La protesta
La lista dei sogni dell’Amiata In cima la piscina geotermica
di Fiora Bonelli
Tanti i lavori da mettere in cantiere per il prossimo anno in tutti i comuni Marini punta sulla sistemazione della strada del Cipressino e sul termodotto
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AMIATA. Fra progetti in corso e buoni propositi, dai sindaci il sogno di un’altra Amiata che cominci proprio nel 2018. Comprensione, condivisione, umiltà. Questi i paletti che quasi allo scoccare del nuovo anno, il presidente dell’Unione comuni Amiata grossetana Jacopo Marini indica come i fari che dovranno guidare le scelte dei comuni e delle politiche dell’Unione per il prossimo anno: «Se ci affidiamo a questi tre valori, credo – dice – che per tantissimi problemi potrebbero esserci soluzioni così da permettere all’Amiata di ripartire alla grande. Ci sono potenzialità enormi. Occorre però buona volontà da parte di tutti. Comprensione dei problemi altri, condivisione degli sforzi e dell’impegno per trovare soluzioni con spirito di squadra, umiltà nel cedere quando è necessario il passo ai bisogni degli altri. È difficile, lo so, ma non impossibile. Uniti ce la possiamo fare». E passando al concreto, il presidente addita le tre priorità che potrebbero far davvero ripartire il territorio: «Opere strategiche – dice – sono le infrastrutture, Cipressino in primis, la piscina geotermica e il termodotto geotermico delle Aiole a servizio delle imprese. Se fossero realizzate a breve – sottolinea – sarebbe un bello scossone economico e turistico per la nostra Amiata. Per la piscina c’ il 15 la conferenza dei servizi. Vediamo di partire».
E per quel che riguarda in particolare il suo comune, Arcidosso, Marini indica delle priorità, con alcuni lavori in fase di partenza: depuratore (spina nel fianco del comune e questione annosa per il quale sta partendo adesso la gara), messa in sicurezza del movimento franoso della Madonna Incoronata (importo 500.000 euro) e poi strada della zona artigianale, sistemazione definitiva del parco del tennis e alcuni lavori in tutte le frazioni. E sono lavori importanti, da tempo nel taccuino dell’amministrazione comunale che spera, appunto, di poterli vedere cantierati nel 2018. Ma anche gli altri sei sindaci dell’Unione dei comuni hanno i loro “desiderata” da chiedere al 2018. Vediamo quali. Castel del Piano: il sindaco Claudio Franci indica come priorità il primo lotto del Cipressino, la chiusura della variante al regolamento urbanistico e il ripristino del viale dei Mille, strada pericolosa e teatro di incidenti e del parco della Rimembranza da tempo progettati. Seggiano: il sindaco Gianpiero Secco addita come prioritarie le realizzazioni del condominio sociale, del laghetto sportivo della Pescina (inaugurato ma senza acqua), il rilancio della fondazione Radici di Seggiano. Santa Fiora: il sindaco Federico Balocchi comincia da un “sogno”, e cioè la riapertura dello stabilimento della Fornacina, chiuso fra i mugugni e le polemiche dei santafioresi. E poi il teleriscaldamento nel centro storico di Santa Fiora e la costruzione della nuova scuola media, non sogni, questi ultimi.
Castell’Azzara: il sindaco Fosco Fortunati sottolinea come strategici i progetti dell’ecosistema comunale, la casa del minatore e la palestra comunale.
Roccalbegna: il primo cittadino Massimo Galli batte l’accento sulle infrastrutture, in particolare sulle strade provinciali che attraversano i paesi, poi la scommessa della banda larga e la realizzazione della palestra a servizio della scuola. Semproniano: anche per la sindaca Miranda Brugi si parte dalle infrastrutture, senza le quali Semproniano e frazioni sono tagliate fuori dall’Amiata e specifica come prioritaria la risoluzione della grande frana di Cellena; poi uno sviluppo di agricoltura e turismo capaci di tenere in loco i giovani senza i quali il territorio muore, e infine l’organizzazione del personale comunale e dunque un accordo e una maggiore collaborazione nell’ambito dell’Unione Amiata grossetana. Sogni che potrebbero essere realizzati.
E per quel che riguarda in particolare il suo comune, Arcidosso, Marini indica delle priorità, con alcuni lavori in fase di partenza: depuratore (spina nel fianco del comune e questione annosa per il quale sta partendo adesso la gara), messa in sicurezza del movimento franoso della Madonna Incoronata (importo 500.000 euro) e poi strada della zona artigianale, sistemazione definitiva del parco del tennis e alcuni lavori in tutte le frazioni. E sono lavori importanti, da tempo nel taccuino dell’amministrazione comunale che spera, appunto, di poterli vedere cantierati nel 2018. Ma anche gli altri sei sindaci dell’Unione dei comuni hanno i loro “desiderata” da chiedere al 2018. Vediamo quali. Castel del Piano: il sindaco Claudio Franci indica come priorità il primo lotto del Cipressino, la chiusura della variante al regolamento urbanistico e il ripristino del viale dei Mille, strada pericolosa e teatro di incidenti e del parco della Rimembranza da tempo progettati. Seggiano: il sindaco Gianpiero Secco addita come prioritarie le realizzazioni del condominio sociale, del laghetto sportivo della Pescina (inaugurato ma senza acqua), il rilancio della fondazione Radici di Seggiano. Santa Fiora: il sindaco Federico Balocchi comincia da un “sogno”, e cioè la riapertura dello stabilimento della Fornacina, chiuso fra i mugugni e le polemiche dei santafioresi. E poi il teleriscaldamento nel centro storico di Santa Fiora e la costruzione della nuova scuola media, non sogni, questi ultimi.
Castell’Azzara: il sindaco Fosco Fortunati sottolinea come strategici i progetti dell’ecosistema comunale, la casa del minatore e la palestra comunale.
Roccalbegna: il primo cittadino Massimo Galli batte l’accento sulle infrastrutture, in particolare sulle strade provinciali che attraversano i paesi, poi la scommessa della banda larga e la realizzazione della palestra a servizio della scuola. Semproniano: anche per la sindaca Miranda Brugi si parte dalle infrastrutture, senza le quali Semproniano e frazioni sono tagliate fuori dall’Amiata e specifica come prioritaria la risoluzione della grande frana di Cellena; poi uno sviluppo di agricoltura e turismo capaci di tenere in loco i giovani senza i quali il territorio muore, e infine l’organizzazione del personale comunale e dunque un accordo e una maggiore collaborazione nell’ambito dell’Unione Amiata grossetana. Sogni che potrebbero essere realizzati.
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