Il Tirreno

Grosseto

In Maremma un bambino con due mamme

di Francesca Gori
In Maremma un bambino con due mamme

Un Comune trascrive l’atto di nascita senza che sia dovuto intervenire il tribunale

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GROSSETO. La bella notizia è arrivata quando ormai il vecchio anno se ne stava quasi andando. Quasi all’ultimo tuffo: c’è un bambino il cui nome è stato iscritto nel registro dell’anagrafe. E fin qui, non ci sarebbe nulla di speciale, non fosse che il piccolino, che ha appena due mesi, è il figlio di una coppia lesbica. È nato negli Stati Uniti, dove le due donne vivono, dove si sono sposate e dove non c’è alcuna differenza, di fronte allo stato, tra le coppie omosessuali ed eterosessuali. La mamma biologica del piccolino è americana, la “mamma sociale” invece è maremmana e insieme hanno deciso che loro figlio dovesse avere doppia cittadinanza. E così, in un comune della Maremma, all’ufficio anagrafe, si è sancito un nuovo passo avanti nel riconoscimento dei diritti delle coppie glbt. Anzi, questa volta lo spettro è più ampio e anche in Italia, in provincia di Grosseto, si può parlare di famiglie. Perché la trascrizione del certificato anagrafico del bambino nato dall’unione delle due donne che si sono sposate negli Stati Uniti, significa che quella coppia viene considerata a tutti gli effetti anche dallo stato italiano: il bambino avrà doppia cittadinanza e due mamme.

È stata una battaglia lunga quella portata avanti dall’avvocata che ha curato questa trascrizione. «Una delle due donne è una mia carissima amica - dice Cathy La Torre, legale dell’associazione Gay Lex di Bologna - e abbiamo deciso di percorre insieme questa strada».

La vicenda, che va considerata “apripista” in Italia, vede comunque alcuni precedenti simili. Come un caso avvenuto a Napoli nel 2015, dove l’atto di nascita di un bambino figlio di due donne sposate in Spagna, fu prima trascritto dall’anagrafe, poi annullato dalla Prefettura e poi nuovamente trascritto a seguito di un contenzioso su disposizione del tribunale. O il caso avvenuto a Roma, sempre nel 2015, dove fu trascritto l’atto di nascita di un bambino figlio di due donne e nato in Argentina. Diverse sono poi le sentenze che si sono occupate del riconoscimento dei figli di coppie omosessuali e della trascrizione dei relativi atti di nascita.

«Il sindaco e i funzionari dell’anagrafe - dice l’avvocata La Torre - si sono mostrati da subito disponibili approfondendo la richiesta delle madri, analizzando e studiando le sentenze affini già emesse nel nostro Paese che ho loro sottoposto, e affrontando il tema dell’ordine pubblico, utilizzato finora amministrativamente come elemento per non procedere con le trascrizioni. Questo risultato segue di pochi mesi l’altro importante risultato ottenuto sempre da Gay Lex con l’ avvocato Michele Giarratano che è riuscito a far trascrivere in un comune lombardo l’atto di nascita di una bimba in quel caso con entrambi i padri».

Molto soddisfatta del risultato La Torre: «È stato un lavoro molto delicato, per il quale ringrazio anche il professor Angelo Schillaci di Famiglie Arcobaleno e Articolo29 per il supporto, ma alla fine la determinazione da parte mia e del team di lavoro e il buonsenso da parte dell’amministrazione hanno prevalso, a differenza di altri casi analoghi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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