che essere d’accordo quasi su tutto con quanto dichiarato dall’amico Paolo Borghi», dice il segretario provinciale della Lega Nord Andrea Ulmi. «Con il sindaco di Grosseto e i consiglieri di coalizione abbiamo analizzato a tempo opportuno l’eventuale uscita dal Coeso – prosegue Ulmi – contestando all’assessore Saccardi la sproporzione tra un maxidistretto da 170.000 abitanti e quello dell’Albegna da 55.000. Abbiamo subìto – aggiunge – perché già deciso quando ci siamo insediati come coalizione di centrodestra, la decisione della fusione dei distretti così come quella sulla presidenza della conferenza dei sindaci». Poi la richiesta. «Riteniamo – dice – che perlomeno la presidenza del maxidistretto debba essere data al primo cittadino di Grosseto». «Qualora, per i soliti giochi della sinistra sulla guida di una macchina che ha da sempre rappresentato una sacca di voti a cui attingere con scambi di favori (perché va a incidere fortemente sui bisogni primari di quella fetta di popolazione più debole e quindi più facilmente ricattabile) – dice ancora Ulmi – la presidenza di Vivarellli Colonna non andasse in porto, ci faremo parte attiva e propositiva per l’uscita dal Coeso». Insomma, è un carrozzone che non piace, ma la presidenza, la Lega, la rivendica.

E comunque, se nemmeno Vivarelli Colonna riuscisse a raddrizzarlo, «in quel caso – conclude Ulmi – valuteremo le conseguenze e le azioni da intraprendere».

Analoga richiesta arriva dal consigliere comunale del Movimento per la sovranità, Pasquale Virciglio. «Un distretto così grande, con la creazione di maxi aree disomogenee per popolazione e necessità di servizi – dice – finirà per penalizzare i servizi e cresceranno burocrazia e spese per la struttura creando un ennesimo carrozzone costoso e scarsamente produttivo».

Poi Virciglio lamenta il fatto che il Comune capoluogo non abbia la certezza della presidenza «cosa che – dice – dovremmo pretendere». «Ragionamenti. . . di bassa Lega» ironizza su Facebook il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Lorenzo Mascagni che, in un post su Facebook così stigmatizza il centrodestra: «Se il presidente è quello che diciamo noi – scrive – allora il “Super Coeso” va bene. Se sarà un altro, si tratta dei soliti giochi di potere della sinistra, ed allora il “Super Coeso” non va più bene e noi ne usciremo».

Anche il sindaco di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine, attuale presidente della società della salute delle Colline Metallifere e presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl Toscana Sud Est, critica la Lega e parla di ipocrisia. «Si attacca – dice – il super distretto in quanto poltronificio, quando riduce di 2/3 le poltrone a titolo gratuito dei presidenti e quelle a titolo oneroso dei dirigenti; si denunciano possibili depauperamenti dei servizi, dimenticando però le migliaia di euro di risparmi sugli emolumenti dei dirigenti e che, grazie all’incentivo previsto dalla Regione per la fusione, ci saranno 450.000 euro l’anno per 5 anni che andranno a finanziare e potenziare i servizi».

Termine è candidato alla presidenza del nuovo maxidistretto, e manterrebbe, così, anche la presidenza della conferenza dei sindaci.

L’elezione di Antonfrancesco Vivarelli Colonna alla presidenza del maxidistretto rimescolerebbe le carte anche in sede di conferenza dei sindaci e non è scontato che, questa volta, la presidenza tocchi a un maremmano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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