Attenzione
SOS AMBIENTE: BANDO DELLA REGIONE
Cinque milioni per curare le pinete
di Gabriele Baldanzi
Infezione da Matsucoccus: soldi per interventi privati e pubblici
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GROSSETO. Un bando che interessa da vicino la Maremma e in particolare la costa. In ballo cinque milioni di euro di finanziamenti per rinnovare le pinete infettate e danneggiate da anni dalla cosiddetta cocciniglia, il parassita Matsucoccus feytaudi. Privati, soggetti pubblici, gestori di usi civici (sia proprietari che titolari della gestione di superfici forestali, anche collettive), hanno tempo fino al 31 gennaio per chiedere contributi sul cento per cento dei costi sostenuti per il ripristino delle piante di pino marittimo, anche nei boschi dove lo stesso pino marittimo è presente insieme ad altre specie. L’obiettivo è ricostituire la funzionalità delle pinete, garantire la pubblica incolumità (i pini ammalati cadono), ma soprattutto di ripristinarne le funzioni a cui erano destinate, cioè la protezione del suolo dall’erosione e la salvaguardia della qualità delle risorse idriche.
Chi volesse partecipare al bando, per essere ammesso al sostegno deve dimostrare di operare su terreni boscati sui quali il danno provocato dalla cocciniglia ha superato il 20 per cento del potenziale forestale. Artea erogherà un anticipo fino al 50 per cento del contributo ammissibile a finanziamento, tenendo presente che l’importo massimo concedibile per bando (indipendentemente dal numero di reimpianti) ammonta a 250mila euro per i beneficiari privati e 400mila per gli enti pubblici. L’importo minimo di contributo concedibile per intervento è di cinquemila euro. Dopo la presentazione delle domande verrà stilata una graduatoria unica a livello regionale sulla base del possesso dei criteri previsti dal bando, poi si passerà all’istruttoria di ammissibilità, svolta dagli uffici competenti.
Il problema della cocciniglia ormai è sotto gli occhi di tutti. Il pino marittimo (pinus pinaster) è attaccato a morte da un insetto quasi invisibile che vive sotto la corteccia e succhia la linfa elaborata, indebolendo la pianta. È estremamente prolifico: da una sola coppia di individui in cinque anni si ottiene una popolazione viva e attiva di circa 500 milioni di insetti. Il Matsucoccus proviene dalla costa atlantica francese, dove convive con il pino marittimo, ma verso la metà del secolo scorso si è spostato verso il sud del Paese dove ha cominciato a mostrare il suo aspetto più aggressivo. Privo di predatori, nel giro di 10 anni nella sola Francia ha distrutto 120mila ettari di pineta. In seguito si è spostato in Liguria, che ha visto sparire quasi totalmente la sua copertura di conifere selvatiche. Nel parco di San Rossore, negli ultimi anni sono state abbattute 9mila piante e si è potuto solo rallentare l’avanzata degli insetti, ma non fermarla né salvare i pini.
In Maremma sono stati elaborati da Comuni e grandi aziende piani di gestione forestale decennale, mirati alla realizzazione di boschi dove il pino marittimo si alterna con altre specie. Le cifre messe a bando dalla Regione Toscana potranno essere utilizzate anche per procedere a diradamenti e ad altri interventi di taglio per l’eliminazione delle piante morte e in fase di deperimento, interventi di rivitalizzazione di ceppaie o di piante di latifoglie autoctone, ripuliture, decespugliamento, allontanamento e distruzione del materiale di risulta.
Chi volesse partecipare al bando, per essere ammesso al sostegno deve dimostrare di operare su terreni boscati sui quali il danno provocato dalla cocciniglia ha superato il 20 per cento del potenziale forestale. Artea erogherà un anticipo fino al 50 per cento del contributo ammissibile a finanziamento, tenendo presente che l’importo massimo concedibile per bando (indipendentemente dal numero di reimpianti) ammonta a 250mila euro per i beneficiari privati e 400mila per gli enti pubblici. L’importo minimo di contributo concedibile per intervento è di cinquemila euro. Dopo la presentazione delle domande verrà stilata una graduatoria unica a livello regionale sulla base del possesso dei criteri previsti dal bando, poi si passerà all’istruttoria di ammissibilità, svolta dagli uffici competenti.
Il problema della cocciniglia ormai è sotto gli occhi di tutti. Il pino marittimo (pinus pinaster) è attaccato a morte da un insetto quasi invisibile che vive sotto la corteccia e succhia la linfa elaborata, indebolendo la pianta. È estremamente prolifico: da una sola coppia di individui in cinque anni si ottiene una popolazione viva e attiva di circa 500 milioni di insetti. Il Matsucoccus proviene dalla costa atlantica francese, dove convive con il pino marittimo, ma verso la metà del secolo scorso si è spostato verso il sud del Paese dove ha cominciato a mostrare il suo aspetto più aggressivo. Privo di predatori, nel giro di 10 anni nella sola Francia ha distrutto 120mila ettari di pineta. In seguito si è spostato in Liguria, che ha visto sparire quasi totalmente la sua copertura di conifere selvatiche. Nel parco di San Rossore, negli ultimi anni sono state abbattute 9mila piante e si è potuto solo rallentare l’avanzata degli insetti, ma non fermarla né salvare i pini.
In Maremma sono stati elaborati da Comuni e grandi aziende piani di gestione forestale decennale, mirati alla realizzazione di boschi dove il pino marittimo si alterna con altre specie. Le cifre messe a bando dalla Regione Toscana potranno essere utilizzate anche per procedere a diradamenti e ad altri interventi di taglio per l’eliminazione delle piante morte e in fase di deperimento, interventi di rivitalizzazione di ceppaie o di piante di latifoglie autoctone, ripuliture, decespugliamento, allontanamento e distruzione del materiale di risulta.
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