Con 600mila euro Sovana scopre i segreti della Rocca
di Fiora Bonelli
Il finanziamento più cospicuo è destinato al restauro e recupero del monumento La sindaca: «Toglieremo la terra accumulata nei secoli e renderemo il sito fruibile»
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SOVANA. La bacchetta magica del progetto Bellezz@ del governo ha toccato anche la Rocca Aldobrandesca di Sovana (Sorano) e promette scoperte entusiasmanti. I 600mila euro messi a disposizione dal ministero dei Beni culturali potranno finalmente mostrare quel che di nascosto e sconosciuto questa rocca preziosa tiene celato, oltre che, naturalmente dare nuovo fiato e valore storico e turistico all’intera zona. La sindaca Carla Benocci, ripercorrendo le ultime tappe che hanno visto al centro dell’operazione di recupero quella rocca che è il biglietto da visita del borgo, posta all’ingresso del paese, ripone in questa operazione grandi speranze. «Finalmente – dice – si dà voce anche alle emergenze dei piccoli borghi periferici di quella Toscana che ha un patrimonio artistico e architettonico di grande pregio, segno identificativo della regione, da non considerare periferico. Il degrado della nostra rocca era sempre più evidente e sia l’amministrazione che tutti i cittadini, che ringrazio, avevano spesso fatto sentire la loro voce che chiedeva interventi urgenti, rivolgendosi direttamente anche al ministro Franceschini».
Benocci parte da alcuni anni fa, da quando, cioè «la rocca di Sovana ebbe un piccolo consolidamento grazie al contributo della Soprintendenza la quale stilò anche un progetto proprio per poter richiedere il finanziamento oggi ottenuto con grande nostra soddisfazione – sottolinea – perché a questo punto il restauro sarà consistente. Soprattutto potremo finalmente vedere cosa c’è sotto la torre, perché anche in occasione del convegno che abbiamo organizzato a ottobre, durante il sopralluogo abbiamo visto che vi sono archi, tracce di porte e stipiti e cunicoli che fanno pensare che là sotto ci siano stanze e ambienti che non abbiamo mai visto. Un mondo underground che sarà una scoperta entusiasmante».
La sindaca spiega anche che la Rocca di Sovana ha una doppia proprietà e che quindi bisognerà approntare un tavolo per un progetto, valutando anche se quello preparato dalla soprintendenza è sufficiente adesso che si deve partire o se abbisogna di ulteriori dettagli.
«I muri della Rocca – spiega – sono del Demanio, mentre la corte e il giardino sono di proprietà comunale. Il progetto per riscoprirla e valorizzarla dovrà essere a tutto tondo. Bisogna riscoprire cosa c’è sotto, togliendo gli strati di terra che nei secoli si sono accumulati alla base, intervenire sulle mura esterne e sulla torre. La vegetazione, oltre che la terra, ha avvolto il complesso architettonico e bisognerà scoprire davvero la ricchezza che abbiamo in mano e saperla valorizzare al meglio».
Da dove comincerà la valorizzazione della Rocca di Sovana è chiaro per Benocci: «Partiremo coll’inserimento nel circuito del polo museale di cui già Sorano fa parte. Certamente non vorremo farne un museo all’interno, perché noi possediamo già due musei, quello di San Mamiliano e quello del palazzetto pretorio. Ma le possibilità per poterne fare un bene fruibile da tutti ce ne sono in quantità. Basta elaborare un progetto in questo senso. Intanto per adesso pensiamo al recupero. Cominceremo da subito, martedì, quando la funzionaria che cura il patrimonio comunale i metterà in moto per capire cosa prevede di preciso il finanziamento e per stringere i tempi all’interno dei quali muoverci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Benocci parte da alcuni anni fa, da quando, cioè «la rocca di Sovana ebbe un piccolo consolidamento grazie al contributo della Soprintendenza la quale stilò anche un progetto proprio per poter richiedere il finanziamento oggi ottenuto con grande nostra soddisfazione – sottolinea – perché a questo punto il restauro sarà consistente. Soprattutto potremo finalmente vedere cosa c’è sotto la torre, perché anche in occasione del convegno che abbiamo organizzato a ottobre, durante il sopralluogo abbiamo visto che vi sono archi, tracce di porte e stipiti e cunicoli che fanno pensare che là sotto ci siano stanze e ambienti che non abbiamo mai visto. Un mondo underground che sarà una scoperta entusiasmante».
La sindaca spiega anche che la Rocca di Sovana ha una doppia proprietà e che quindi bisognerà approntare un tavolo per un progetto, valutando anche se quello preparato dalla soprintendenza è sufficiente adesso che si deve partire o se abbisogna di ulteriori dettagli.
«I muri della Rocca – spiega – sono del Demanio, mentre la corte e il giardino sono di proprietà comunale. Il progetto per riscoprirla e valorizzarla dovrà essere a tutto tondo. Bisogna riscoprire cosa c’è sotto, togliendo gli strati di terra che nei secoli si sono accumulati alla base, intervenire sulle mura esterne e sulla torre. La vegetazione, oltre che la terra, ha avvolto il complesso architettonico e bisognerà scoprire davvero la ricchezza che abbiamo in mano e saperla valorizzare al meglio».
Da dove comincerà la valorizzazione della Rocca di Sovana è chiaro per Benocci: «Partiremo coll’inserimento nel circuito del polo museale di cui già Sorano fa parte. Certamente non vorremo farne un museo all’interno, perché noi possediamo già due musei, quello di San Mamiliano e quello del palazzetto pretorio. Ma le possibilità per poterne fare un bene fruibile da tutti ce ne sono in quantità. Basta elaborare un progetto in questo senso. Intanto per adesso pensiamo al recupero. Cominceremo da subito, martedì, quando la funzionaria che cura il patrimonio comunale i metterà in moto per capire cosa prevede di preciso il finanziamento e per stringere i tempi all’interno dei quali muoverci».
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